1. WELCOME TO GRILLOLOGY! LA SETTA RACCONTATA DAGLI ADEPTI SEDOTTI E TRADITI 2. IN PRINCIPIO ERA L’UTOPIA-PROFEZIA DI CASALEGGIO, PAREVA GIÀ VAGAMENTE ROBA DA SETTA. MA ORA GRILLO PARLA DAVVERO COME UN VIDEO DI CASALEGGIO, DA SACERDOTE CATASTROFISTA SCRIVE VADEMECUM E SCOMUNICA CHI SI RIBELLA ALLA LINEA 3. GRILLO HA RIPESCATO IL CIARPAME CHE ABBIAMO STIPATO E DIMENTICATO NELLA CANTINA DEGLI ANNI SETTANTA, PER TRAVESTIRSI DA RIVOLUZIONARIO. LE MAGLIETTE STROPICCIATE E IL GIUBBOTTO DI PELLE ASSIEME AL LEADERISMO E ALL’ASSEMBLEARISMO. LE BARBE INCOLTE E I RICCIOLI SCOMPIGLIATI E LE NUOTATE IMMAGINIFICHE

1- LA SETTA DI GRILLO RACCONTATA DAGLI ADEPTI SEDOTTI E TRADITI
Marianna Rizzini per "Il Foglio"

In principio era l'utopia-profezia di Gianroberto Casaleggio, spin doctor di Beppe Grillo, esperto di e-commerce e autore di due video apocalittici e catartici, intitolati "Gaia" e "Prometheus": democrazia diretta, niente deleghe, nuova guerra mondiale che spazza via tutto, avatar che vivono nella rete al posto nostro, voto senza volto, reale e virtuale confusi, clic parossistico, macchina del tempo che diventa possibile, battaglia di Waterloo combattuta su "Second Life", informazione diffusa, sincretismo mistico-ecologico, governo mondiale dei signori nessuno, potere parcellizzato (e senza controllo) dopo la distruzione di tutto, Colosseo compreso.

Pareva già vagamente roba da setta, ma solo in teoria. Non sembrava ancora la promessa di una felicità cupa nel mondo post ideologico, perché l'altra faccia dell'utopia anche un po' totalitaria (con quell'"uno vale uno" che diventa "uno vale più degli altri" in base all'influenza sulla rete) erano i "vaffa" di un Beppe Grillo ancora comico e non ancora torvo come l'alchimista davanti all'esperimento che non deve sfuggire di mano. Ma ora Grillo parla davvero come un video di Casaleggio - da sacerdote catastrofista anche se in formula esemplificata "for dummies" (voglio la democrazia diretta e la fine dei partiti). Ora i suoi sono al governo a Parma e vittoriosi in Sicilia.

Ora Grillo è il più pesante sul Web, al di sopra degli "influencer" misteriosi che veicolano il suo messaggio nei siti vicini e lontani, prodigo di scomuniche contro chi, pur allineato nella sostanza ("vogliamo bene al Movimento", è "un appuntamento con la storia", dicono anche gli eretici del M5s), fa qualcosa di non allineato nei fatti (Federica Salsi ora come prima Giovanni Favia e Valentino Tavolazzi). Fuor di nuotata futurista, Grillo scrive vademecum, e nel Movimento il terreno vacilla.

Qualcosa non torna nel "sogno", come lo chiama la stessa Salsi in pieno ostracismo e rischio "Scientology" (così ha detto, anche se Scientology dice d'essere "diversissima" da Grillo). Riunione delle donne a Roma L'atmosfera, nel Movimento, è da day-after nonostante i successi elettorali.

L'idea è di tenere a bada "l'errore" prima che dilaghi, come diceva martedì sera, al Caffè Letterario di Roma, una delle autoconvocate "donne per Beppe Grillo", giunte dai vari municipi per parlare di un problema emerso, a sorpresa, nella terra del tutti uguali per forza: "Le donne sono sottorappresentate", dicevano le attiviste, determinate a chiedere "la quota rosa" per arginare la "prepotenza" dei colleghi uomini, mentre il locale, pronto per una serata-tango, si animava di aperitivisti solitari e studiosi di cinematografia noir (in riunione al tavolo accanto, con molte birre e qualche sosia di NeroWolf).

No telecamere, dicevano le signore a una videocronista, "scriviamoci da sole gli articoli", "troviamo dei portavoce". "Dobbiamo essere sempre presenti", dicevano le più esperte, posando le buste della spesa e chiedendo a se stesse "più assertività" - io ho due bambini, sbottava una, non riesco ad andare a tutti i banchetti per strada e quelli, gli uomini, pensano di farmi fuori. "Non esiste che mi considerino cittadina ‘non attiva', ma scherziamo?", diceva un'altra, temendo ricaschi sul meccanismo di formazione e voto delle liste per il Parlamento.

