1. AVVISATE RE GIORGIO: RENZI VUOLE ANDARE AL VOTO ANTICIPATO IL PROSSIMO 25 MAGGIO. APERTE LE TRATTATIVE CON BRUNETTA PER IL CAMBIO DI LEGGE ELETTORALE 2. È STATO SOLO UN PRIMO CONTATTO. MA SIGNIFICATIVO CON BERLUSCONI. IL NEO SEGRETARIO DEL PD NON HA TEMPO DA PERDERE. ANZI, SA CHE IL TEMPO È IL SUO NEMICO 3. “QUELLI PENSAVANO CHE NON AVREI MAI TRATTATO CON BERLUSCONI PER PAURA DI SENTIRMI DIRE LE SOLITE OFFESE, MA MI CONOSCONO MALE, IO LA RIFORMA LA VOGLIO FARE SUL SERIO, E LA FAREI ANCHE CON IL DIAVOLO”. CHE IL DIAVOLO SI CHIAMI GRILLO O BERLUSCONI POCO IMPORTA. RENZI È UOMO PRAGMATICO: «VEDIAMO COME VA QUESTO TENTATIVO CON IL CAVALIERE E POI SI VEDE. LA RIFORMA ELETTORALE SI FA CON CHI CI STA” 4. MATTARELLUM PIÙ PREMIO DI MAGGIORANZA: PER ALFANO SI APRE UN FUTURO ALLA FINI

1 - RIFORME, TRATTATIVE SEGRETA PD FORZA ITALIA
Maria Teresa Meli per "Corriere.it"

È stato solo un primo contatto. Ma significativo. Renzi non ha tempo da perdere. Anzi, sa che il tempo è il suo nemico. Per questo motivo ha inviato un suo emissario a trattare con un ambasciatore di Berlusconi. É chiaro a tutti, al segretario del Pd per primo, che il Mattarellum sarebbe la sua rovina, ma che qualsiasi cosa è meglio della legge sortita fuori dalla Consulta.

Per questa ragione ieri, all'ora di pranzo, tra una foto con Oscar Farinetti e cento tweet ai suoi - tanti - follower ha inviato un ambasciatore a trattare con Berlusconi. Il mandato era chiaro, come chiare sono le parole che il sindaco è abituato a usare. Fin troppo: «Io voglio stanare il Cavaliere, scoprire, anzi, far scoprire, cosa vuole veramente. Non mi voglio trovare ad aprire con lui una trattativa sulla legge elettorale per poi trovarmi in mezzo al guado. Facciamolo uscire allo scoperto».

Ieri pomeriggio, approfittando della folla natalizia, si sono incontrati i due emissari del sindaco di Firenze e del Cavaliere di Arcore. Alla Caffetteria di piazza di Pietra, con aria apparentemente rilassata, si sono affrontati il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta e uno dei fedelissimi del segretario del Partito democratico, il suo ex vicesindaco Dario Nardella. L'oggetto del contendere? Apparentemente il Mattarellum.

Ma quella è roba di scuola, per chi non sa quanto sia complicata e lunga la trattativa. Comunque Nardella ha chiesto a Brunetta se l'idea renziana di rendere maggioritario il Mattarellum, trasformando quel 25 per cento in un premio, gli piacesse o meno. Il capogruppo di FI non ha avuto il coraggio (e forse anche il cuore) di dire di no. È chiaro che a entrambi quella mossa serve per fare paura ad Alfano.

Vuoi mandare la pratica della riforma elettorale per le lunghe? Sappi che potremmo farla in un baleno senza di te. Renzi non ha ancora deciso quale strada prendere ma su un punto è certo: se il leader del Nuovo centrodestra (Alfini, come lo chiama lui, paragonando le sue sorti a quelle di Fini) «pensa di avviare una lunga, quanto inutile trattativa, il Partito democratico non ci starà». Il motto, o, meglio, il ritornello, del segretario del Pd, è sempre lo stesso, quello pronunciato ormai mesi orsono: «Se il Parlamento non riesce a fare la legge elettorale e il governo non riesce a fare le riforme, è legittimo chiedersi perché andare avanti».

Ma proprio perché Renzi non vuole mettere in subbuglio il governo né entrare in guerra con il Quirinale in questa fase, preferisce lasciare queste considerazioni ai fedelissimi e lasciare che il suo ambasciatore parli di scorporo con il messo di Berlusconi e discuta con lui del modo in cui si può eliminare, perché sa che con Alfano non ci riuscirà mai. «Quelli pensavano che non avrei mai trattato con Berlusconi per paura di sentirmi dire le solite offese, ma mi conoscono male, io la riforma la voglio fare sul serio, e la farei anche con il diavolo».

Che il diavolo si chiami Grillo o Berlusconi poco importa. Renzi è uomo pragmatico: «Vediamo come va questo tentativo con il Cavaliere e poi si vede». Quello che è sicuro è che se il tentativo va bene non ci sarà Alfano che tenga: se il nuovo segretario del Partito democratico avrà una maggioranza a prescindere dal Nuovo centrodestra non ci sarà problema alcuno. Renzi è fedele al suo motto iniziale: la riforma elettorale si fa con chi ci sta. Lui continua a dire che non lo fa perché pensa che le elezioni siano alle porte e perché in prossimità del voto occorre cambiare il sistema.

