IL BALLO CHE FA “BALLARE” I GOVERNI - DOPO IL “GANGNAM STYLE” DEL COREANO PSY IL NUOVO TORMENTONE GLOBALE VIENE DALLA GRANDE MELA (video) - È L’“HARLEM SHAKE”: NATO TRENT’ANNI FA E POI REINTERPRETATO NEGLI ANNI, ADESSO SU YOUTUBE NE ESISTONO 200 MILA VERSIONI, VISTE DA CIRCA 700 MILIONI DI PERSONE - PERSINO IN EGITTO E IN TUNISIA, PER PROTESTARE, SI BALLA DI FRONTE AI PALAZZI GOVERNATIVI...

VIDEO: UNA DELLE (MILLE) COMPILATION DEI MIGLIORI "HARLEM SHAKE"


1- HARLEM SHAKE - IL BALLO CHE CONTAGIA
Federico Rampini per "la Repubblica"

Volete che il vostro messaggio politico raggiunga le masse? Imparate a ballare. L'Harlem Shake di preferenza. È la danza "virale" del momento: irresistibile, contagiosa, magicamente efficace. I giovani egiziani che sono stufi dell'autoritarismo dei Fratelli Musulmani sono andati davanti al palazzo presidenziale di Mohamed Morsi: a ballare l'Harlem Shake. I ragazzi tunisini hanno scelto la stessa forma di protesta.

Prima di loro, il 14 febbraio milioni di donne avevano ballato in tutte le piazze del mondo nella giornata contro la violenza. In fondo anche Michelle Obama per rafforzare la sua campagna contro l'obesità ha finito per piegarsi alla moda: la First Lady è andata in tv a ballare (non proprio l'Harlem Shake ma una parodia su misura per mamme quarantenni).

C'è chi sostiene che perfino Gangnam Style, video virale del cantante pop coreano Psy, sia una libera interpretazione asiatica del ballo hip hop nato a Harlem. Tant'è, il dissidente cinese Ai Weiwei ha scelto di ballare, visto che la censura gli vieta altre espressioni. La premier sudcoreana si è sentito obbligato pure lui, a esibirsi in pubblico nelle contorsioni a ritmo di musica.

La Bbc ha misurato il successo con queste cifre: 700 milioni di persone hanno guardato i video dell'Harlem Shake su YouTube, in una delle 200mila versioni che circolano (parodie incluse). Per curiosità o, più spesso, per imparare come si fa. Lo chiamano un "meme", ovverosia: «fenomeno culturale o comportamentale la cui diffusione ha la stessa potenza della trasmissione genetica».

E ora i veri detentori del marchio cominciano a protestare: contro questa pirateria. Harlem Shake è roba seria, da professionisti o quasi. Il New York Times ha rintracciato gli artefici di questa danza stile hip hop, i cui emuli allietano da sempre i nostri tragitti nel metrò di Manhattan. Quei ragazzini equilibristi, che nonostante le frenataccie e gli sbalzi della Subway riescono a fare piroette e giravolte ritmiche, contorsioni e convulsioni con la megaradio accesa sulla spalle, hanno tutti un maestro.

Il vero inventore dello Harlem Shake si chiamava Al. B. (nome d'arte di Albert Boyce), lanciò il suo ballo frenetico trent'anni fa durante l'intervallo di una partita tra ragazzini a Rucker Park. La paternità era talmente chiara che per molto tempo la danza in quello stile fu chiamata "The Al. B.". Lui purtroppo non c'è più: è morto nel 2006, a soli 43 anni.

Ma "The Al. B." venne popolarizzata come Harlem Shake quando il ballo fu reinterpretato da un gruppo di quattro ragazzi, i Crazy Boyz. Negli anni Novanta, loro si esibivano sulla pista di pattinaggio Skate Key, nel Bronx. Veri artisti del genere, vennero ingaggiati per comparsate frequenti nei video musicali di musicisti come Eve e Diddy.

Ora alla gente di Harlem e del Bronx fa un certo effetto vedere che la danza è interpretata su YouTube da un reparto di militari norvegesi; dalla squadra di nuoto della University of Georgia. Che esiste una versione "per nonne", un'altra ballata da spogliarelliste. Sempre su YouTube si possono trovare perfino dei cagnolini che ballano l'Harlem Shake. La gente di qui, per fortuna, ha uno spiccato senso dell'umorismo. Hanno reagito a loro volta con una parodia: ballando l'Harlem Shake travestiti da vichinghi. Titolo: "This Ain't Harlem", no davvero questa non è Harlem.


UN'ALTRA COMPILATION DI "HARLEM SHAKE":
http://www.youtube.com/watch?v=8f7wj_RcqYk

 

 

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