"Vi siete fatti le pulci?", si informava una terza, Il problema infatti, nel M5s, ora, è proprio il "meccanismo" (solo chi si è già candidato e non è stato eletto potrà candidarsi alle politiche), meccanismo deciso da Grillo e Casaleggio in nome del "non possiamo ritrovarci in lista Toto u' curtu" - ma è un qualcosa che non si accorda con l'idea originaria del tutti candidati a tutto, un qualcosa che va nella direzione del "no" ai talk-show: impedire manu militari la formazione di una classe dirigente nel momento in cui chi ha l'esperienza potrebbe giocarsela, impedire figuracce, frustrare l'euforia del newcomer che sperava nel riscatto eterno del Web contro i figli del potere (da linciare all'occorrenza con un post).

Si sapeva che il "riscatto" sarebbe stato a tempo, due mandati, ma vedere la strada sbarrata è un'altra cosa: ora che faccio?, è portato umanamente a chiedersi anche il movimentista a Cinque stelle (come tutti) dopo aver fatto politica locale. Avanti non si può andare, secondo le "regole" di Grillo, almeno non in prima linea bisogna ricacciare l'ambizione nell'ombra, come se questo fosse davvero l'universo dei tutti uguali e tutti buoni che non hanno desideri per sé, ma solo per la collettività (alla faccia delle utopie totalitarie sconfitte dalla storia).

All'attivista già passato per le istituzioni resta un futuro da "ex", come nei reality-show, ma senza tv, bestia nera del Grillo già televisivo. Eppure gli attivisti che discutono non rinnegano. Il Movimento non si tocca. Le "regole" sulle candidature, per esempio, non piacciono a Pietro Vandini, consigliere comunale di Ravenna che ha postato su YouTube un video in cui dice: al momento restringere il bacino è un fatto "positivo", non c'era tempo, ma il metodo migliore era un altro.

Si poteva, dice, aprire in "modo totale" ma "sul piano territoriale", facendo prima incontri "a livello regionale" e poi "valutando" le persone in rete, senza "bypassare gli eletti". Così si rischia di far entrare nelle liste gente che magari è "sparita" dopo essersi candidata, dice Vandini, definendo il metodo "poco efficace": si parla di "Camera e Senato", non del torneo alla "bocciofila". Ma non si rifiuta il "padre" (padrone?) Beppe Grillo.

Valentino Tavolazzi, "licenziato" via blog da Grillo a inizio 2012, per aver partecipato a una riunione a Rimini malvista da Grillo e Casaleggio, dice che continuerà ad agire sul territorio. Non può usare il logo a Cinque stelle ma non gli importa. Dice che lo statuto-nonstatuto prevede che l'indirizzo politico del Movimento "resti in capo alla rete" e che, per i criteri di candidatura alle liste elettorali, si poteva procedere con discussione e voto in rete "come fanno i Pirati tedeschi, usando la piattaforma liquid feedback".

"Sbagliato l'ostracismo anti-Salsi", dice Tavolazzi, e "diseducativo", perché "aizza le folle alla lapidazione". Per non parlare dell'atteggiamento dei colleghi della consigliera, giudicata (da Grillo e dai seguaci più realisti del re) colpevole di apparizione a "Ballarò": sono cose "che nulla hanno a che fare con lo spirito del M5s, Salsi deve essere giudicata dai cittadini che l'hanno votata".

Tavolazzi è stanco del clima "da post scriptum che delegittima gli eletti e favorisce la casta, che in Emilia è il Pd", dice ricordando il suo caso, quello del consigliere regionale Giovanni Favia, ripreso per un fuorionda, e quello di Andrea Defranceschi, altro consigliere "sgridato" per il sostegno ai lavoratori dell'Unità (viene prima, per i vertici Cinque stelle, il niet al finanziamento pubblico ai giornali).

Tavolazzi non vede perché non si possa essere critici pur "volendo bene al movimento", e perché non ci si possa chiedere: "Siamo preparati per il Parlamento? Quali sono i nostri processi formativi per mettere in condizione i nostri eletti di svolgere il ruolo al meglio? Abbiamo realizzato nel M5s la democrazia diretta promessa agli elettori?". L'unico che tace (a parte una lettera al Corriere, mesi fa) è Casaleggio - e uno se l'immagina nell'oscurità, con quella strana permanente naturale in testa e l'espressione da gatto (infatti adora i gatti).


