elly schlein giuseppe conte

AVVERTITE ELLY: IL CAMALE-CONTE SI È TRASFORMATO IN COCCODRILLO – PEPPINIELLO APPULO NON ACCETTERÀ MAI DI FARE IL COMPRIMARIO DELLA SCHLEIN NEL CAMPO LARGO. PUNTA A ESSERE IL PROSSIMO CANDIDATO PREMIER – RONCONE: “CONTE HA UNA VANITÀ ASSOLUTA E UNA SULFUREA AMBIZIONE, DIVENTATA, CON GLI ANNI, PURA OSSESSIONE: TORNARE A PALAZZO CHIGI PER LA TERZA VOLTA. UNA PIÙ DI BETTINO CRAXI, PER DIRE. NESSUNO DI NOI CRONISTI AVEVA MAI VISTO UN CAMALEONTE COSÌ FEROCE. UNA SPECIE RARISSIMA…”

Estratto dell’articolo di Fabrizio Roncone per il “Corriere della Sera”

 

giuseppe conte 4

La miccia casuale di questo racconto è una vocina perfida e lucida che soffia nella bolgia di una luccicante cena dove manca solo Jep Gambardella, una festa di compleanno in un ristorante sotto l’acquedotto Claudio, tra mozzarelle di bufala ed ex calciatori della Roma, Gianni Togni (che canta Luna) e direttori di giornali, ruggenti cinquantenni con i capelli mesciati e, ad un certo punto, pure il mitologico Lotito, un po’ presidente della Lazio e un po’ senatore di Forza Italia.

 

Perché nella grande bellezza romana c’è politica ovunque, si fa politica ovunque. E infatti, prima del brindisi, la vocina dice: «Sul giornale dovreste spiegare bene cos’ha in testa Giuseppe Conte. Noi del Pd, purtroppo, come sempre parliamo solo di quello che ci fa comodo. Invece presto dovremo fare, scusa il gioco di parole, i conti con Conte...».

 

giuseppe conte elly schlein roberto speranza foto di bacco

Con la sua vanità assoluta (potete pensare quello che vi pare: ma la pochette bianca a cinque punte era un solido indizio). E poi con quella sua sulfurea ambizione. Diventata, con gli anni, pura ossessione. Questa: tornare a Palazzo Chigi per la terza volta. Una più di Bettino Craxi, per dire.

 

C’è una forza prodigiosa che custodiamo in noi e ci consente — nei talk tv e sui social, nei retroscena dei quotidiani — di trascorrere una settimana intera a parlare di «campo largo» vincente, di centrosinistra forte e unito, di populisti grillini e radical chic dem a braccetto, e di metterci poi dentro tutto, non solo Alessandra Todde che si prende la Sardegna, ma anche Luciano D’Amico, il professore di origini contadine che potrebbe sfilare la presidenza dell’Abruzzo a Marco Marsilio, un romano molto romano, pure lui sceso da Colle Oppio, dalla catacomba trasformata in sezione del Msi dove dev’essere passato per forza chiunque speri di fare carriera nell’establishment destrorso di questo Paese (anche se l’unico segato dalle sorelle Meloni è proprio il loro ex capo, Fabio Rampelli, che quella sede animò, tra suggestioni tolkeniane e inedite sensibilità green: ma siamo al dettaglio, più che al paradosso).

 

elly schlein e giuseppe conte - meme by usbergo

Però è proprio così che poi divaghiamo. Perdendo di vista il vero punto politico di questa stagione del centrosinistra: che ha la possibilità di tornare ad essere compatto — al di là di tante questioni divisive, dalle guerre in Ucraina e in Medio Oriente, agli aiuti in armi, all’ambiente, alla giustizia — solo ed esclusivamente a una precisa condizione. Quella di Conte: «È chiaro che il candidato premier, nel caso, dovrei essere io».

 

Lo sa questo Elly Schlein? Sì. Forse. Probabilmente. Secondo alcuni osservatori del Nazareno, Elly avrebbe ingaggiato da settimane un personale duello con la premier proprio nel tentativo di usare ogni polemica come un ascensore, sperando insomma di farsi «tirare su» dai media ed essere percepita dall’opinione pubblica come unica e autentica competitor: dove c’è Elly, c’è Giorgia.

