savona conte massari

AVANTI SAVONA! IL MINISTRO DELLE POLITICHE COMUNITARIE CHIEDE A CONTE LA TESTA DELL' AMBASCIATORE A BRUXELLES MAURIZIO MASSARI PER IL MANCATO RECAPITO A JUNCKER DELLA PROPOSTA SULLA RIFORMA DELL' UE – BORDATE A DRAGHI: "FA INTERVENTI SUI CAMBI SU CUI SAPPIAMO MOLTO POCO. SI È DATO POTERI NON PREVISTI, SAREBBE MEGLIO METTERLI NELLO STATUTO DELLA BCE"

Andrea Bassi per il Messaggero

paolo savona

 

IL CASO ROMA La domanda inizia a circolare con insistenza. Nel governo sta per venire a galla un caso Savona? Uno nuovo naturalmente, dopo la mancata nomina del professore a ministro dell' Economia per lo stop del Quirinale. La scintilla che qualche giorno fa avrebbe potuto far da detonatore alle polemiche per il momento è scattata a Bruxelles. In breve, il ministro delle Politiche comunitarie, che non ha mai fatto mistero delle sue idee sull' Europa, ha messo a punto un corposo documento (si veda Il Messaggero di giovedì 13) che, almeno nelle sue intenzioni, avrebbe dovuto costituire la base della posizione italiana per la riforma dell' Eurozona che i governi, in particolare quello francese e quello tedesco, hanno da tempo iniziato a discutere.

Maurizio Massari

 

IL GIALLO DELLA CONSEGNA Nemmeno a dirlo, nelle 30 pagine del position paper di Savona compaiono passaggi difficili da digerire per l' attuale nomenklatura comunitaria. Come ad esempio la proposta di allungare, e di molto, le scadenze del debito pubblico italiano per la quota superiore al 60% del Pil con l' appoggio della Banca centrale europea e con la garanzia che in mancanza del pagamento delle rate i Paesi creditori potrebbero rifarsi sulle entrate fiscali italiane.

 

paolo savona

Oppure come la proposta di un deficit dinamico, ossia non più rigidamente legato al 3% del Pil ma ancorato alla crescita nominale, ossia quella che tiene conto anche dell' inflazione. Insomma, un documento per stomaci forti rispetto alle politiche in vigore attualmente a Bruxelles, ma che rispecchia fedelmente il pensiero di Savona e che il ministro, prima di rendere pubblico, avrebbe voluto che il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, ne prendesse visione. Così aveva inviato il documento alla rappresentanza italiana nella capitale belga, chiedendo che fosse subito trasmesso a Juncker. Che però, sostengono fonti a lui vicine, non lo avrebbe mai ricevuto.

 

PAOLO SAVONA GIANCARLO GIORGETTI GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI

Tuttavia, fonti diplomatiche italiane sostengono che la trasmissione sarebbe regolarmente avvenuta ma che evidentemente Juncker, per ragioni ignote, si sarebbe rifiutato di leggere. Comunque sia, nell' apprendere di questa disfunzione Savona si sarebbe fortemente irritato fino al punto da insinuare che gli ufficiali di collegamento con Bruxelles lo abbiano volutamente boicottato. Sicché, secondo fonti vicine a Palazzo Chigi, avrebbe chiesto una presa di posizione netta nei confronti degli uffici di Bruxelles, facendo balenare l' ipotesi di un dimissionamento del rappresentante italiano più alto in grado presso la delegazione italiana, vale a dire l' ambasciatore Maurizio Massari. Una richiesta che per il momento sarebbe però caduta nel vuoto.

 

draghi

IN DISACCORDO CON IL MEF A valle di questo incidente sono cominciate a circolare voci di possibili dimissioni che il ministro potrebbe rassegnare. Anche perché, secondo alcune fonti, Savona si sentirebbe poco ascoltato sulle questioni che riguardano la manovra economica. Ad ogni riunione cui partecipa, fanno sapere persone a lui vivine, Savona avrebbe molto da ridire su stime e calcoli che arrivano dalle strutture del ministero dell' Economia. Del resto, anche sui conti pubblici le sue idee sono note: basti pensare al piano di investimenti da 50 miliardi da tenere fuori dal deficit e che secondo lui potrebbero innescare un formidabile volano di sviluppo.

 

Insomma, un Savona arrabbiato e deluso che però non rinuncia a dire la sua anche su Mario Draghi, che pure reputa «un amico». Ieri per esempio ha detto che «il presidente della Bce si è procurato dei poteri che non avevamo previsto. Fa interventi sui cambi di cui sappiamo molto poco. La mia proposta è che questi poteri vengano messi nello statuto della Bce, in modo che poteri e responsabilità coincidano».

paolo savona col suo libro (2)MAURIZIO MASSARI

 

maurizio massari ambasciatore

 

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...