2- GRILLO E IL CIARPAME ANNI 70 CHE AVEVAMO BUTTATO IN CANTINA
Cinzia Leone per "Il Foglio"

Tutto quello che abbiamo stipato e dimenticato nella cantina degli anni Settanta, per tuffarci nel decennio successivo, è stato ripescato da Beppe Grillo per travestirsi da rivoluzionario. Avevamo archiviato frettolosamente le magliette stropicciate e il giubbotto di pelle assieme al leaderismo e all'assemblearismo? Le barbe incolte e i riccioli scompigliati pressati con i beau geste situazionisti e le rappresentazioni immaginifiche?

Lo scontro con il potere e l'illusione della rivoluzione fatta in casa, solo movimento e niente partiti, assieme alla collezione di volantini? Quel repertorio di ingenuità e di errori, impastato con l'aspirazione alla giustizia sociale e la giovinezza, lo svuota cantine Grillo lo rispolvera per piacere agli attempati che di quel bric à brac si erano liberati senza farci i conti. E per sedurre i giovani, convinti di pagare il prezzo di quei conti mai fatti. Quel decennio ha riempito con i suoi cimeli le cantine di molti.

Ma Grillo lo svuota cantine da quei sogni archiviati malamente sceglie il peggio, evitando dibattiti e pericolosi faccia a faccia. Meglio i clic sul suo blog, le adunate di piazza e le nuotate eroiche. Meglio il peggio della Seconda Repubblica, travestito da rivoluzione populista permanente. Pop nella grafica come una copertina di Re Nudo, ma censorio come un editto giacobino, sul sito di Grillo spunta un dizionario "for dummies".

Alla M come Mandati recita: "Il M5s non candida chi ha svolto due mandati anche se interrotti".
Alla P come Primarie: "Nel M5s non ci saranno primarie (non si votano leader o leaderini) per le elezioni politiche, ma la scelta di portavoce per la Camera e per il Senato". Alla T come Televisione: "Non sono ‘vietate' interviste di eletti del M5s trasmesse in televisione per spiegare le attività di cui sono direttamente responsabili. E' fortemente sconsigliata (in futuro sarà vietata) la partecipazione ai talk-show condotti abitualmente da giornalisti graditi o nominati dai partiti, come è il caso delle reti Rai, delle reti Mediaset e de La7".

Gli eletti del Movimento 5 stelle dovranno pur nuotare ben oltre lo stretto di Messina, in mare aperto tra Scilla e Cariddi della politica, nelle acque burrascose del Parlamento. Come avvertimento, lo svuota cantine se la prende con Federica Salsi, che non è l'unica "attivista 5 stelle" ad andare in tv. E' solo la più seducente. Il punto G con il "punto it" e il "punto com" condivide la punteggiatura e con il "punto org" anche una meravigliosa assonanza. Ma nessuna donna sana di mente vorrebbe avere come amante un signore così palesemente inesperto da paragonare una comparsata televisiva qualunque con il punto G.

Il punto è un altro, e non è G. Il punto è che a Grillo non sarebbe mai venuto in mente di fare lo stesso paragone con i molti maschi, ministri, sottosegretari ed editorialisti, imbullonati alle poltrone dei talk-show. Perché godono meno nell'apparire o perché sono uomini? Nella cantina degli anni Settanta, lo scatolone con su scritto "donne" Grillo l'ha evitato con cura. Se l'avesse aperto, di sicuro avrebbe trovato l'angelo del ciclostile, ma anche molto altro. Nel Movimento 5 stelle uno (chiunque sia) vale uno? Qualcuna ancora vale meno.

 

BEPPE GRILLO AL MARE BEPPE GRILLO NUOTA NELLO STRETTO DI MESSINA grillo beppe BEPPE GRILLO DURANTE UN COMIZIObeppe grillo incazzoso BEPPE GRILLO GRILLO vittoria BEPPE GRILLO AD UN COMIZIO BEPPE GRILLO STRABUZZA GLI OCCHIBEPPE GRILLO E GIANROBERTO CASALEGGIO ALLARRIVO IN SICILIA casaleggio-grillogrillo casaleggio FEDERICA SALSI E BEPPE GRILLOFederica Salsi FAVIA E GRILLO GIOVANNI FAVIAValentino Tavolazzi

