1- CON IL BANANA SIAMO RIUSCITI FINALMENTE A DIVENTARE UN’“ESPRESSIONE GEOGRAFICA” 2- ITALIA COMMISSARIATA, BARROSO E VAN ROMPUY CHE HANNO PRETESO CHE LA LETTERA FOSSE DEL TUTTO RISCRITTA, SILVIO ORMAI TRATTATO COME UN POVERO DEMENTE INFOJATO PATOLOGICO CHE, DAVANTI AL RISCHIO DI UN TRACOLLO DELL’EURO, “LUMACA” IL CULO DELLA PREMIER DANESE INFORMANDO I CAPI DI GOVERNO EUROPEI CHE I GIUDICI ITALIANI “INVENTANO ACCUSE INGIUSTE SUL BUNGA BUNGA”. E IL PRESIDENTE HERMANN VAN ROMPUY COSTRETTO A INTERVENIRE: “CARO SILVIO STAI TRANQUILLO, NELLE CONCLUSIONI DEL VERTICE NON CI SARÀ ALCUN RIFERIMENTO AL BUNGA BUNGA” 3- SARKOZY EVITA DI DARGLI LA MANO DAVANTI ALLE TELECAMERE, FRAU MERKEL NO 4- IL PENOSO INVITO, LANCIATO DA “PORTA A PORTA” (SIC!), A BINI SMAGHI DI DIMETTERSI

VIDEO DELLA TELEFONATA DI BERLUSCONI SU BINI SMAGHI: http://www.ansa.it/web/notizie/videogallery/italia/2011/10/27/visualizza_new.html_666913453.html

1- PROMESSE
Jena per "La Stampa"
- L'Europa piange dalle risate

2- SGUARDO D'AMMIRAZIONE PER LA PREMIER DANESE
Da "La Stampa"
- Silvio Berlusconi incrocia la premier danese, Helle Thorning-Schmidt, alta e bionda. I due leader si stringono la mano e proseguono ognuno per la propria strada. Il capo del governo italiano, dopo un secondo, si volta e guarda, dalla testa ai piedi, la figura del primo ministro che si allontana. La scena è stata ripresa dalle telecamere del circuito interno della grande sala del Consiglio europeo di Bruxelles.

3- MA SILVIO È COMMISSARIATO "CONTROLLI RIGIDI SUI TEMPI"
Alberto D´Argenio per "la Repubblica"

Entra con il bunga bunga ed esce definitivamente commissariato dall´Unione europea. La giornata di Silvio Berlusconi a Bruxelles è di quelle da incubo. Angela Merkel lo pressa davanti ai colleghi europei: «Silvio, ora le promesse le devi mantenere, le date delle riforme le devi rispettare al minuto».

Poi la decisione finale: sarà Josè Manuel Barroso a controllare che il governo italiano mantenga la parola sugli impegni presi in Europa. Il "commissariamento" da parte della Commissione.

Il Cavaliere atterra nella capitale belga con in tasca la lettera che nei suoi pensieri dovrebbe salvarlo da una nuova debacle come quella di domenica scorsa, quando tornò a Roma sbeffeggiato pubblicamente dal duo Merkel-Sarkozy. Per farlo in mattinata deve subire l´onta della dettatura. Ai partner europei, a Bruxelles e a Francoforte le promesse che aveva preparato insieme a Bossi non vanno per niente bene. Il primo a saperlo è Gianni Letta, che lascia un convegno per tornare di corsa a Palazzo Grazioli. Squilla il telefono, dall´altro capo ci sono il presidente della Commissione Barroso e il capo dei vertici Ue Van Rompuy. Quella "limatura" della quale aveva parlato il governo diventa un terremoto.

I due dirigenti europei impongono una serie di modifiche, pretendono che ogni misura sia accompagnata da una data di attuazione. Il premier piega il capo pur di evitare la più clamorosa - e probabilmente fatale per il suo governo - delle bocciature. A lavoro terminato parte per Bruxelles carico di speranze. Appena varca, sorridente, la soglia del Justus Lipsius (il palazzo dei vertici europei) si intrattiene per un quarto d´ora proprio con Barroso e Van Rompuy. Un mini-vertice da dare in pasto ai media, ai quali lo staff italiano comunca che il premier ha illustrato una lettera della quale, in realtà, i due già conoscevano il contenuto.

