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BACK IN BECHIS - RENZI TRASCURA LA SBROLLINI (NON BASTA MANCO IL TACCO 12) - PELOSI E LE INTERVISTE A GETTONE: 6MILA EURO L’UNA - PASSERA HA SPESO UNA BARCA DI SOLDI PER LA NON CANDIDATURA A MILANO - ADINOLFI, PERCHE’ NON TI DEDICHI SOLO AL POKER?

Franco Bechis per “Libero Quotidiano

 

La Sbrollini si sbraccia per Matteo

daniela sbrollinidaniela sbrollini

L' ha nominata responsabile sport del partito, ed è la sua colonnella a Vicenza. Matteo Renzi però poi si è un pizzico dimenticato di Daniela Sbrollini, forse accomunata ad Alessandra Moretti nell' incredibile disfatta Pd delle regionali 2015 in Veneto. La poveretta per recuperare terreno non sa più cosa fare.

 

Copia tutto quello che fa il leader, e invia in loco una newsletter personale per cantare i successi di Matteo. Non si perde una diretta video del premier, e la diffonde fra tutti i suoi seguaci. Ma lui, nulla. Non la nota.

 

Così la Sbrollini ha provato a farsi vedere. Il 13 aprile scorso è approdata a Montecitorio (dove presentava un libro) avvolta da trasparenze bianche e su tacco 12. Impossibile non notarla. Ma Renzi lì non c' era. Così lei si è piazzata davanti al computer per la diretta di #Matteorisponde e ha iniziato a sbracciarsi e a mettere i suoi "mi piace" ad ogni respiro del suo leader. Se ne sarà accorto?..

pino pelosipino pelosi

 

Buzzi rivela il prezzo di Pelosi E viale Mazzini?

Al processo per Mafia Capitale Salvatore Buzzi ha svelato il tariffario di Pino Pelosi, l' ex ragazzo di vita che uccise Pier Paolo Pasolini e che ancora da carcerato era diventato socio della sua Coop 29 Giugno.

 

Buzzi ha spiegato che grazie a una sua intermediazione l' unica intervista concessa gratuitamente da Pelosi con il solito bagaglio di presunte rivelazioni sulla fine di Pasolini è stata a "Il Tempo". Per tutte le altre, ha spiegato Buzzi, «Pelosi prendeva gettoni di presenza. Ogni volta che stava senza soldi dava le interviste. La tariffa Pelosi era sui 5-6 mila euro ad intervista».

Pino PelosiPino Pelosi

 

Già, e a chi in questi anni Pelosi ha rilasciato clamorose interviste? Nel 2005 a Franca Leosini per Ombre Gialle sulla Rai. Nel 2009 al Blog di Beppe Grillo, a Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza per il loro "Profondo Nero" edito da Chiarelettere, e a Roberta Torre per il suo film "La notte in cui è morto Pasolini". Nel 2014 ancora una volta alla Leosini in Rai per "Storie Maledette" e a Martina De Matteo per "Futuro quotidiano".

Quindi anche la tv di Stato potrebbe avere risolto il problema del Pelosi a corto di soldi...

 

Corrado svenato per non correre a Milano

CORRADO PASSERA E STEFANO PARISI CORRADO PASSERA E STEFANO PARISI

Corrado Passera ha deciso di non candidarsi sindaco a Milano. Ma prima di scegliere di sostenere Stefano Parisi nella corsa contro Giuseppe Sala, si è mezzo svenato finanziariamente. Lo si capisce dall' elenco dei finanziamenti a partiti e uomini politici depositato presso la tesoreria delle Camere.

 

Passera ha versato il 26 ottobre scorso 200 mila euro di tasca sua al comitato promotore "Corrado per Milano". Tre giorni prima, il 23 ottobre, è arrivato insieme alla sorella Bianca in sede della sua Italia Unica.

 

Lui ha versato un contributo di 48 mila euro e la sorella di 15 mila. Ultimo prelievo finora noto, il 22 gennaio scorso, quando l' ex ministro ed ex amministratore delegato di Banca Intesa ha versato sempre a Italia Unica un maxi contributo di 250 mila euro. E dunque, più di mezzo milione per una corsa che non ci sarà...

 

ADINOLFI pokerADINOLFI poker

Solo 6mila dollari e Adinolfi farà la storia del poker

Si è presentato alle elezioni comunali di Roma con la sua lista nata dal Family Day (Popolo della Famiglia). Ed è quasi certo che l' ex deputato Pd Mario Adinolfi, oltre ad avere fatto infuriare quasi tutti gli organizzatori di quell' evento, stia per perdere sonoramente l' intera posta.

 

Accreditato di numeri visibili solo al microscopio, il pur simpatico Marione non ha resistito al richiamo della foresta politica. E non dev' essersi giocato poco, perché Roma da settimane è tappezzata da manifesti con il suo faccione e lo è spesso in punti vietati, vietatissimi.

 

Fra la spesa per la stampa e quella per le multe che fioccheranno con Francesco Paolo Tronca, commissario della capitale con una antipatia personale per l' attacchinaggio abusivo, Adinolfi rischia di perdere l' intero ricco piatto puntato sulle urne delle amministrative.

 

MARIO ADINOLFIMARIO ADINOLFI

Eppure lui è un esperto in materia: giocatore di poker professionista, abituato ai brandi tornei internazionali. A Los Angeles per un' esibizione si è seduto al suo tavolo perfino Ben Affleck, che è battuto in ritirata dopo una mano o due (il video circola ancora sulla rete).

 

MARIO ADINOLFI MARIO ADINOLFI

Ed è proprio il poker che rischia di rimetterci qualcosa, con un Adinolfi troppo impegnato in politica. Lui è infatti a un passo dall' ingresso nel ranking dei primi cento giocatori italiani per montepremi conquistato.

 

Ha al suo attivo alla data del 14 aprile 354.449 dollari (104° in classifica assoluta). E per raggiungere la centesima posizione oggi ricoperta da Domenico Tinnirello gli basterebbe una vincita da 6 mila dollari. E se facesse una pausa e tornasse al tavolo verde?...

 

Ometti e uomini nelle memorie di Alemanno

L' ex sindaco di Roma Gianni Alemanno si toglie qualche sassolino nel libro "Verità Capitale" (Koinè edizioni), dove racconta quegli anni alla guida della capitale e anche la caduta in disgrazia dopo avere perso con Ignazio Marino ed essere stato coinvolto nell' indagine su Mafia Capitale.

LIBRO ALEMANNOLIBRO ALEMANNO

 

E racconta gli ominicchi che gli avrebbero voltato le spalle, dentro il centro destra, ma soprattutto fuori. Se la prende con «i cosiddetti "esponenti della società civile" che, dopo aver assunto importanti incarichi durante la mia amministrazione, si sono letteralmente "squagliati" dopo l' inizio dell' inchiesta di Mafia Capitale.

 

Giancarlo Cremonesi, da me nominato presidente di Acea ed eletto con il mio sostegno presidente della Camera di Commercio, deve aver rotto il telefono dal 2 dicembre 2014, Massimo Tabacchiera, presidente di Atac e poi dell' Agenzia della Mobilità, ha scoperto di dover gratitudine solo ad Andrea Augello, solo per citare i due casi più eclatanti».

ALEMANNO MARINOALEMANNO MARINO

 

Alemanno però ne fa una più cattiva. E ringrazia gli uomini che invece non gli hanno voltato le spalle, «come Luigi Abete, Giovanni Malagò, Luca Cordero di Montezemolo e Aurelio Regina».

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