Ultimi Dagoreport

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO

federico ruffo giulia presutti giuseppe malara

DAGOREPORT - DOVE C'È PRESUTTI, C'È SCAZZO: DOPO AVER FATTO RIVOLTARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE I GIORNALISTI DI “MI MANDA RAI TRE”! - LA REDAZIONE DELLO STORICO PROGRAMMA DI FEDEERICO RUFFO, CHE FA IL BOTTO DI ASCOLTI, È IN RIVOLTA: L’IMPOSIZIONE DELL'EX INVIATA JUNIOR DI "REPORT" ALLA CONDUZIONE DALL’ANTEPRIMA DEL SABATO MATTINA, VIENE VISTA COME UNO SCHIAFFONE – SI MORMORA DI UNO SCONTRO EPICO CON IL VICEDIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, GIUSEPPE MALARA, CHE ALL’APICE DELLA DISCUSSIONE AVREBBE DETTO ALLA REDAZIONE: “O FATE COSÌ, OPPURE RESTATE AL MATTINO!” - QUEL CHE SI CHIEDE LA REDAZIONE DI "MI MANDA RAITRE" E': PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME GIULIA PRESUTTI CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHÉ NON LIMITARSI A COLLOCARLA COME INVIATA? PERCHÉ DARLE AD OGNI COSTO UN PROGRAMMA (O UN SUO FRAMMENTO) ANCHE A COSTO DI UN TERREMOTO? AH (NON) SAPERLO…

valditara verdi

DAGOREPORT - BELLA IDEA QUELLA LANCIATA DAL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, GIUSEPPE VALDITARA, DI INTRODURRE L’INSEGNAMENTO DEL MELODRAMMA A SCUOLA – UN’OTTIMA IDEA CHE RISCHIA PERÒ DI DAR VITA A UN DRAMMONE SCOLASTICO: CHI LO INSEGNA? CHI SONO I DOCENTI IN CATTEDRA CHE SANNO SPIEGARE COME DA PONTE E METASTASIO SCRISSERO I LIBRETTI PER MOZART E SALIERI? E I SIGNIFICATI DEL “TROVATORE”? E COME SPIEGHERANNO PUCCINI, CON QUELLE DONNE PERENNEMENTE TORTURATE IN SCENA? - CHIAMIAMO DOCENTI DAI CONSERVATORI, CHE SANNO SUONARE IL FLAUTO TRAVERSO MA NON CONOSCONO IL RAPPORTO TRA ILLICA, GIACOSA E PUCCINI?

cateno de luca maurizio lupi

DAGOREPORT – CATENO DE LUCA SI ALLARGA E NON BALLA CON…LUPI – “SUD CHIAMA NORD” DI DE LUCA CHIUDE L’ACCORDO CON “SINDACI D’ITALIA” PER UNA LISTA UNICA ALLE POLITICHE A SOSTEGNO DI GIORGIA MELONI: INTESA SIGLATA OGGI A ROMA - SI PUNTA A SFONDARE AL NORD, ARRUOLANDO ANCHE ESPONENTI DI SINISTRA DELUSI - CON QUESTA NUOVA OPERAZIONE, CATENO DE LUCA DICE DEFINITIVAMENTE ADDIO A OGNI IPOTESI DI UNA FUSIONE CON “NOI MODERATI” DI MAURIZIO LUPI (CHE DA QUANDO GIORGIA MELONI HA STRETTO IL PATTO CON IL SINDACO DI TAORMINA, HA IL TERRORE DEL SORPASSO AL CENTRO)

trump zelensky putin

DAGOREPORT - LA MASCALZONATA DI TRUMP RISERVATA A ZELENSKY ("E' L'ORA CHE L'UCRAINA SI DOTI DI UN NUOVO PRESIDENTE") È L’ULTIMO, DISPERATO TENTATIVO, DI RISALIRE LA CHINA PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO DEL 3 NOVEMBRE – OTTENENDO IL GASOLIO RUSSO, INDISPENSABILE PER RIDURRE IL PREZZO RADDOPPIATO DEL CARBURANTE AMERICANO, IL TYCOON HA DETTO SÌ A TUTTE LE RICHIESTE DI PUTIN – MA PER FAR DIMENTICARE TUTTI I DISASTRI DEI PRIMI DUE ANNI DELLA AMMINISTRAZIONE TRUMP, I GIORNI SONO CONTATI: MANCANO SOLO TRE SETTIMANE ALLE MIDTERM – PERCHÉ GLI USA SOFFRONO SE SONO AUTOSUFFICIENTI ENERGETICAMENTE? FACILE: LE COMPAGNIE PETROLIFERE SONO PRIVATE E IL PREZZO LO FA IL MERCATO. NON POSSONO ABBASSARLO PER COMPIACERE TRUMP – LA STRATEGIA DELL’UE: WAIT AND SEE. IL 4 NOVEMBRE IL CIUFFO PLATINATO DELLA CASA BIANCA ABBASSERÀ LA CRESTA... - VIDEO

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...