MONTE DEI PACCHI TRA BERTONIANI E DALEMONI - PERQUISIZIONI PER I DUE CONSIGLIERI LORENZO GORGONI E MICHELE BRIAMONTE: SI INDAGA PER INSIDER TRADING - GORGONI ARRIVA IN MPS DA BANCA 121, E’ MEMBRO DEI CDA DI TI MEDIA E ABI ED E’ SOCIO DI MILANOPACE CON I DALEMIANI SARNO, INTINI E DE SANTIS - BRIAMONTE, “SCUOLA FIAT”, PUPILLO DI GRANDE STEVENS, E’ VICINO A BERTONE - SI OPPOSE ALL’OPERAZIONE TRASPARENZA SULLO IOR…

1 - L'ASTRO NASCENTE E IL VETERANO I NUOVI NOMI DELL'INCHIESTA MPS
Davide Vecchi per il "Fatto quotidiano"

Sarà pure per insider trading, come ipotizzato dai pm di Siena, ma le perquisizioni scattate ieri hanno raggiunto due uomini chiave del potere economico e politico: Lorenzo Gorgoni e Michele Briamonte. Due consiglieri del Monte, uno arrivato a Rocca Salimbeni nel 2003 sul vascello, rilevato da Mps, di Banca 121 e considerato uomo di Massimo D'Alema; l'altro sbarcato un anno fa con il nuovo corso di Alessandro Profumo, ben accolto grazie anche al profondo legame con Franzo Grande Stevens.

Briamonte è quello che si definisce un astro nascente. Nuota nelle vasche di squali della finanza italiana come un delfino. Nato nel 1977, si laurea in legge a 22 anni, entra nello studio Grande Stevens, "l'avvocato dell'avvocato" Agnelli, poi fa il suo ingresso in numerosi Cda, tra cui quello della Juventus.

A 31 anni difende il club bianconero nella vicenda Calciopoli e Grande Stevens nel processo per l'equity swap di Ifil-Exor. Ma Torino è solo il punto di partenza. Perché Briamonte, da giovane e brillante avvocato, riceve il testimone della tradizionale assistenza legale prestata dallo studio Grande Stevens al Vaticano. Qui è consigliere di Bertone. Fa parte della cordata interna allo Ior, insieme all'altro legale del Vaticano (l'americano Jeffrey Lena ), a Bertone e al direttore generale Paolo Cipriani, contraria all'operazione trasparenza avviata da Ettore Gotti Tedeschi sui depositi bancari aperti prima dell'aprile 2011.

Secondo Gotti Tedeschi Briamonte si oppone a rendere noti i conti cifrati dello Ior perché vicino alla lobby ebraica essendo tra i fondatori della Camera di commercio Italo-Israeliana. Ma Gotti Tedeschi ha un conto in sospeso antico con il brand "Grande Stevens" che risale al 2006 quando il Banco Santander, controllato dalla famiglia spagnola Botin, azionista del San Paolo di Torino, chiede a Gotti Tedeschi, all'epoca rappresentante del Santander in Italia e consigliere di San Paolo, di organizzare un vertice con Franzo Grande Stevens, allora presidente della Compagnia di San Paolo, primo azionista della banca. Si incontrano a Ginevra.

Botin manifesta la volontà di diventare azionista di maggioranza di San Paolo. Grande Stevens prima blocca poi esclude dalla partita Botin e chiude con Banca Intesa, dando vita a Intesa San Paolo. Briamonte era un giovane e già promettente avvocato dello studio. Botin si consolò l'anno successivo rilevando per 6,6 miliardi di euro Antonveneta e rivendendola a Mps per 9,3 miliardi.

Gli stessi pm di Siena che ieri hanno disposto le perquisizioni voleranno a Madrid per sentire Botin, proprio sull'operazione Antonveneta. Perché su questa rimane la barra delle indagini. L'unico contrario all'acquisto era Gorgoni. Non fu ascoltato, nonostante possieda il 3% di Mps. Gaetano Caltagirone, per dire, ne ha il 3,34%.

Classe 1942, nato a Cutrofiano in provincia di Lecce, Gorgoni ha il primo incarico nel 1973 alla Banca del Salento (poi Banca 121) e non lascia più gli istituti di credito.
Entra nel cda di Banca Agricola Mantovana, nel 2003 diventa vicepresidente di Monte Paschi Asset Management. Oggi è membro dei cda di Mps, Telecom Italia Media, Abi, Fondo Italiano d'Investimento Sgr. Dall'agosto 2010 è consigliere di amministrazione di Invitalia. Figura anche tra i soci della Milano Pace.

La società che "riunisce" i dalemiani Renato Sarno, Enrico Intini e Roberto De Santis. Società che finanzia la fondazione "Fare Metropoli" usata da Filippo Penati come cassaforte per le sue campagne elettorali, secondo i pm di Monza che hanno indagato sul sistema Sesto. Ma Gorgoni è trasversale. Ha finanziato la campagna elettorale per le europee del 2005 di Lorenzo Cesa e ha aiutato, fra gli altri, Raffaele Fitto del Pdl. Per tutto questo le perquisizioni di ieri potrebbero far presagire altro, oltre all'insider trading.

2 - L'INCHIESTA ANTONEVENETA
Dal "Fatto quotidiano"

L'inchiesta sull'acquisizione Antonveneta da parte di banca Mps si arricchisce di un nuovo filone aperto dopo l'esposto, contro ignoti, presentato dai vertici della banca per insider trading. Ieri i pm di Siena hanno ordinato la perquisizione a Torino e a Lecce di abitazioni e uffici di due membri del board, Michele Briamonte e Lorenzo Gorgoni. Non indagati.

"Sono tranquillo", ha detto Briamonte. Mentre Gorgoni ha comunicato che le perquisizioni "non hanno avuto alcun esito né alcuna acquisizione documentale è stata effettuata". I magistrati vogliono verificare chi abbia diffuso la notizia dell'azione di responsabilità contro i vecchi vertici di Rocca Salimbeni (Mussari e Vigni) e la richiesta di danni nei confronti di Deutsche Bank e Nomura, decisioni prese dal Cda giovedì e apparse sulla stampa prima che i legali depositassero la citazione.

Gli uomini della Gdf hanno inoltre sequestrato altri 6 milioni di euro all'ex responsabile dell'Area finanza del Monte, Baldassarri e a persone a lui vicini: Toccafondi, Ionni e Pantalena. Sentito, infine, il presidente del Consiglio regionale toscano, il democratico Alberto Monaci, in merito al presunto accordo di spartizione tra Pdl e Pd.

 

LORENZO GORGONImichele briamonteIntervento di Massimo Dalema giuseppe mussari CARDINALE TARCISO BERTONEFranzo StevensLORENZO CESA ALBERTO MONACI

Ultimi Dagoreport

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”