Poi l´ingresso nella sala del vertice. Gli si parano di fronte il presidente Sarkozy e la Cancelliera Merkel. Il francese scarta ed evita la stretta di mano di fronte alle telecamere. La tedesca no. Poi un breve colloquio con la premier danese Helle Thorning-Schmidt: quando si congedano lo sguardo del Cavaliere indugia sull´avvenente collega che si allontana.

Ma la scena madre deve ancora arrivare. I ventisette leader della Ue sono riuniti per salvare l´euro con un piano-monstre da 1000 miliardi per evitare il tracollo della Grecia e delle banche europee. Di fronte i capi di Stato e di governo hanno una lunga notte di negoziati con un´incognita: l´Italia. Se Berlusconi non sarà in grado di mettere in sicurezza la terza economia del continente, ogni sforzo per salvare la moneta unica e la Ue sarà vano. Così quando il Cavaliere prende la parola tutti sono ansiosi di sentire le misure che intende proporre dopo due mesi di pressing europeo.

Ma Berlusconi parla d´altro. Se la prende con i media «che ribaltano la realtà» e con i giudici «che inventano accuse ingiuste sul bunga bunga». I capi di Stato e di governo di tutta Europa restano di ghiaccio per il debutto dei festini di Arcore nel chiuso di in un vertice internazionale. Tra l´imbarazzo generale è il presidente Hermann Van Rompuy - già premier belga e raffinato poeta - che trova le parole giuste per riportare il discorso su binari più consoni alla sede. «Caro Silvio - dice con pacato sarcasmo - stai tranquillo, nelle conclusioni del vertice non ci sarà alcun riferimento al bunga bunga».

Tra risolini e battute a mezza voce riparte il dibattito sull´Italia. Angela Merkel e gli altri non si fidano delle promesse di Berlusconi. Lo incalzano, gli chiedono garanzie sui tempi di attuazione delle riforme, gli fanno promettere davanti a tutti che le porterà a termine. Ma non si fidano: si opta per il commissariamento. Viene ufficialmente chiesto alla Commissione europea di Barroso di «monitorare» l´attuazione (date e modi) delle riforme contenute nella lettera del governo italiano. Qualcosa che fino ad oggi era capitato solo alla Grecia e agli altri Stati (Portogallo e Irlanda) che sono stati inseriti nei programmi di salvataggio pagati da Ue e Fmi. Il senso dello schiaffo a Berlusconi lo spiega un diplomatico di alto rango in contatto con i vertici dalla Ue e con la Banca centrale europea.

«La lettera di Berlusconi non basta, qui ci vanno di mezzo 450 milioni di cittadini dell´Unione e le mere promesse di un governo ritenuto poco affidabile non sono sufficienti. Oggi il premier italiano nessuno lo potrà schiaffeggiare in pubblico come avvenuto domenica - quando Roma andava spronata a prendere impegni seri - perché sarebbe un clamoroso autogol. Ora che le misure sono queste vanno difese, altrimenti si esporrebbe l´Europa agli attacchi dei mercati mandando in fumo i nostri sforzi. Ma nel chiuso del vertice con Berlusconi i leader saranno tutt´altro che teneri». E l´inserimento nelle conclusioni del summit delle misure promesse dal Cavaliere così come il monitoraggio di Bruxelles ne sono il risultato. Un inedito assoluto che nessun premier europeo aveva mai dovuto subire.

4- BERLUSCONI: BINI SMAGHI SI DIMETTA, PROBLEMI CON FRANCIA...
(AGI)
- La presenza di Bini Smaghi nel board della Bce sta diventando un "casus belli" con la Francia. Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico da Bruxelles con Porta a porta, rinnova a Bini Smaghi l'invito a dimettersi. Berlusconi rende noto di non avere ancora parlato con Sarkozy, mentre la Merkel "mi ha assicurato di non avere avuto alcuna intenzione di denigrare l'Italia"

 

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