COME NEI MANICOMI, CON QUELLI CHE SI CREDONO ATTILA O HITLER, UN-DUE-ICTUS BOSSI DETTA LA LINEA: “SONO ANCORA IL CAPO” - FORMINCHIONI? “DEVE RESTARE” - MARONI AL PIRELLONE? “E’ SEGRETARIO, IL GOVERNATORE SI FA A TEMPO PIENO” - DI NUOVO IN CAMPO INSIEME A BERLUSCONI? “SAREBBE UN BUON SEGNALE, A NOI IL PORCELLUM VA ANCORA BENE” - CHI SARA’ IL “QUALCUN ALTRO” CHE SECONDO BOSSI HA VOLUTO COLPIRE LA LEGA ATTRAVERSO IL CASO BELSITO? AH SAPERLO…

Davide Vecchi per "il Fatto quotidiano"

Formigoni per ora resta lì, ha dimostrato di non essere legato a Roma. Poi si vedrà: se dovrà pagare pagherà, ma noi non lo facciamo cadere. Non ancora". Avrà pure perso la guida della Lega Nord, ma Umberto Bossi conserva piglio e modi da Capo. L'incognita vera è quale potere effettivo abbia, quanto le sue parole possano effettivamente influenzare la linea del nuovo Carroccio guidato da Roberto Maroni. Poco, stando al nuovo statuto. Ma per lui "questo è secondario: io e Roberto decideremo tutto insieme, sono il presidente e siamo uguali".

Il resto della frase la indica col dito: "Umberto Bossi la Lega sei tu". La scritta è su uno striscione, esposto davanti alla sede di via Bellerio quando il Senatur si dimise da segretario, e domenica sera srotolato alla festa del Carroccio in un paesino della Bassa bresciana, Castelcovato. La sua prima uscita pubblica dopo il congresso che lo ha messo ai margini del movimento , la prima occasione utile per intervistarlo.

Un comizio di venti minuti davanti a un centinaio di leghisti, poi la cena con alcuni militanti e gli esponenti locali del partito. Rosi Mauro non è più la sua ombra e non c'è neanche il fido Roberto Calderoli, "si vede che sta male", sussurra Bossi mentre firma autografi su magliette bianche con scritte verdi che i militanti in coda gli mettono davanti.

Presidente...
Sono ancora il Capo.

Mi diceva di Formigoni.
Resta lì fino alle politiche, credo primavera 2013 e accorperemo le regionali.

E candiderete Maroni alla presidenza della Lombardia.
Lui ora è segretario e ha molte cose da fare, anche se ha venti persone con lui e io l'aiuto, ma il governatore si fa a tempo pieno.

Salvini ha chiesto a Formigoni di lasciare l'incarico in Expo anche per questo, per concentrarsi solo sulla Regione.
Ce ne sono tante di persone valide che si possono candidare, ancora è presto per parlarne, ma ognuno deve fare il suo lavoro.

Lei fa il presidente, quindi da statuto può solo decidere sui ricorsi degli espulsi, o sbaglio?
Ora devo capire bene, con Daniele (Molgora, ndr) stiamo già lavorando per vedere caso per caso quelli che sono stati cacciati, se era giusto o se sono stati vittime di qualche errore. So che molti hanno da ridire, anche qui stasera mi hanno avvicinato una decina lamentandosi. Gli ho detto di scrivermi che sistemo tutto io.

Se Francesco Belsito e Rosi Mauro dovessero far ricorso, lei che farà?
Tutto il casino l'avete montato voi giornalisti e la magistratura, ma poi quello lì non è stato arrestato. Lusi è finito in carcere e il nostro amministratore no. Significa che è stata una montatura, a Roma noi non appoggiamo questo governo e qualcun altro ha voluto colpirci così, perché armi oneste non ne avevano, continuiamo a far paura.

Qualcun altro? A chi si riferisce? Al Viminale fino a novembre guidato da Maroni?
Potevano informarci, eravamo al governo, questo qui (Belsito, ndr) ci rubava i soldi e nessuno ci ha detto niente. A Roma ti si avvicinano per sussurrarti "oh succede questo", "guarda che coso lì tra poco lo beccano" e a noi nessuno ci ha detto niente? Puzza. Ma ormai è andata così, ora dobbiamo pensare a lavorare e recuperare la nostra gente. Io non appoggio nessuno di quelli che litigano... che vogliono litigare.