 

GIUSEPPE CONTE - ALESSANDRA TODDE

Sott’inteso: chi dovrebbe correre, un giorno, per la sua successione a Palazzo Chigi? Io, pensa Conte. Che lì ci sono già stato. Vero. Ma come?

 

La prima volta che nella sede romana del Corriere sentimmo parlare di lui fu nel 2018, una sera di fine maggio, al tramonto. Nessuno di noi l’aveva mai neppure sentito nominare. Conte o Conti? La fonte del M5S, al telefono, precisò: «Conte. Il tizio che un’ora fa, con una specie di casting, abbiamo scelto per fare il presidente del Consiglio, si chiama Conte». […]

 

BEPPE GRILLO E GIUSEPPE CONTE AL CONVEGNO SULL INTELLIGENZA ARTIFICIALE 3

La verità è che non è mai stato troppo chiaro come e perché i grillini arrivarono ad individuare il loro futuro premier in questo sconosciuto avvocato di Volturara Appula, un paesino nelle campagne del foggiano, che collaborando con il professor Guido Alpa, era a sua volta diventato ordinario all’Università di Firenze e consulente legale di note aziende ed enti. Lo stupore, comunque, si tramutò rapidamente in curiosità.

 

Secondo lo schema pianificato da Di Maio e Salvini, che avevano architettato il governo gialloverde, l’incarico di presidente del Consiglio doveva infatti essere ridotto a qualcosa di simile ad una carica onorifica. Ed, effettivamente, un pomeriggio si sente Conte che, premuroso, chiede: «Luigi, posso dirlo questo?».

 

giuseppe conte foto di bacco (7)

Il tipo, al polso, tiene un orologio con le lancette ferme, si definisce «avvocato del popolo», confessa la sua nazionalpopolare fede per Padre Pio e ha una voce di velluto. Quella dei finti buoni.

 

Oggi possiamo essere più precisi: nessuno di noi cronisti aveva mai visto un camaleonte così feroce. Una specie rarissima. C’è una cronaca forte come un’allucinazione. Perché Conte incontra Vladimir Putin a Roma, coltiva con cura un ottimo rapporto con Donald Trump («Oh, Giuseppi’, my friend!»), intreccia relazioni con la Cina di Xi Jinping. Poi, una sera, si siede con Angela Merkel e le spiffera che, nella sua maggioranza, qualcosa non funziona. «Davvero?», chiede lei. Lui annuisce, con una smorfia di rammarico.

 

 Chiamate un etologo: eccolo, sta per cambiare colore. E governo. Ci riesce quando Matteo Salvini — a torso nudo, sudato — al Papetee Beach chiede i «poteri assoluti». Allora Conte va al Senato e, tra gli applausi del Pd, pronuncia un discorso affilato. Il governo gialloverde diventa così giallorosso. E lui resta ancora lì, a fare il premier e ad entrare nella storia. Attraversando una pandemia, con il rosario dei morti e certe tragiche dirette social.

 

giuseppe conte

Quando poi Matteo Renzi spalanca il portone di Palazzo Chigi a Mario Draghi, l’avvocato sorride (ah, che sorrisetto) e esce, si sfila la cravatta, frulla via il fazzoletto dal taschino, litiga con Beppe Grillo, cambia lo statuto dei 5 Stelle, li trasforma in partito, e se lo prende dicendo: «Tornerò, e mi chiamerete ancora premier».

 

Ci ha preso gusto. Pazzesco. E allora no, non è un camaleonte. Ma un piccolo spietato coccodrillo. Qualcuno avverta Elly (che continua ad accarezzarlo con troppa disinvoltura).

ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE giuseppe conte 1GIORGIA MELONI GIUSEPPE CONTE - ATREJUgiuseppe conte al congresso di sinistra italiana 1 1GIUSEPPE CONTE - FOTO DI BACCOELLY SCHLEIN GIUSEPPE CONTEELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE IN VERSIONE BARBIE E KEN - MEME BY GRANDE FLAGELLOgiuseppe conte alessandra todde elly schlein

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...