mantovano – belloni parente e caravelli alfredo mario elisabetta

UN BEL SERVIZIETTO AI SERVIZI – LA RIFORMA DEI SERVIZI PRENDE CORPO: IL GOVERNO VUOLE UNIFICARE L’INTELLIGENCE IN UN’UNICA STRUTTURA, SUPERANDO LA DIVISIONE TRA ESTERI (AISE) E INTERNI (AISI), COME SPERAVA LA CAPA DEL DIS, ELISABETTA BELLONI – UNA RIVOLUZIONE CHE VA MANEGGIATA CON DELICATEZZA, SIA PER NON FARE SGARBI AGLI ATTUALI VERTICI DELLE AGENZIE, SIA PER TENERE BUONA L’OPPOSIZIONE – IL RUOLO DEL COPASIR E LE ESPERIENZE DEGLI ALTRI PAESI: TUTTI, TRANNE LA SPAGNA, HANNO DUE AGENZIE DISTINTE (GLI STATI UNITI BEN DICIASSETTE)

Estratto dell’articolo di Valerio Valentini per “il Foglio”

 

Alfredo Mantovano

Proclami in vista non ce ne sono perché la materia è delicata assai: una riforma organica dei servizi segreti, figurarsi. E poi l’idea, al momento, è appunto poco più che questo: “un’ipotesi di lavoro”, dicono a Palazzo Chigi.

 

E però l’ipotesi deve avere già una sua consistenza, se è vero che i seminari a porte chiuse organizzati nella sede del Dis, a Piazza Dante, si sono susseguiti da gennaio a luglio, e hanno visto la partecipazione dei massimi esperti del settore, e poi i vertici dell’intelligence attuali e passati, da Gianni Letta a Franco Gabrielli. Consultazioni […] da cui sono emerse varie sollecitazioni sulle possibili, forse necessarie, iniziative da adottare per rafforzare la struttura dei servizi.

 

Alfredo Mantovano Elisabetta Belloni Mario parente - relazione sull attivita? dell’intelligence nel 2022

Una, tra le altre, è quella che Giorgia Meloni ha voluto recepire, ed è intorno a questa che Alfredo Mantovano, il sottosegretario alla Presidenza con la delega ai servizi, sta lavorando: con discrezione ma non senza sollecitudine, se davvero l’intenzione è quella di definire una bozza di riforma entro l’anno.

 

La cosa farà rumore, c’è da prevedere, perché l’idea, “l’ipotesi di lavoro” […] consiste […] nell’unificare l’intelligence in un’unica struttura, superando dunque l’attuale divisione dei ruoli tra Aisi e Aise, impegnate rispettivamente per i servizi interni ed esteri, col Dis, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, a svolgere una funzione di coordinamento.

 

alfredo mantovano giorgia meloni

E’ l’architettura, questa, introdotta dalla legge 124 del 2007: e dai consiglieri di Meloni è ritenuta […] ormai anacronistica. […] Una possibile risposta starebbe nell’auspicare una collaborazione leale e costante tra i due apparati, sotto la supervisione vigile del Dis. Ma nella pratica, troppo spesso l’autonomia di ciascuna agenzia sconfina nella gelosia delle fonti, nella diffidenza a condividere informazioni, e insomma in una inevitabile reciproca diffidenza.

 

caravelli

Quanto al Dis, molti degli addetti ai lavori ritengono le sue prerogative, oltreché le sue risorse, non sempre adeguate a sovrintendere a questa complessa, delicata trafila.  E dunque, che fare? Meloni vorrebbe intervenire. Senza fretta, ma con decisione. E per farlo, però, dovrà inevitabilmente superare delle complicazioni.

 

La prima riguarda il rapporto coi vertici delle tre agenzie. Un rapporto che la premier ha curato con scrupolo […] e fin da prima di ricevere il mandato a formare un governo da Sergio Mattarella. Non a caso, sia Elisabetta Belloni al Dis, sia Mario Parente all’Aisi, sia Giovanni Caravelli all’Aise, sono stati tutti confermati, a dispetto di una retorica elettorale che preannunciava ovunque stravolgimenti.

 

Lorenzo Guerini Alfredo Mantovano e Elisabetta Belloni - relazione sull'attivita? dell’intelligence nel 2022

Ora, in teoria è evidente che una riforma come quella a cui il governo sta pensando non mette in discussione le persone, le loro qualità, ma la struttura complessiva. Ma dal cambio di questa struttura, i destini delle persone dipendono: e dunque il tutto andrà maneggiato con delicatezza.

 

Lo stesso vale per il rapporto con le opposizioni. Prassi e grammatica istituzionale […] vogliono che in materia di intelligence non si proceda a colpi di maggioranza. E in effetti il metodo finora seguito da Mantovano dice di una volontà di coinvolgere il più possibile. E però i riflessi pavloviani saranno inevitabili, a sinistra e non solo: un governo di destra  che vuole centralizzare i servizi segreti, roba da svolta autoritaria […].

 

lorenzo guerini

Tuttavia, al di là delle obiezioni più scenografiche, c’è di più. […] nello schema abbozzato a Palazzo Chigi, una maggiore centralizzazione della struttura d’intelligence prevede anche, di riflesso, un complementare potenziamento dell’organismo parlamentare deputato a vigilarvi, e cioè il Copasir.

 

E però proprio Lorenzo Guerini, che del Comitato è presidente e che è stato, pure lui, coinvolto in questo confronto preliminare, è ben determinato a ribadire quel che ha già espresso di recente in un convegno al Senato, alla presenza di Gianni Letta, e cioè che ragioni evidenti per unificare le agenzie non se ne vedono, a suo avviso, e che del resto basta guardare fuori dai confini nazionali per comprendere come l’accentramento sarebbe inusuale: […] Francia, Germania, Regno Unito: tutti hanno due agenzie distinte per interni ed esteri. Gli Stati Uniti, poi, ne hanno ben diciassette.

 

AISI

Che poi in realtà centralizzare sia anche un modo per migliorare il controllo istituzionale, che la proliferazione degli apparati comporti rischi di sovrapposizioni altrettanto pericolosi, e una fatica quotidiana necessaria a evitare forzature, questo è ciò di cui Mantovano e Meloni dovranno convincere i loro interlocutori. E la discussione, non è difficile ipotizzarlo, sarà lunga.

GIORGIA MELONI ALFREDO MANTOVANOalfredo mantovano giorgia meloni

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