LA BLACK LIST DI DIO - MA IL PAPA SI PUO’ PERMETTERE ETICAMENTE DI DI FINIRE NELLA LISTA NERA DEI PAESI OFF SHORE? - ISTITUENDO L’AUTORITÀ ANTIRICICLAGGIO DEL VATICANO, BERTONE PENSAVA DI AVERE INFINOCCHIATO GLI ISPETTORI EUROPEI - NICORA, PRESIDENTE DELL’AIF LO AVEVA MESSO IN GUARDIA - TRA LUGLIO E DICEMBRE SI DECIDERÀ SE IL VATICANO SARÀ AMMESSO TRA GLI STATI CONSIDERATI AFFIDABILI...

Marco Lillo per "il Fatto quotidiano"

Tra luglio e dicembre del 2012 si faranno i giochi per stabilire se lo Stato Vaticano può essere ammesso nel consesso degli stati rispettabili per la normativa antiriciclaggio. Secondo quanto si legge nei documenti pubblicati in questi giorni dal Fatto però l'impegno è stato preso sotto gamba dalla Santa Sede. Il Segretario di Stato Tarcisio Bertone pensa di avere assolto il suo dovere con la normativa approvata il 30 dicembre del 2010 che istituiva l'Autorità Antiriciclaggio del Vaticano, l'AIF, guidata dal cardinale Attilio Nicora.

Indubbiamente un passo avanti anche per la Procura di Roma che aveva dissequestrato, anche per quel buon segnale, i 23 milioni di euro bloccati dal settembre 2010 per mancato rispetto delle normative antiriciclaggio da parte dello IOR. Alla fine di novembre del 2011 erano arrivati Oltretevere anche gli ispettori del gruppo Moneyval del Consiglio d'Europa e in molti pensavano che alla fine del 2012 il Vaticano sarebbe finalmente uscito dalla "grey list" dei paesi non affidabili.

Peccato che da allora si è comportato come quell'allievo un po' furbo che agguantata la sufficienza al primo quadrimestre comincia a mollare i libri convinto di avere in tasca la promozione. Il Cardinale Attilio Nicora ha cercato in tutti i modi di mettere in guardia Bertone e il Papa, ma non ci è riuscito. Così il 25 gennaio è stata approvata una normativa che cambia le carte in tavola rispetto alla cosiddetta CXXVII del 30 dicembre del 2010.

Nicora, quando il 9 gennaio gli trasmettono la bozza della legge che gli sfila sotto il naso i poteri sul fronte del riciclaggio prende carta e penna e il 12 gennaio scrive al Segretario di Stato Tarcisio Bertone per chiedere di rinviare quella controriforma: "La bozza del 9 gennaio 2012 comporta una riscrittura della legge che non si limita ad introdurre gli adeguamenti suggeriti da Moneyval, necessari per allineare completamente l'ordinamento vaticano ai principi internazionali antiriciclaggio, ma opera scelte decisamente diverse rispetto alla Legge CXXVII in materia di reati, assetto degli organi di controllo, competenze, soggetti obbligati, rapporti e procedure.

Sotto un profilo sostanziale, va dunque osservato che la nuova versione della legge riforma in toto l'assetto istituzionale del sistema antiriciclaggio vaticano, ridefinendo compiti e ruoli delle Autorità e modificando l'impostazione illustrata in sede di verifica Moneyval". Nicora cerca di sensibilizzare Bertone prospettandogli i rischi: "Si consideri, inoltre, che il testo della legge ora vigente era stato concordato con la Commissione europea all'atto della sua emanazione e, da ultimo, è stato oggetto di positiva verifica nell'ambito della Commissione mista Ue - Stato della Città del Vaticano, prevista dalla Convenzione monetaria tra lo Stato della Città del Vaticano e l'Unione europea del 17 dicembre 2009.

La prima conseguenza prevedibile consiste nella difficoltà/impossibilità da parte degli esperti di redigere un rapporto di valutazione, che sarebbe dovuto essere inviato in bozza alla Santa Sede ai primi di marzo 2012, a fronte di un quadro normativo completamente innovato. Si corre quindi il rischio di uno slittamento della data di discussione del rapporto, finora prevista per la plenaria Moneyval di luglio 2012, ovvero di un supplemento di verifica in loco, evenienze che allungherebbero ulteriormente i tempi della definizione della procedura e che, sotto altro profilo, potrebbero destare serio allarme nella comunità internazionale oltre che in seno agli Organismi antiriciclaggio internazionali.

Ma, secondo il presidente dell'Autorità antiriciclaggio vaticana, c'è addirittura il rischio di essere retrocessi: "Inoltre, l'eventuale procrastinazione della valutazione Moneyval potrebbe far venir meno la sospensione della procedura di cui si occupa il gruppo ICRG del GAFI /FATF relativa all'esame dei paesi non cooperativi, tra cui è ancora inclusa la Santa Sede, con conseguente aggravio di lavoro e possibili riflessi, anche d'immagine, a livello reputazionale".

Anche perché, spiega il Cardinale che guida l'AIF, non si può abusare della pazienza altrui: "In proposito, è possibile che la visita degli esperti di Moneyval, accolta con un approccio di evidente disponibilità da parte degli esponenti delle diverse Autorità vaticane, e improntata a un clima di benevola attenzione e impegno da entrambe le parti, abbia ingenerato l'erronea convinzione che da tali presupposti potesse automaticamente scaturire una valutazione positiva e che quindi, assicurato con un certo agio questo risultato, si potesse procedere a una riforma radicale del quadro istituzionale di riferimento senza correre rischi ulteriori.

In realtà, se un determinato assetto normativo ha ottenuto un riconoscimento e un'apertura di credito iniziale, sembrerebbe non conveniente abbandonarlo per introdurne un altro sulla cui validità non vi è ancora garanzia di approvazione.

Non va trascurato, in tutta questa materia, l'aspetto attinente ai profili di opportunità verso l'esterno e al rischio reputazionale a cui può andare incontro la Santa Sede adottando iniziative che potrebbero rivelarsi non coerenti con l'impostazione già apprezzata nel suo complesso. L'intervento generale sulla legge che sarebbe ora operato potrebbe essere visto all'esterno, anche se erroneamente, come un "passo indietro rispetto al cammino sin qui percorso".

Prima di chiudere Nicora si lamenta della perdita dei poteri: "Per quanto poi riguarda specificatamente l'AIF, da una prima veloce lettura del contenuto della bozza balza evidente quanto segue: - da un lato, giustamente viene evidenziato il ruolo preminente della Segreteria di Stato... dall'altro, va rilevato che la ridefinizione dei compi ti dell'AIF si traduce in una complessiva riduzione di competenze e funzioni, a scapito sia di un assetto razionale dei presidi antiriciclaggio all'interno, sia del ruolo fondamentale della neo istituita Autorità in ambito internazionale, coerente con i principi in materia e riconosciuto dagli esperti di Moneyval e dalla Commissione europea".

Il grido di allarme non è stato accolto. Nel decreto del 25 gennaio 2012 i poteri dell'AIF sono stati drasticamente ridimensionati. Per l'esattezza:
1) le ispezioni non sono più un potere autonomo dell'AIF ma devono essere regolamentate dalla Pontificia Commissione con futuri regolamenti;
2) l'AIF di fatto viene rimessa sotto il controllo della Segreteria di Stato;
3) l'inadempimento degli obblighi delle prescrizioni dell'AIF è ora sanzionata in modo più blando.
Bertone ha vinto su tutta la linea.

 

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