dago draghi

“MATTARELLA HA BUTTATO LA CLASSE POLITICA ITALIANA NEL CESSO, HA TIRATO LA CATENA E HA CHIAMATO DRAGHI” - BOMBASTICA INTERVISTA A DAGO SU "LA VERITA": “L'EUROPA VUOLE UN PAESE NORMALE. SENZA TIPINI FINI CHE SI PRESENTANO IN PIAZZA CON LA POCHETTE E IL BANCHETTO PER TRUFFARE LA GENTE CON IL GIOCO DELLE TRE CARTE - VOGLIAMO ANDARE AVANTI CON ZINGARETTI? DI MAIO? MA CHE STAMO A FA', 'STRISCIA LA NOTIZIA'? I PARTITI DEVONO SOLO INGINOCCHIARSI E DIRE: "AVE MARIO, MORITURI TE SALUTANT" -  SALVINI? E’ UN MIRACOLATO - MELONI? È STATA SOLO CAPACE DI DIRE: "VOJO VOTA', VOJO VOTA'!". ALLA FINE ANDRÀ A VOTA' IL SECCHIO DELL'IMMONDIZIA..."

Alessandro Rico per “la Verità”

 

dago papa

Roberto D'Agostino celebrerà, il 23 maggio, i 21 anni di Dagospia, che ha fondato e che dirige.

 

Il sì di Matteo Salvini a Mario Draghi è una mossa astuta. Manda in tilt i giallorossi.

«Salvini è un miracolato che deve solo accettare in maniera umile tutto ciò che Draghi proporrà alla Lega».

 

Per quale motivo?

«Fa parte del tirocinio obbligatorio che gli serve per ottenere il semaforo verde di Bruxelles».

 

Un'agibilità politica?

«Esatto. Palazzo Chigi lo vedrà col tavolino a tre gambe, se non rientra nell'ovile dell'Unione europea che ha tanto schifato con il suo sovranismo al caviale (made in Russia)».

STRACHE SALVINI LE PEN

 

Lo vede subordinato?

«Intanto, per evitare la rissa dei veti incrociati, Draghi sceglierà i suoi ministri fuori da partiti e appartenenze. Quindi le indiscrezioni su Salvini che pretende ministri sono mere cazzate giornalistiche. Deve stare lì, buono e tranquillo come una pecorella, e ringraziare Giancarlo Giorgetti: con il sì a Draghi, Salvini riporta la Lega Nord al governo».

 

SALVINI LE PEN-3

Se lo dice lei...

«Non avete capito una cosa».

 

Ci faccia capire, allora.

«Il famigerato addio di Salvini al governo, nell'agosto 2019, mica ebbe origine dall'ubriacatura di mojitos al Papeete: era vicepremier e ministro dell'Interno, Giuseppe Conte era un semplice passacarte e i 5 stelle venivano asfaltati nei sondaggi dalla Lega. Il Truce aveva tutto il potere: perché mandare tutto all'aria, sapendo bene che Sergio Mattarella era contrarissimo al voto prima dell'elezione del nuovo presidente della Repubblica?».

 

Mattarella Draghi

Perché?

«Mettiamola così. A Bruxelles un sovranista filo Putin, alleato con Marine Le Pen e Alternative für Deutschland in Europa, cioè i due partiti che stanno sul gozzo a Emmanuel Macron e ad Angela Merkel, rappresentava un incubo. Magari saranno arrivati dei tipini "nerovestiti" che gli hanno detto: "O esci da Palazzo Chigi, o entri da un'altra parte un po' meno gradevole..."».

 

Allude ai processi?

«Secondo me, non si è dimesso: è stato costretto a dimettersi».

MATTEO SALVINI GIORGIA MELONI

 

Quindi?

«Ora, con il sì a Draghi, fa il primo passo del tirocinio per ritornare nelle grazie di Merkel e Macron. A seguire, prima che sia troppo tardi, deve mollare Le Pen e Afd».

 

Il problema dell'Italia è Salvini?

«Fa parte anche lui di quella classe politica italiana che ha ricevuto in tre minuti, in diretta tv, da parte del capo dello Stato, la più clamorosa bocciatura che abbia visto nella mia vita. E io ho 73 anni».

draghi e mattarella by osho

 

Mattarella ha sfiduciato tutti? Destra e sinistra?

«Li ha tutti buttati nel cesso, ha tirato la catena e ha chiamato Draghi per formare "un governo di alto profilo che non debba identificarsi in alcuna forza politica". Amen».

 

E questo cosa comporta?