Chi sono? Leoni? Quelli che facevano parte del cosiddetto cerchio magico?
Fesserie, dobbiamo pensare a impegnarci. Noi le cose le facciamo, la Lega per me è un figlio, ho fatto quello che dovevo perché altrimenti altri fermavano il nostro progetto. La Lega oggi non siamo né io né Maroni, ma è quello che riusciremo a fare per la nostra gente.

Se cancellate Pontida e la cerimonia dell'ampolla con l'acqua del Po, perderete altri consensi?
È una cazzata dei giornali, non si può cancellare Pontida, è impossibile. Come il Va' pensiero, sono cose sacre, intoccabili per ogni leghista.

Il partito è al minimo storico.
Questo governo qui riduce il Paese allo zero e la Padania paga ancora e sempre di più, abbiamo sbagliato a lasciare.

Non pensa che uno dei motivi per cui Maroni è diventato segretario, oltre alla gestione Belsito, ai soldi del partito ai suoi figli, sia proprio il suo aver appoggiato acriticamente Berlusconi?
Berlusconi ci ha dato molto.

Soldi per la sede e il simbolo?
Sono cazzate, cazzate di voi giornalisti. Abbiamo fatto il federalismo fiscale prima di tutto. Poi Tremonti e Napolitano l'hanno fatto slittare, ma ci sarebbe già. E la risposta alla Ue, la lettera l'abbiamo scritta io e Berlusconi a casa sua a Roma. Noi l'Imu non l'avremo mai messa e avremo fatto meglio. Ormai sarà la storia a fare i conti.

A proposito di Imu: Maroni l'ha pagata, e lei?
Ma boh, questa era una ratina, ma se devo dico di non far pagare le tasse, altro che Imu.

Quanto tempo è che non vi sentite con Berlusconi?
Mi ha chiamato per lo scandalo lì: sono stato massacrato dai tribunali, io e la mia famiglia. Lui è sensibile.

Berlusconi ha detto che non si ritira ed è pronto a candidarsi di nuovo. Dobbiamo aspettarci il ritorno dell'asse Arcore-Gemonio?
Eh eh... sarebbe un buon segnale, ma è ancora troppo presto e dipende se cambiano la legge elettorale o no. A noi il Porcellum andrebbe ancora bene, parlare di alleanze è prematuro. Ho visto che qualcuno pensa al Pd, altri parlano con Alfano. Dobbiamo metterci d'accordo.

Lei è presidente, da Statuto non può decidere le alleanze da solo.
Mai deciso da solo, ne parleremo. Io sono qui da sempre, abbiamo cambiato la storia, mi ascoltano, mi ascoltano. Poi decideremo insieme, ma conosco bene tutti, amici e nemici.

Nel 1994 quando fece cadere il governo Berlusconi il nemico era Maroni, tanto che al congresso straordinario di Milano quell'anno gli disse: "Il coraggio non lo vendono al supermercato".
Volevo cacciarlo, viene da sinistra, polemizzava. Ma è stato bravo.

A quanto pare ha anche trovato il coraggio: l'ha sfidata ed è diventato segretario riorganizzando totalmente il partito.
Non è solo, ci sono io. E non è facile, tanto che ha distribuito incarichi a tutti. Tenere insieme la Lega è difficilissimo, di coraggio ne serve tanto. Veneti, lombardi poi i piemontesi e giù ormai siamo arrivati in Umbria.

Di tutto quello che è successo, cosa le dispiace di più?
Non essermi candidato, non essere più segretario.

Ricandiderebbe suo figlio Renzo?
Erano tutti d'accordo e hanno aiutato tutti a farlo vincere. Gli ho dato quattro ceffoni, si metterà a posto perché alla fine non ci sarà nulla. Ma è stato difficile.

Cosa?
Tutto. Quando il Papa ha detto messa a Milano io sono andato. Mi ha visto Bagnasco ed è venuto a salutarmi. "Come va?" mi chiede e io rispondo "male", lui insiste gentile "e la famiglia?" e io "peggio". M'ha quasi fatto piangere. Ora è passata, ripartiamo. Mai mula'...".

 

BOSSI UMBERTO UMBERTO BOSSI IN CANOTTIERA jpegUMBERTO BOSSI E ROBERTO MARONI ELETTO SEGRETARIO DELLA LEGA NORD jpegVIGNETTA BENNY MARONI E BOSSI SI CONTENDONO LA LEGA BENNY SU BOSSI CHE SPIA MARONI ROBERTO FORMIGONI UMBERTO BOSSI E SILVIO BERLUSCONI NEL NOVANTAQUATTRO BERLUSCONI E BOSSIFRANCESCO BELSITO

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