bonisoli

IUS BONISOLI – IL MINISTRO DELLA CULTURA: “È PROVINCIALE SCEGLIERE I DIRETTORI DEI MUSEI SOLO PERCHÉ STRANIERI. VORREI MAGGIORE ATTENZIONE AGLI ITALIANI. NON HO MAI DETTO CHE LE DOMENICHE GRATUITE VANNO ABOLITE, MA VA SUPERATO IL CONCETTO DI OBBLIGATORIETÀ. CI SONO SITI CHE HANNO REGISTRATO SOLO 5 O 6 VISITATORI. DOBBIAMO LIBERARE LE CITTÀ D’ARTE DALL’ASSEDIO E PER FARLO C’È SOLO UN MODO…”

Carlo Piano per “la Verità”

 

il ministro alberto bonisoli intervistato (4)

Le grandi navi che sfilano davanti a San Marco non lo convincono. Anzi, proprio non gli piacciono. Per una ragione semplice: Venezia è unica, non c' è somma di denaro che valga metterne a rischio la bellezza fragile e irripetibile.

 

Quella bellezza che spinse Friedrich Nietzsche a scrivere: «Se dovessi cercare una parola che sostituisce musica potrei pensare soltanto a Venezia». Il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, racconta alla Verità il suo piano per difendere e valorizzare il più grande patrimonio artistico del mondo. Innanzitutto una premessa, che pare rispondere a chi, qualche legislatura addietro, sosteneva che con la cultura non si mangia: «Io mi considero un lavoratore della cultura e la cultura non fa lavorare solo me».

domenica gratis musei

 

Bocconiano, 56 anni, sposato con due figlie, di Mantova ma residente a Castelletto Ticino, già direttore della Nuova Accademia delle Belle Arti di Milano.

 

Nel suo discorso d' insediamento ha detto che bisogna spendere di più per la cultura. Quanto di più? E perché?

selfie musei

«Quanto potremo spendere di più lo decideremo insieme al resto del governo quando ci metteremo a tavolino per la legge di bilancio. Ma io credo che sia importante aumentare le risorse per due motivi. Il primo perché da tutta Italia mi segnalano carenza di personale.

 

Inoltre nei prossimi tre anni molti dipendenti del ministero dei Beni e delle Attività culturali andranno in pensione. Per questo serve un piano straordinario di assunzioni nei beni culturali, ovviamente non tutti subito, altrimenti si creerebbe un tappo generazionale. Ma servono persone qualificate, motivate e competenti. Non abbiamo bisogno di precari».

 

il ministro dei beni culturali alberto bonisoli (3)

C' è anche l' ipotesi di spostare personale da altri ministeri?

«In alcuni ministeri ci sono degli esuberi che a noi interessano. Persone laureate che potrebbero contribuire al nostro progetto con reciproca soddisfazione. Stiamo verificando con gli altri dicasteri se la strada è percorribile. Mi piacerebbe».

 

Dove intende concentrare gli investimenti?

«Distribuiremo queste risorse dove serve. Anche nei piccoli siti, in quelli meno conosciuti.

Ma c' è anche un secondo motivo per investire in cultura».

 

Quale?

grandi navi a venezia foto di berengo gardin 4

«Il secondo punto è che abbiamo bisogno della crescita di valori positivi nella società, soprattutto nelle giovani generazioni.

 

Stiamo studiando delle condizioni vantaggiose per favorire la fruibilità dei beni culturali, museali e archeologici ai ragazzi».

 

A proposito di fruibilità, la sua decisione di abolire le domeniche gratuite nei musei ha scatenato un mare di polemiche.

«Mi ha fatto molto piacere notare gli sviluppi del dibattito emerso, anche di alto livello, sui giornali in questi giorni. Ci tengo a precisare che non ho mai detto che le giornate gratuite nei musei e nei siti archeologici sarebbero state eliminate. Ribadisco che non solo resteranno, ma saranno aumentate.

 

franceschini-2

Ho semplicemente affermato che il sistema attuale non funziona più. Perché ogni territorio, ogni sito, ha la sua peculiarità e deve essere lasciata più libertà ai direttori di scegliere i giorni di accesso gratuito. C' è anche un problema di sicurezza, fruibilità e di decoro dei beni culturali. Tutto ciò mi è stato riferito dagli stessi direttori dei musei».

 

Quindi c' è soprattutto un motivo pratico?

«Le domeniche gratuite, nei momenti di alta stagione, hanno creato delle criticità che sono sotto gli occhi di tutti.

 

Quindi questo concetto dell' obbligatorietà uguale per tutti va superato. Anche perché tratta allo stesso modo siti che attraggono milioni di visitatori e musei che hanno poche migliaia di visitatori l' anno.

 

il ministro alberto bonisoli intervistato (2)

Ci sono siti che nel corso di una domenica hanno registrato solo cinque o sei visitatori, nonostante l' entrata gratuita. Ecco, il sistema va cambiato anche per questo. Ne discuteremo prossimamente insieme ai direttori dei musei».