«Che possono sparare tutte le cazzate che vogliono, ma questi politici scappati di casa non vanno da nessuna parte. Perché non sarà un governo Draghi, ma il governo del presidente con il contributo di Draghi. Mentre talk e giornali sparavano "Conte o voto" e "Draghi non accetterà mai", su Dagospia l'avevo detto, come sarebbe andata a finire».

CONTE CASALINO

 

A che si riferisce?

«Non era pensabile che l'Europa lasciasse i 209 miliardi del Recovery fund in mano a gente buona a niente ma capace di tutto come Conte, Casalino, Arcuri, Azzolina, Paola De Micheli e compagnia cantante. Ovvero: l'incompetenza al potere che ha rovinato il Paese».

 

La vedo molto soddisfatto dell'arrivo di Draghi.

«Scusi: è come se a casa oggi dicessi a mia moglie: "Non preparo io la carbonara, arriva Carlo Cracco". Beh, sarebbe festa».

 

lucia azzolina

Non è esagerata, la retorica dell'uomo della provvidenza?

«Draghi non è Gesù Cristo, ma di fronte a questa marmaglia di nani e ballerine è una personalità che ha uno standing internazionale. È amico di Janet Yellen, ex capo della Fed e ora segretario al tesoro per Joe Biden. Alza il telefono e parla con Macron e Merkel... E questi qua, con la terza media, iniziano a discutere su chi può stare in maggioranza e chi deve fare il ministro? Si mettano in testa una cosa».

 

GIANNI LETTA BERLUSCONI

Che cosa?

«Se questi qui, dopo aver fallito con la loro asineria politica, fanno i bulletti sborroni, Mattarella fa un governo pure senza fiducia».

 

È un'iperbole.

«Tranquilli, non succederà. La maggioranza a sostegno c'è: appecoronato il Pd, il M5s umiliato, Silvio Berlusconi è quello che mandò Draghi alla Bce, Salvini serve e apparecchia. Resta fuori Giorgia Meloni: rasperà un po' di voti ma è impresentabile».

 

Il Parlamento resta quello uscito dalle politiche del 2018.

«Dopo aver ricevuto il cartellino rosso da Mattarella, i partiti credono di poter andare da Draghi a dettare le loro condizioni. Devono solo inginocchiarsi e dire: "Ave Mario, morituri te salutant"».

SERGIO MATTARELLA MARIO DRAGHI

 

La composizione del governo, allora, sarà solo tecnica?

«La cazzata più grande che può fare il duplex Mattarella-Draghi è un governo misto alla Ciampi, con dentro tecnici e politici».

 

Lei crede?

«Sì, perché a quel punto inizieranno i veti incrociati e le risse. Faccia un governo di tecnici. Chi ci sta, ci sta, chi non ci sta se lo prende in quel posto perché non va più da nessuna parte: un altro passo e c'è il baratro».

zingaretti di maio

 

Tecnici per fare cosa?

«Le priorità le ha indicate Mattarella. Bisogna mandare in porto in tempi brevi il Recovery plan e occuparsi del piano vaccinale. Draghi questo farà».

 

Un governo di scopo?

«Un governo d'emergenza, che deve fare quattro cose e basta. Questi disgraziati non sono riusciti a chiudere nessuna partita, da Alitalia a Ilva, dalla Rete unica ad Autostrade; politici dementi che non riescono ad aprire un cantiere, a rimettere in moto l'economia, a dare un futuro ai giovani. Gli Zinga e i Di Maio non riescono ad aprire nemmeno le raccomandate».

riccardo fraccaro

 

Draghi approderà al Colle?

«Io lo metterei pure al posto di Bergoglio».

 

Non è Cristo, ma il suo vicario?

«È una delle poche persone serie che ha questo Paese. Infatti, mi domando come sia possibile che sia nato a Roma, che di solito esprime una classe dirigente così cafonal che confonde allegramente i Medici di Firenze con gli infermieri della Usl, che scambia il Parmigianino con il pecorino, che è convinta che Tintoretto sia il gestore di una tintoria e rifiuta sdegnata l'Ultima cena di Leonardo perché ha già mangiato».

travaglio conte

 

A chi sta pensando?

«Soprattutto ai 5 stelle, alle Azzolina, ai Fraccaro, ai Buffagni, alle Castelli e "Tontinelli" vari. Certo, Marco Travaglio replicherebbe: prima avevamo i ladroni».

 

Non è così?

