claudio descalzi eni

VA BENE PRIVATIZZARE, MA NON FACCIAMOCI PRENDERE LA MANO – L’ECONOMISTA MARIO DEAGLIO: “SAREBBE OPPORTUNO CHE MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE COGLIESSERO L'"OCCASIONE ENI" E SI ACCORDASSERO PER UN GRANDE DIBATTITO SU CIÒ CHE OCCORRE FARE NEL MEDIO PERIODO” – “DOBBIAMO FARE ATTENZIONE A NON PRIVARCI DEL CONTROLLO DI ENI, CHE È OGGI FORSE IL PIÙ BEL ‘GIOIELLO DI FAMIGLIA’ DI CUI L'ITALIA ECONOMICA DISPONE…”

Estratto dell’articolo di Mario Deaglio per “La Stampa”

 

claudio descalzi 3

La notizia della prossima vendita da parte del Ministero dell'Economia del 4 per cento del capitale di Eni (con un incasso previsto di almeno 2 miliardi di euro) è arrivata ieri, ossia a circa due mesi di distanza da quella della cessione del 25 per cento del Monte dei Paschi di Siena con un incasso di quasi un miliardo e che era stata preannunciata – tra una certa disattenzione dell'opinione pubblica – nel Nadef, la Nota di Aggiornamento del bilancio pubblico di fine settembre.

 

Questo documento ipotizza vendite di imprese di proprietà pubblica per circa 20 miliardi in 3 anni, un programma che è stato ribadito dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa dello scorso 4 gennaio.

 

MARIO DEAGLIO

Sorge allora l'interrogativo sul significato di queste vendite a privati di imprese la cui maggioranza risulterà, un'operazione terminata, ancora saldamente in mano pubblica, e, a quanto si può desumere, senza che tra gli acquirenti ci siano grandi acquirenti con interessi diretti nel settore e volti alla "conquista" dell'Eni. Dovrebbe ripetersi il caso del Monte dei Paschi le cui azioni offerte in vendita sono state acquistate da numerosi fondi investimento, soprattutto esteri, ciascuno con quantità relativamente modeste.

 

Fin qui tutto (abbastanza) bene. Sarebbe però necessario che le vendite di questo tipo avvenissero nella cornice di una chiara strategia di politica industriale che invece è da tempo mancante.

 

claudio descalzi

Certo, a parità di altre condizioni, questi introiti ridurranno, sia pure di poco, il debito pubblico; si tratterà però di un effetto minuscolo, visti l'ammontare del debito e il bisogno di impiegare somme ingenti in altre iniziative: va sottolineata la necessità di ricapitalizzazione dell'Ilva, per evitarne la chiusura […].

 

Sarebbe opportuno che maggioranza e opposizione cogliessero l'"occasione Eni" e si accordassero per un grande dibattito nel Paese e in Parlamento su ciò che occorre fare nel medio periodo, su ciò che l'Italia vuol essere non solo tra pochi mesi ma anche tra qualche decennio.

 

'ad di Eni Claudio Descalzi e il ministro dell energia del qatar Saad Sherida al-Kaabi

Passando da questo quadro generale a quello specifico dell'attività dell'Eni, occorre rilevare che si tratta di una delle presenze maggiori […] dell'economia italiana nel quadro economico-industriale del mondo. L'Eni è ai primissimi posti per l'estrazione di gas e petrolio degli ambienti più difficili, soprattutto a carattere marino. Questo avviene in almeno una decina di paesi, dall'Angola al Golfo del Messico, dall'Egitto (con la gestione di Zohr, un grande giacimento sottomarino di gas naturale) al Kazakistan dove l'Eni è fortemente presente anche in progetti relativi alle energie rinnovabile.

 

trivelle

L'Eni fa uso […] anche di procedura di conduzione a carattere pressoché unico al mondo: man mano che vengono i giacimenti scoperti portati allo stadio della produzione, l'Eni cede quote azionarie della sua società operativa locale al governo del paese in cui il giacimento si trova e anche ad altri operatori, riservandosi la gestione degli impianti, una garanzia per tutti. Si tratta di una procedura che facilita la collaborazione tra questi paesi e l'Italia e, più in generale, con l'Unione Europea. La società Green IT, controllata dall'Eni ha un programma di investimento di oltre 800 milioni di euro in cinque anni ed è uno dei principali strumenti per la transizione energetica del Paese, soprattutto con progetti di incremento dell'energia rinnovabile.

 

claudio descalzi 1

Dobbiamo quindi fare attenzione a non privarci del controllo di questo gruppo industriale che è oggi forse il più bel “gioiello di famiglia” di cui l'Italia economica dispone; il che non vuol certo dire che vendite parziali che non influenzano sul controllo non si devono fare. Anzi, è bene che il ricavato di queste vendite venga destinato a progetti di sviluppo decisivi alla luce del sole.

Ultimi Dagoreport

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…