ASSAD ASSEDIATO (UN NUOVO GHEDDAFI?) - UN ATTENTATO KAMIKAZE CONTRO IL PALAZZO DELLA SICUREZZA A DAMASCO INFLIGGE UN COLPO PESANTISSIMO AL REGIME DI DAMASCO - IL MINISTRO DELLA DIFESA E IL COGNATO DI ASSAD SONO MORTI –KOFI ANNAN HA CHIESTO AIUTO ALLA RUSSIA SENZA PERÒ AVERE RISPOSTA - E MENTRE I RIBELLI AVVERTONO CHE “LA BATTAGLIA FINALE È INIZIATA” L’ESERCITO MINACCIA LA RAPPRESAGLIA CONTRO GLI “STRANIERI”...

1 - Bomba a Damasco muore cognato Assad
Ansa.it

Il ministro della Difesa siriano e il capo dell'intelligence militare, cognato di Bashar al Assad, sono morti in un attentato contro il palazzo della sicurezza a Damasco nel quale, secondo gli attivisti, sono rimasti uccisi o feriti "tutti i membri della cellula di crisi che dirige le operazioni contro i ribelli". Un duro colpo al regime, dunque, anche se è ancora tutta da chiarire la dinamica dell'attentato, avvenuto mentre era in corso la riunione tra diversi ministri del regime e i vertici dell'intelligence.

Per la tv di stato siriana si tratterebbe di un kamikaze, mentre fonti della sicurezza parlano di una bomba piazzata da un "interno". Quel che è certo è che nel palazzo nel quale è avvenuto l'attentato le misure di sicurezza sono severissime e zona sulla Piazza Rauda nel quartiere di Abu Roummaneh vicina alle ambasciate italiana e americana, è una delle più blindate della capitale siriana. Difficile dunque evitare i controlli, tanto che, tra le ipotesi emerse c'é anche quella di un ruolo attivo nell'attentato di un ex body-guard di funzionari vicini ad Assad.

Subito dopo l'attacco, secondo le testimonianze di attivisti, l'esercito ha blindato l'ospedale nel quale sono stati portati i feriti. Intanto stamane sono ripresi i bombardamenti governativi su alcuni quartieri di Damasco, stando a quanto riferito dall'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), che ha aggiunto che ieri almeno 29 militari governativi sono stati uccisi nelle violenze in tutto il Paese, insieme a 66 civili e una ventina di ribelli. Nuovi scontri, secondo l'Ondus, sono avvenuti la notte scorsa nei quartieri di Midan e Kafaksouseh nella capitale.

Secondo la televisione panaraba Al Jazira, una seconda esplosione è avvenuta a Damasco contro l'edificio che ospita il comando della Quarta divisione dell'esercito.

2 - MILITARI,TAGLIEREMO MANI A CHI METTE IN PERICOLO PAESE - In un comunicato letto alla televisione di Stato le forze armate siriane hanno detto che rimangono "più determinate che mai ad affrontare tutte le forme di terrorismo e a tagliare le mani di chi mette in pericolo la Siria". Il comunicato aggiunge che l'attentato odierno è opera di "mani prese in prestito da stranieri".

di Alberto Zanconato

La battaglia decisiva per la "liberazione di Damasco, è cominciata". E' quanto sostiene parte dell'opposizione siriana, mentre gli scontri con le forze governative sono continuate per il terzo giorno consecutivo in alcuni quartieri meridionali e raffiche di mitra sono risuonate brevemente anche in pieno centro. Ma le forze armate non danno per ora segni di sfaldamento, l'unica speranza di prevalere per i ribelli, in possesso praticamente solo di fucili contro le armi pesanti e gli elicotteri del regime.

A Mosca l'inviato dell'Onu Kofi Annan ha chiesto al presidente Putin di facilitare un compromesso per una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu che fermi la violenza. "Non vedo i motivi per cui noi non possiamo trovare un accordo", ha risposto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. Ma finora non c'é nessuna indicazione che Mosca, storica alleata del regime di Damasco, accetti la bozza dei Paesi occidentali che prevede sanzioni contro la Siria se non rispetterà il piano di pace dello stesso Annan.

"I combattimenti non si fermeranno, andremo avanti fino alla vittoria", ha detto all'Afp il colonnello Kassem Saadeddine, portavoce dell'Esercito libero siriano (Els) commentando gli scontri degli ultimi giorni a Damasco. E i Fratelli musulmani, influente componente dell'opposizione, hanno parlato di "battaglia decisiva". Ma altri osservatori e fonti dell'opposizione si mostrano più prudenti e l'esercito afferma di avere ripreso il controllo della situazione. L'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) fornisce un bilancio di una cinquantina di morti nelle violenze di oggi, di cui 28 civili, 7 ribelli e 14 militari governativi o membri delle forze di sicurezza.

Sette persone, secondo Ondus, hanno perso la vita nella sola Damasco, dove l'esercito ha bombardato i quartieri di Midan, nel sud, Kafar Suseh, nell'ovest, e Qabun, nel nord della città. Tra le vittime, secondo fonti militari anonime, figura il vice capo della polizia della capitale, generale Issa Duba, ucciso negli scontri a Midan. Ma l'episodio più clamoroso è avvenuto a metà giornata, quando ribelli armati hanno aperto il fuoco contro posti di blocco sulla Via Baghdad e sulla Piazza Bare Bahrat, dove normalmente sono organizzate le manifestazioni del regime.

Parallela ai combattimenti armati continua anche la guerra della propaganda da entrambe le parti. L'Ondus ha detto, citando "diversi testimoni", che un elicottero governativo è stato abbattuto dai ribelli durante gli scontri a Qabun. "E' assolutamente falso, sono tutte menzogne", ha replicato una fonte militare. Difficile anche appurare la veridicità delle affermazioni fatte dall'ex ambasciatore siriano in Iraq, Nawaf Fares, secondo il quale Assad sarebbe pronto ad usare armi chimiche contro i rivoltosi, che avrebbe già parzialmente impiegato contro la città di Homs, secondo "informazioni naturalmente non confermate", ha ammesso egli stesso.

La Casa Bianca ha comunque messo in guardia il presidente siriano, ricordandogli "le responsabilità" di chi è in possesso di simili armamenti. Il governo iracheno, nel frattempo, ha invitato oggi i suoi cittadini a lasciare la Siria, dopo che i corpi di 23 di essi, morti nelle violenze dei giorni scorsi, sono stati rimpatriati. Tra loro, due giornalisti uccisi mentre coprivano gli eventi: Ali Jabburi al Kaaby, del settimanale Al Riwaa, e il free-lance Falah Taha. Due morti che sui media internazionali non hanno provocato nemmeno una frazione dello shock e dell'indignazione che avevano accompagnato nei mesi scorsi l'uccisione di giornalisti occidentali.

 

Bashar Assadbomba a Damasco LA FIRST LADY SIRIANA ASMA GIOCA A BADMINTON A PIEDI NUDI SULLA MAGLIETTA LA SCRITTA IL MIO PAESE E DOLCE jpegbomba a Damasco ASMA ASSAD asma siria siria IL PRESIDENTE SIRIANO ASSAD E LA GIORNALISTA BARBARA WALTERS ASMA ASSAD

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