«Ma almeno i "ladroni" sapevano scrivere una legge, capire un bilancio, costruire l'Autostrada del Sole. Noi vogliamo andare avanti con Arcuri? Zingaretti? Bettini? Orlando? Franceschini? Speranza? Ma che stamo a fa', Striscia la notizia?».

 

Inadeguati?

STEFANO BUFFAGNI

«Sarà antipatico, ma io ringrazio Matteo Renzi, che ha mandato all'aria tutto, svelando questo bluff dei Conte, dei Casalino, dei Travaglio. Invece di andare a fare i pavoni dalla Gruber, preparate il Recovery plan! Gli altri Paesi l'hanno già presentato».

 

Senza dubbio.

«Siamo un Paese senza vergogna, senza palle, senza dignità. Vorrei dire una cosa a Salvini e Meloni».

 

Cosa?

«Voi dite che l'Europa fa schifo? Ma l'Italia fa ancora più schifo: metà Paese che non paga tasse e poi frigna se manca un posto in ospedale. Un Paese di magliari».

giorgia meloni ignazio la russa

 

La Meloni è coerente.

«È quell'opposizione che non serve né apparecchia».

 

Perché?

«Almeno, ai tempi del Pci, l'opposizione portava all'attenzione dell'opinione pubblica un governo ombra. Il Recovery plan non va bene? Ne scrivo uno io alternativo. Lei è stata solo capace di dire: «Vojo vota', vojo vota'». Alla fine andrà a vota' il secchio dell'immondizia».

 

Be', in democrazia si vota.

GIORGIA MELONI E GIANFRANCO FINI

«Ma dove va con i La Russa e le "Santadechè"? Ma che è, La famiglia Addams?».

 

Che hanno di male?

«Gianfranco Fini scivolò sulla buccia di banana di Elisabetta Tulliani. Ma aveva creato una destra con Franco Cardini, Filippo Rossi, Pietrangelo Buttafuoco, Alessandro Campi... Qual è la classe dirigente della Meloni? La destra italiana è "cerebrolesa"».

 

«Cerebrolesa»?

«Non ha classe dirigente, non ha quadri, non ha gente in grado di creare un partito conservatore. Gliel'ho detto alla Meloni».

 

MARIO DRAGHI MARIO MONTI

Che le ha detto?

«Se si va a votare e lei e Salvini per caso vincono, durano mezza giornata. La Bce chiude i rubinetti e loro rimangono a trastullarsi con le macerie».

 

Anche quando arrivò Mario Monti, c'erano aspettative messianiche. E poi andò come andò.

«Monti era un professore ed è arrivato in un momento in cui i tagli servivano, avendo il Paese accumulato un debito pubblico enorme. Draghi, il contrario di Monti».

giuseppe conte mario monti

 

Cioè?

«A parte che conosce meglio la politica, arriva nel pieno di una pandemia globale in cui non occorre tagliare, ma rilanciare l'economia, investire e garantire un Paese agli occhi dell'establishment euroglobale».

 

È una fase in cui ci è consentito fare «debito buono»?

«Fosse per me, a gente come Roberto Gualtieri non avrei dato un euro da gestire. Ma qui il punto cruciale è un altro».

 

ANGELA MERKEL EMMANUEL MACRON

Quale?

«Se non riparte l'economia, s'indebolisce anche la democrazia. Ecco perché mai prima l'Europa aveva concesso risorse ai Paesi membri con tale generosità. L'Europa vuole una cosa soltanto».

 

Ovvero?

«Un Paese serio, un Paese normale. Senza tipini fini che si presentano in piazza con la pochette e il banchetto per truffare la gente con il gioco delle tre carte».

Ultimi Dagoreport

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…

donald trump stretto di hormuz

DAGOREPORT – COME GODE XI JINPING! QUANDO TRUMP HA MINACCIATO DI RINVIARE IL SUO VIAGGIO IN CINA, LA RISPOSTA È STATA, PER USARE UN CINESISMO, UN SONORO “ESTICAZZI!” – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO HA LA FACCIA COME IL CULO A CHIEDERE L’INTERVENTO DELLA NATO, LA STESSA CHE PER ANNI HA DEFINITO INUTILE, MINACCIANDO L’USCITA DEGLI USA: “VOI AVETE BISOGNO DELLA NATO, NOI NO” - ORA IL DEMENTE IN CHIEF FRIGNA PERCHÉ GLI STATI EUROPEI SI RIFIUTANO DI PARTECIPARE ALLA GUERRA IN IRAN – L’EFFETTO TRUMP SULLE ELEZIONI IN EUROPA (IN FRANCIA E SPAGNA, I PARTITI FILO-MAGA DELUDONO LE ASPETTATIVE) E IL PARADOSSO CHE OSSERVA IL “FINANCIAL TIMES”: “TEHERAN, DIMOSTRANDO AL MONDO CHE LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ È UNA MINACCIA REALE E PRATICABILE, HA SCOPERTO UN POTENTE STRUMENTO DI DETERRENZA FUTURA. SE IL REGIME SOPRAVVIVERÀ A QUESTA GUERRA, POTREBBE PERSINO EMERGERE IN UNA POSIZIONE INTERNAZIONALE PIÙ FORTE” (BOMBA ATOMICA COMPRESA)