En passant , quando si distende e conversa tranquillamente, dice, come se nulla fosse e come se niente gli interessasse: «Il 25 maggio è l'ultima data utile per le elezioni anticipate».

Se sia una battuta o una constatazione seriosa questo, alle volte, non riescono a capirlo nemmeno i suoi fedelissimi. Fatto sta che, senza sapere né leggere né scrivere, si stanno preparando a entrambe le opzioni: elezioni anticipate o trattativa serrata per decidere se Alfano o Berlusconi sarà il prossimo interlocutore. Ma l'aria che tira, nel centrosinistra, è che quale che sia la fine non cambi molto. L'importante è che Renzi tenga la barra dritta. Lo farà?

2 - RENZI: "LEGGE ELETTORALE CON CHI CI STA"
Goffredo De Marchis per "la Repubblica"

I tempi: entro gennaio. Con chi: con tutti, anche fuori dei confini della maggioranza. Quale legge: il Mattarellum corretto, il doppio turno, ma «le questioni tecniche mi interessano poco. L'importante è che sia un sistema maggioritario». Matteo Renzi torna sulla riforma elettorale. Corregge in parte il capo dello Stato perché sembra pronto a muoversi a prescindere dalla coalizione che regge l'esecutivo Letta. «La legge elettorale si può fare non necessariamente con i partiti della coalizione, meglio farla con il più ampio schieramento possibile perché sono le regole del gioco». Bene. Ma se ci sono problemi col Nuovo centrodestra di Alfano? «Le riforme si fanno naturalmente con tutti quelli che ci vogliono stare».

Con queste parole il neosegretario del Pd esclude una sovrapposizione tra il superamento del Porcellum e l'abolizione del Senato. A Largo del Nazareno, questo collegamento viene valutato come un modo per prendere tempo, aspettare le motivazioni della Corte costituzionale che ha cassato una parte della legge Calderoli e ridare fiato ai tifosi del proporzionale. «Una cosa è certa: su questo tema basta scherzi, votando alle primarie l'Italia ha chiesto di cambiare», avverte Renzi.

Qualcosa già si muove. Il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera Francesco Paolo Sisto di Forza Italia riunisce oggi l'ufficio di presidenza. Si capiranno meglio i tempi dell'iter parlamentare che comunque ha la procedura d'urgenza. Ossia, 30 giorni per arrivare a un testo da mandare in aula che diventeranno qualcuno in più considerando le feste di Natale. Oggi Renzi e Alfano si vedranno alla presentazione del libro di Bruno Vespa.

È l'occasione per un primo abboccamento tra i due su questa materia. Ma il leader del Pd gioca a tutto campo. Il partito di Berlusconi spinge sull'acceleratore. Vuole presto una riforma che consenta di andare a votare il prima possibile. E Forza Italia è sicura di avere dalla sua parte Renzi. Pronostica persino una possibile data delle elezioni: il 25 maggio in coincidenza con la consultazione delle Europee.

Non è certamente questa la strada indicata dal presidente della Repubblica. Già lunedì Giorgio Napolitano aveva escluso elezioni prima del varo delle riforme istituzionali. Era anche tornato a ventilare l'idea delle sue dimissioni nel caso di fallimento delle Camere. Ieri il capo dello Stato ha confermato il concetto: «La nostra fase difficile e sofferta non ha però mancato di rafforzare la convinzione, in una parte sempre più larga dell'opinione pubblica, che tra i doveri delle istituzioni vi sia quello di garantire alla nazione stabilità politica e governabilità». Perché uno dei mali italiani è stata ed è la «fragilità endemica» dei governi.

Per rispondere alle sollecitazioni del Quirinale, il governo sta preparando un crono-programma delle modifiche costituzionali. D'accordo con Renzi, Letta ha escluso interventi sulla legge elettorale. L'ha lasciata alle Camere e alla gestione dei nuovi vertici del Pd. Ma l'abolizione del Senato e la revisione del Titolo V, da approvare con le regole dell'articolo 138, richiedono una forma di organizzazione alla quale sta lavorando il ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello.

Non è solo un calendario. A questo programma si lega il destino del confronto tra Renzi e Alfano. Il segretario del Pd si tiene le mani libere, con il traguardo di un voto anticipato. Ma per ottenere un quadro più chiaro e più ordinato in cui governare sta attuando un pressing sul Nuovo centrodestra per vedere se sono davvero disponibili a scegliere un sistema maggioritario in tempi brevi. In quel caso, Renzi può muoversi diligentemente nell'area della maggioranza di governo e aspettare un anno, prima di lanciare la corsa alla premiership.

Enrico Letta è convinto che finirà così. Ha parlato ai dipendenti di Palazzo Chigi per gli auguri di fine anno. Mostrando ottimismo: «Nonostante molti fuori da qui non ci credessero, abbiamo mangiato il panettone e se continuiamo a lavorare bene contiamo di mangiarlo anche il prossimo anno».

 

Patrizia Prestipino e Oscar Farinetti OSCAR FARINETTI Agnese-Landini-e-Matteo-Renzi.Matteo Renzi TITTI E RENATO BRUNETTA PUBBLICATO DA ZUCCONI DARIO NARDELLA alfano berlusconi adn x ALFANO E BERLUSCONISTRETTA DI MANO TRA CALDEROLI E KYENGE ALFANO VESPA RENZI FOTO LAPRESSEnapolitano letta renzi Ignazio La Russa Gaetano Quagliariello

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