SIRIA BLUFF - IL BOMBARDAMENTO ISRAELIANO A SOLI CINQUE CHILOMETRI DAL PALAZZO PRESIDENZIALE DI ASSAD HA RIDICOLIZZATO IL TANTO ESALTATO SISTEMA ANTIAEREO DI DAMASCO - NEL 2007 UN SOLDATO ANONIMO DESCRISSE LA VITA IN UNA POSTAZIONE SIRIANA: “IL RADAR DOBBIAMO TENERLO SPENTO, ALTRIMENTI GLI ISRAELIANI VEDONO DOV’È E POSSONO DISTRUGGERLO” - ORA SIRIA E IRAN PROMETTONO RAPPRESAGLIA. E ISRAELE ASPETTA SOLO QUESTO…

Daniele Raineri per "il Foglio"

Gli aerei israeliani sono arrivati a bombardare dentro la Siria a soli cinque chilometri dal palazzo presidenziale di Bashar el Assad sul monte Qassioun, che affaccia sulla capitale Damasco. Secondo fonti libanesi, il sistema di difesa aerea siriano non ha sparato un colpo. Eppure è stato progettato nell'eventualità di una guerra proprio contro Israele e spesso è citato come una delle ragioni che sconsigliano un intervento militare internazionale come in Libia.

Mercoledì i jet hanno colpito un convoglio di armi diretto in Libano e hanno lanciato dodici missili contro un singolo edificio all'interno del perimetro di un centro militare di ricerca a Jumaria, ma non sono stati così veloci da non essere ripresi dai cittadini siriani in un paio di video amatoriali: un paio di scie arancioni che rombano con lentezza nel cielo sopra la periferia di Damasco alla luce dell'alba.

"Il sistema di difesa aerea della Siria è formidabile e per questo nessuno ha mai usato davvero l'aviazione contro di esso", ha detto a dicembre il generale russo Alexander Leonov. Dopo lo strike israeliano nel settembre 2007 contro un sito atomico nell'est desertico del paese - anche quello riuscito senza che fosse sparato un colpo - il governo di Damasco decise di comprare dalla Russia nuovi sistemi d'arma e di cedere i vecchi, risalenti all'Unione sovietica e agli anni Settanta, al gruppo libanese Hezbollah.

Secondo i giornali israeliani la Siria disporrebbe anche del sistema S-300, che a lungo è stato considerato uno dei più avanzati al mondo. A giugno una postazione con un sistema Sa-22 vicino a Latakia ha abbattuto in mare un aereo da ricognizione turco che costeggiava a bassa quota le acque territoriali della Siria (forse lo scopo era fare accendere i radar di sorveglianza e così identificarne la posizione esatta). C'è chi sostiene che la difesa aerea siriana non sia così formidabile.

Il generale americano (in congedo) David Deptula, ex comandante dell'intelligence dell'Air Force, dice al Seattle Times che "possiamo farcela contro il loro sistema integrato di difesa. E' molto più problematico di quello della Libia e i siriani hanno a disposizione i missili terra aria più avanzati. Ma più che occuparci del come farlo, dovremmo occuparci del perché farlo".

Nel 2007 un soldato anonimo (Kafnar, in arabo "il nauseato") descrisse con scoramento su Internet il tempo passato in una postazione radar siriana in Libano: "Stiamo seduti tutto il giorno dentro questo radar, ma dobbiamo tenerlo spento, altrimenti gli israeliani vedono subito dov'è e possono distruggerlo.

Ma appunto dobbiamo stare qui lo stesso, nel caso che l'alto comando un bel giorno decida di assumersi il rischio e accendere i radar: lo chiamiamo l'ordine di suicidio". Secondo Reuters - che ha sentito testimoni sul posto - la base colpita è un centro missilistico con annesso un centro per le armi chimiche, frequentata anche da russi, iraniani e uomini del gruppo libanese Hezbollah.

E' protetta da un muro di cemento alto quattro metri, è sorvegliata da agenti in borghese e di recente anche dagli shabbiha, la milizia paramilitare fedele al governo. Numerose fonti confermano anche lo strike contro il convoglio di missili in rotta verso il Libano: erano armi che Hezbollah teneva in Siria perché la considerava più sicura del Libano; ma ora che i ribelli siriani avanzano, il gruppo aveva deciso di riprenderle indietro. La reazione lenta Il giorno dopo il bombardamento la reazione è stata lenta e non è stata affidata alla voce dei leader nazionali.

Siria e Iran minacciano di compiere una rappresaglia contro Israele. Il viceministro degli Esteri iraniano, Hossein Amir Abdollahian, dice che "l'attacco avrà conseguenze significative su Tel Aviv". L'ambasciatore siriano a Beirut, Ali Abdul Karim , dice che il governo di Damasco "ha le opzioni e la capacità di compiere una rappresaglia a sorpresa".

Il gruppo Hezbollah, in Libano, condanna la "barbara aggressione" di Israele, la Russia alleata triste di Damasco parla di "aggressione non provocata a uno stato sovrano". La Turchia in relazioni difficili con Israele ma nemica del presidente Bashar el Assad non condanna il bombardamento, se la cava con un "in Siria la situazione è complicata". Formalità: è arrivata anche la condanna della Lega araba, che da tempo ha sospeso la Siria dai membri e che è formata in maggioranza da paesi schierati con i ribelli.

 

MONTI NETANYAHU ASSADMISSILI RUSSI SA MISSILI RUSSI SA MISSILI RUSSI SA AHMADINEJAD CACCIA ISRAELIANO CACCIA ISRAELIANO jpeg

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…