 

Riguardo ai direttori dei musei, il suo predecessore ha aperto a molti stranieri

«Io non ragiono in base al passaporto, mi sembra fuori dal tempo. L' importante è che un direttore sia bravo, certo per mia stessa formazione vorrei maggiore attenzione agli italiani, è un atteggiamento provinciale scegliere un direttore solo perché straniero. Però se è bravo e sa fare il suo lavoro non vedo controindicazioni».

 

Ci sono città d' arte assediate dai turisti come Roma, Firenze e soprattutto Venezia. Cosa pensa delle navi da crociera che passano davanti a San Marco? Sono da bloccare?

«Non ne faccio un mistero, le grandi navi a Venezia non mi piacciono: il bene culturale non è replicabile, di piazza San Marco ce n' è una sola in tutto il mondo. Se un patrimonio rischia di rovinarsi è chiaro che bisogna rimuovere i motivi dei rischi. Ma non è una decisione che posso prendere da solo. Bisogna intervenire con altri soggetti, pubblici e privati, per studiare la soluzione migliore».

 

E sull' assedio alle città d' arte?

TURISTI IN FILA AGLI UFFIZI

«C' è un solo modo per ridurre l' assedio: far conoscere a livello nazionale e internazionale anche siti meno noti e più piccoli. Distribuire il flusso dei turisti su un numero maggiore di siti potrebbe essere la soluzione.

 

Io spero che, in futuro, il numero di turisti continui ad aumentare, ma dobbiamo distribuirli meglio e, nel caso, dirottarne una parte su località meno conosciute ma ugualmente importanti a livello storico, artistico e archeologico. Siamo il Paese che possiede più beni artistici e archeologici in assoluto al mondo. Dobbiamo fare in modo che siano visibili e conosciuti tutti».

 

il ministro dei beni culturali alberto bonisoli (4)

Quindi si deve educare il turismo. Dirigerne le mete

«Bisogna portarlo in quella parte d' Italia non congestionata dal turismo, eppure bellissima e ricca di cultura. Il turismo è stato la Cenerentola dell' agenda politica italiana per cui i Paesi vicini a noi nel tempo ci hanno superato in attrattività turistica».

 

Come farlo?

«Innanzitutto promuovendo in maniera più energica il nostro Paese all' estero. E serve anche una cabina di regia: non esiste che l' Italia, quando va a promuoversi all' estero, ci vada con venti voci diverse. Andiamo una volta sola e facciamo vedere quant' è bello il nostro Paese».

 

Possediamo un grande patrimonio di opere, anche trafugate e che finiscono esposte in musei all' estero

«Stiamo già lavorando di concerto con il ministero della Giustizia per inasprire le norme sui furti di beni culturali e contro i danni eventuali. Si tratta di progetti tante volte annunciati e mai realizzati».

TURISTI ROMA 3

 

C' è il caso dell' Atleta di Lisippo al Getty. Intende chiederne la restituzione?

«L' Atleta di Lisippo? Auspico che la diplomazia culturale possa risolvere la questione con il Getty Museum. Spero davvero di riuscire nel corso del mio mandato a riportarlo in Italia».

 

Cambiando argomento, il suo governo è spaccato sul destino delle soprintendenze: la Lega è per l' abolizione, i 5 stelle sono per rafforzarle. Come ne uscirà?

«L' attività di governo si basa su un contratto, che è un metodo nuovo e rispetta il volere degli elettori. Ebbene nel contratto tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini non si parla di abolizione delle soprintendenze, quanto piuttosto del rafforzamento della tutela e della valorizzazione. Serve un' analisi del lavoro delle soprintendenze, che oggi mancano delle necessarie risorse per essere efficaci».

 

Si spieghi meglio.

ATLETA DI LISIPPO

«Voglio controllare come stanno le cose. Appurare se è vero che i soprintendenti sono costretti a tralasciare la tutela perché privi di mezzi. Perché non hanno l' auto per raggiungere i siti archeologici. Se è così meglio rinunciare a qualche viaggio all' estero del ministro Bonisoli e comprare le automobili».

 

Parliamo di cinema...

«C' è una cosa che mi chiedo: perché solo in Italia la stagione cinematografica è così corta e per quattro mesi non escono film? E poi c' è anche il discorso delle serie televisive più seguite dal pubblico che sono tutte straniere, c' è modo di contrastarne la concorrenza? Sono due argomenti su cui voglio riflettere».

 

alberto bonisoli

Tra cento anni per quale motivo vorrebbe essere ricordato nella storia della cultura italiana?

«Per aver promosso un concetto di cultura poliedrica dove ogni persona possa scegliersi il tipo di cultura che vuole e la possa utilizzare per diventare un cittadino più consapevole e una persona migliore. Vorrei poter dare un contributo in modo che possa formarsi una cultura che dia identità alle comunità e che aiuti a formare una società più equa e inclusiva in cui vivere»

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