BISI-WOODCOCK VERSIONE ZELIG: “MARONN’ SANTA, AGG’ LASSATO 'O CANE INT ’O BAGAGLIAIO!”

Carlo Tarallo per Dagospia

Il rapporto con le toghe di Luigi Bisignani, al di là dell'esito dei procedimenti in cui è stato coinvolto, è ricostruito nel libro "L'uomo che sussurra ai potenti" sotto una luce nuova: quella dei siparietti divertenti durante gli interrogatori ai quali è stato sottoposto negli anni il protagonista dell'intervista di Paolo Madron.

Sono tre, in particolare, gli episodi raccontati nel libro, con tanto di "botta e risposta" tra Bisignani e due magistrati napoletani di primo piano: Ilda Boccassini, Henry John Woodcock. A poche ore dall'uscita del volume, Dagospia svela il contenuto di queste pagine. Non manca un gustoso aneddoto che riguarda il procuratore aggiunto di Napoli Francesco Greco, che non si sentiva tranquillo (lui!) quando parlava al cellulare.

Meno ironico il racconto della perquisizione corporale "rischiata" dalla madre 85enne nell'ambito dell'inchiesta "Why Not" di Luigi De Magistris. Da antologia la riflessione ad alta voce di Woodcock alle prese con i soprannomi di cui sono piene le intercettazioni: "Parite tutti mafiosi quando parlate al telefono: 'o ciccione, 'o pazzo, 'o rosso...". Di seguito, alcuni stralci del libro.

ILDA BOCCASSINI "UNA NAPOLETANA PIENA DI IRONIA"
Madron: Lei, in occasione di un interrogatorio sul lodo Mondadori, ha incrociato anche Ilda Boccassini.
Bisignani: Un magistrato che non ti guarda mai negli occhi, sorride poco e parla in napoletano con i sottufficiali che la assistono. Mi contestò la «grande intimità» con un generale della finanza che mi sembrava di non aver mai incontrato. Dissi che non mi ricordavo".

M:E lei?
B: "No - ribatté -, ho la prova". E tirò fuori la vecchia foto di una tavolata all'hotel Hassler. In effetti il generale era da una parte del tavolo e io dall'altra. Replicai: «Guardi, se è per questo, allora ho più intimità con lei...». Calò il gelo. E io: «Scusi, dottoressa, ma qualche anno fa mi trovavo alle terme di Casamicciola, a Ischia, un posto che frequenta anche lei».

M:Quelle terme non appartengono alla famiglia dell'ex ministro Antonio Martino?
B: No, al barone Von Stohrer, marito di sua sorella Carla, importante esponente dell'industria della Difesa. Stavo facendo l'idromassaggio, quando l'ho vista che aspettava il suo turno. "Prego, si accomodi" dissi, avendola riconosciuta. Lei prese il mio posto e con un grande sorriso scostò il costume per massaggiarsi la pancia con il forte getto d'acqua. Se qualcuno ci avesse fotografato avrebbe pensato che noi fossimo davvero molto intimi... E come lei sa bene non ci conoscevamo neppure, fino a oggi".

M:E la terribile Ilda la rossa non la fulminò?
B: Affatto. Fece un sorriso disarmante, tanto da farmi pensare che dietro la dura scorza si nascondesse una napoletana piena di ironia.

QUANDO WOODCOCK INTERRUPPE L'INTERROGATORIO: "MARONNA SANTA, AGGIO LASSATO 'O CANE INT O BAGAGLIAIO!"

M:Più di recente, in occasione delle indagini sulla P4 a Napoli, lei ha passato ore e ore davanti al sostituto John Henry Woodcock
B: Gliene racconto una davvero bella. Dopo sette ore Woodcock scattò in piedi come fulminato, interruppe di colpo l'interrogatorio. «Maronna santa, aggio lassato 'o cane int 'o bagagliaio.» E io di rimando: «Ma perché non lo porta qui ad assistere? Sempre meglio che in un bagagliaio». E il pm: «Sì, accussì bbusco n'ata denunzia e finisco annanz 'o Csm». E io: «Meglio una denuncia per aver fatto assistere un cane a un interrogatorio che una per abbandono di animali».

DE MAGISTRIS A CACCIA DI GREMBIULINI E CAPPUCCI NELL'UFFICIO DI GIGI
M: Be', mi pare si sia divertito a farsi interrogare. Altri siparietti?
B: Giusto perché lo sappia, questi interrogatori furono tutt'altro che una passeggiata.

M: Almeno mi dica qualcosa sulle perquisizioni che ha subito.
B: Qualcosa dovrebbe rivelarmi lei, visto che ha anticipato la notizia su «Panorama» quando ero ancora ignaro. Si trattava della spettacolare inchiesta di Luigi de Magistris denominata «Why Not». Un intrigo pazzesco tra logge massoniche e contributi dell'Unione europea.

M: Ma lei c'entrava o no?
B: Come hanno accertato i magistrati, assolutamente nulla. Come del resto la maggior parte delle persone tirate in ballo. De Magistris venne personalmente nel mio ufficio a Roma e fece una perquisizione alla ricerca di grembiulini e cappucci. L'unica cosa che trovò fu una bandiera o una maglia della Lazio, non ricordo bene.

E LA MAMMA 85ENNE RISCHIO' UN'ISPEZIONE CORPORALE
M: Devono essere fastidiose le perquisizioni.
B: Orribile quella fatta a mia madre. Pensi che, sorpresa mentre rientrava a casa, stavano per farle un'ispezione corporale alla ricerca di floppy disk. Alla parola «disk», la povera donna, che ha ottantacinque anni, indicò ai finanzieri la collezione di 33 giri del suo vecchio grammofono. Solo a quel punto desistettero da quell'umiliazione.

L'AGGIUNTO GRECO NON SI FIDAVA DEL CELLULARE
M: A proposito di Woodcock. Interrogava in inglese o in napoletano?
B: Durante una drammatica contestazione che mi rivolse, davanti al procuratore aggiunto Francesco Greco, omonimo del milanese, e al collega Francesco Curcio, mi disse: «Parite tutti mafiosi quando parlate al telefono: 'o ciccione, 'o pazzo, 'o rosso...».

A quel punto squillò il cellulare di Greco, un magistrato dall'aria rassicurante. Sì alzò, rispose. Attimo di silenzio generate. Si sentiva solo la voce del procuratore.
«Sì, sì, ho capito. Meglio se mi chiami però sul filo.» E io di rimando: «Ma come? Contestate il linguaggio mafioso delle mie telefonate, e neppure voi vi fidate dei vostri telefoni?». Grande risata generale.

 

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