salvini berlusconi di maio

BERLUSCONI, IN CAMPANA: E’ PRONTO L’ESODO DA FORZA ITALIA (VERSO SALVINI) - A SETTEMBRE UN VERTICE DI DISSIDENTI AZZURRI: IL FOCOLAIO DI DISSENSO SONO I CONSIGLI REGIONALI, NELLA RETE DEI "DELUSI" ANCHE NUNZIA DE GIROLAMO - L'IPOTESI DI UN NUOVO MOVIMENTO ALLEATO DEL CARROCCIO

 

Salvatore Dama per Libero Quotidiano

 

salvini berlusconi

Il vero focolaio di dissenso sono i Consigli regionali. Ed è la natura del sistema elettorale che spiega il perché. I "signori delle preferenze" di Forza Italia siedono lì, non in Parlamento. È vero, il Rosatellum ha creato una relazione più diretta tra elettori ed eletti. Ma deputati e senatori restano comunque dei nominati. Benedetti dal leader. Nelle Regioni, dove il corpo elettorale deve scrivere con la matita il cognome del candidato, i seggi costano sudore e soldi. Molti consiglieri si considerano depositari di un consenso personale. E spesso hanno ragione. Per cui, se Forza Italia va giù nei sondaggi, si cambia cavallo senza troppi rimpianti. È l' era post-ideologica, bellezza.

 

E se i partiti sono taxi, tra gli azzurri è partita l' operazione "Uber". I contatti sono stati avviati già da diverse settimane. Al rientro delle vacanze è possibile che succeda qualcosa. Perché molti considerano le elezioni una prospettiva tutt' altro che lontana. Ma non nel senso auspicato da Silvio Berlusconi. Il Cav ai suoi ha spiegato di ritenere il populismo gialloverde una bolla elettorale, un fenomeno che tenderà a sgonfiarsi.

salvini berlusconi di maio

Chi sta sul territorio, invece, la pensa diversamente.

 

Sa che il consenso che ha costruito Matteo Salvini è più solido di quanto si pensi ad Arcore. Lo spartiacque saranno le elezioni europee. Se la Lega farà il pieno di voti, per il "capitano" non avrà più senso essere comprimario in un governo tra diversi. Trascinerà lui la legislatura al voto anticipato. Per consolidare la leadership del centrodestra e prendersi Palazzo Chigi.

 

salvini e berlusconi in conferenza stampa

LE STRADE Forza Italia, come è adesso, non è più un alleato utile nel disegno salviniano.

L' alternativa sarà svuotarla o annetterla. I sondaggi non aiutano. Gli ultimi danno il Carroccio al 30, gli azzurri all' 8 e Fratelli d' Italia, stabile, intorno al 4. Ciò vuol dire un ridimensionamento generale delle ambizioni forziste. Nella scelta delle prossime candidature a livello locale, ma anche in vista per voto per il Parlamento di Bruxelles. La componente azzurra, affiliata al Ppe, conta 15 membri. Se le cose vanno così, Fi ne eleggerà la metà. Sul territorio, poi, dove si governa fianco a fianco con i leghisti, resta incompresa la linea conflittuale imposta a Roma dal Cav. E sconcerta il fatto che, troppo spesso, le posizioni azzurre siano sovrapponibili a quelle del Pd.

 

annaelsa tartaglione nunzia de girolamo silvio berlusconi

I ras locali delle preferenze, allora, fiutano l' aria e sono pronti a riposizionarsi. Il come è in via di definizione. Le alternative sono sostanzialmente tre: entrare nella Lega, dare vita a un altro partito che finisca per confederarsi col Carroccio o aderire a una "cosa nuova" nel giorno in cui Salvini si deciderà a lanciarla superando il suo partito attuale.

Il modello, e fa un po' sorridere, è il Popolo delle libertà. Un movimento di centrodestra con vocazione maggioritaria ma, stavolta, con una leadership populista. «Salvini va forte sui temi della sicurezza, però va precisata e ampliata l' agenda economica, con una importante svolta liberale, se vuole dare voce a tutte le sensibilità del centrodestra». Pietro Laffranco, storica colonna umbra di An prima e di Pdl e Forza Italia poi, sta alla finestra. Come tanti altri ex aennini in giro per l' Italia, depositari di un consenso importante, ma che in Fi non si sentono più a casa.

DE GIROLAMO

 

APPUNTAMENTO La rete dei delusi è estesa in tutta Italia. In Veneto ci sono l' assessore Elena Donazzan, il consigliere regionale Massimo Giorgetti, i consiglieri comunali Matteo Fabris e Fabio Miotti. In Piemonte c' è il consigliere regionale Andrea Fluttero, in Puglia i consiglieri regionali Nino Marmo e Giacomo Diego Gatta. In Lombardia, è già emerso il malessere di Viviana Beccalossi (ex Fdi) e Silvia Sardone, in Campania quello di Nunzia De Girolamo e Franco Cardiello, in Sicilia, secondo una recente inchiesta del Corriere, sarebbero pronti a salutare i deputati regionali Tommaso Calderone, Riccardo Gallo Afflitto, Marianna Caronia, Rosanna Cannata.Non sono solo ex finiani.

 

Anche tra i nativi forzisti ci sono cellule dormienti pronte all' addio all' emergere di un' alternativa. Il Movimento Arancione di Giovanni Toti potrebbe essere l' occasione che tanti aspettano per fare la valigia. Ma, spiegano fonti azzurre eretiche, il governatore ligure «deve recidere il cordone ombelicale che lo lega ad Arcore». Per il momento, l' unica che ha rotto gli ormeggi è Alessandra Mussolini. In settembre, a Salerno, darà vita a una convention per provare a dare una prima forma al dissenso diffuso e disorganizzato.

ALESSANDRA MUSSOLINI

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…