andrea orcel friedrich merz giorgia meloni

DAGOREPORT – IERI ANDREA ORCEL HA FATTO VENIRE UN COCCOLONE A PALAZZO CHIGI - MA COME, PROPRIO ORA CHE  GIORGIA MELONI HA PERSO TRUMP E S’È ATTACCATA ALLA GIACCHETTA DEL CANCELLIERE TEDESCO MERZ, 'STO ORCEL CHE FA? L'UNICREDIT LANCIA L’OPS SUL 30% DI COMMERZBANK FACENDO INCAZZARE LA GERMANIA TUTTA!?! – IL MANAGER ROMANO HA CHIUSO LA "GUERRA" PRECISANDO CHE L'OPS NON IMPLICA LA GOVERNANCE DELLA SECONDA BANCA TEDESCA - IL PARADOSSO DELLA LEGA: IL PARTITO CHE SI È OPPOSTO A TUTTA GOLDEN POWER ALL’OPERAZIONE BANCO BPM, ORA DIFENDE UNICREDIT, PUR DI METTERLA IN QUEL POSTO ALLA DUCETTA…

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco giorgia meloni

FLASH! – BUTTAFUOCO E FIAMME! PALAZZO CHIGI VOLEVA "SOPIRE, TRONCARE" LA FAIDA SULLA BIENNALE MA IL CORO DELLE PENNE DI SINISTRA IN DIFESA DI "JAFAR AL SIQILLI" ORA COSTRINGE GIORGIA MELONI A PRENDERE POSIZIONE SULLA DECISIONE DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO DEL SUO AMICO PIETRANGELO. E, IN MEZZO A 'STA CACIARA, TOVARISH SALVINI GODE – QUALCUNO RICORDI AI VARI MATTIA FELTRI E FILIPPO CECCARELLI, CHE CELEBRANO IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE COME UN GRANDE LIBERALE, CHE BUTTAFUOCO PUBBLICO' NEL 2003 UN LIBRO, "FOGLI CONSANGUINEI", EDITO DA "ARISTOCRAZIA ARIANA" DI FRANCO FREDA, CAMERATA DI "ORDINE NUOVO"…

peter thiel anticristo

DAGOREPORT - ARRIVA A ROMA IL MARZIANO PETER THIEL, CAVALIERE NERO DELLA TECNODESTRA? ESTICAZZI! - NELLA CITTA' DEI PAPI, DI GIULIO CESARE E DI NERONE, LA STORIA SE NE FOTTE DELLA CRONACA DEI THIEL E DEI MUSK - IN GIRO PER IL MONDO, IL GURU DI "PALANTIR" È STATO ACCOLTO DA PREMIER, MINISTRI, ALTI FUNZIONARI. SBARCA A ROMA E SI RITROVA QUATTRO SCAPPATI DI CASA - AL SECONDO GIORNO DI CONFERENZE, LA PLATEA S'È SVUOTATA IN PESO E QUANTITÀ: I POCHI "PINGUINI" ROMANI SUPERSTITI SONO USCITI FRASTRONATI DALLA NOIA – CERTO, TANTA SORPRESA...SORPRENDE: BASTAVA LEGGERE UN QUALUNQUE INTERVENTO DI THIEL PER CAPIRE CHE IL PIPPONE SULL’ANTICRISTO NON E' LETTERALE, DUNQUE RELIGIOSA O BIBLICA, MA E' UNO STRUMENTO DI MARKETING, UNA PARACULATA PER DARE DIGNITÀ FILOSOFICA ALLA SFIDA USA VS CINA E ALLA SOPRAVVIVENZA DELL'OCCIDENTE (E DEI SUOI BUSINESS) – SE IL MARZIANO DI FLAIANO VIENE SFANCULATO DAI ROMANI DOPO UNA SETTIMANA, PER L’ALGIDO E ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA DI JD VANCE IL "VAFFANCULO" E' ARRIVATO DOPO 24 ORE....