VIENE AVANTI RENATINO! - BRUNETTA INCAZZATO NERO PER UN’INCHIESTA DI ‘’REPORT’’ SULLE SUE PROPRIETA’, DA RAVELLO ALLE CINQUE TERRE, DEDICA ALLA GABANELLI MEZZA PAGINATA DEL “FOGLIO”

Emiliano Fittipaldi per espresso.repubblica.it

Da qualche giorno Renato Brunetta ha iniziato una guerra senza quartiere contro Milena Gabanelli. È lei l'ultimo obiettivo in Rai del politico veneziano, impegnato ad attaccare un giorno sì e l'altro pure sprechi - veri o presunti - della televisione pubblica. Stavolta sembra trattarsi di una guerra preventiva: il falco del Pdl ha infatti scoperto che alcuni giornalisti di Report gironzolano intorno alle sue case di vacanza, a Ravello e nelle Cinque Terre, e ha deciso di lanciare una controffensiva sulle agenzie di stampa.

«Sono case mie, cose belle costruite onestamente lavorando, tutto dichiarato, tutto trasparente» ha dichiarato «Spero che tutti loro possano dire altrettanto di se stessi e delle loro magioni!». Brunetta - che promette di offrire alla Gabanelli un prosecco «a spese mie e non del canone che noi italiani siamo costretti a pagare» - le suggerisce di concentrarsi anche sulle case del presidente Giorgio Napolitano, del direttore della Corriere Ferruccio De Bortoli, del dg e del presidente quello della Rai, «e così via, di istituzione in istituzione».

Il professore non ama chi ficca il naso nelle sue faccende private. Soprattutto quando si tratta di inchieste sul suo patrimonio immobiliare: chi vi scrive fu il primo, insieme a Marco Lillo, ad occuparsi nel 2008 degli appartamenti e delle ville dell'ex ministro del Pubblico impiego tanto amato da Berlusconi, facendo un'inchiesta sulle case di cui lo stesso Brunetta parlava in alcune interviste ai giornali.

L'economista al tempo rispose a "L'Espresso" intentando una causa-mostre da 7,5 milioni di euro, vertenza che tra qualche mese dovrebbe andare a sentenza. «Quello di Report è un "vero scoop"... con cinque anni di ritardo!» ha ironizzato ieri Brunetta «Sono, infatti, le stesse, del tutto false e diffamanti, ‘notizie' che il settimanale l'Espresso ha pubblicato nel novembre del 2008 e per le quali ho avviato una causa per essere risarcito di lesioni così gravi della mia persona...Che dire... copiare dal compagno di banco è da somari e da disonesti, ma, almeno, si abbia l'accortezza di non copiare da un altro somaro».

Alla luce dei nuovi attacchi a Report (che manderà in onda stasera la puntata su Brunetta) e ai sottoscritti, è utile aggiornare la storia degli immobili del professore, bravissimo a fare investimenti e affari d'oro con il mattone. Di certo il parlamentare non avrà nulla da nascondere, ma accendere un faro sui mutui, gli sconti, le ristrutturazioni e le compravendite del capogruppo del Pdl è d'obbligo, soprattutto per un politico che si batte da sempre per la trasparenza; a maggior ragione se il politico in questione sta conducendo in Parlamento una battaglia contro l'Imu, la tassa sugli immobili diventata la bestia nera dei berlusconiani. Brunetta nel 2012 pagò una bolletta da circa 10mila euro. «Sono tanti, non li ho» disse preoccupato un anno fa, nonostante la dichiarazione dei redditi 2011 segnalasse un reddito da 260 mila euro «Ho dovuto chiedere un prestito in banca per pagare».

LA CASA DI RAVELLO
L'Imu di Brunetta è alta perché le sue proprietà valgono milioni di euro: l'ex ministro attualmente possiede una casa a Venezia, una a Roma, una villa in costiera amalfitana, un appartamento a Riomaggiore, un casale a Montecastello di Vibio vicino Perugia, un magazzino a metà con il fratello e qualche ettaro di vigneti e frutteti. Partiamo dalla casa di Ravello, quella presa di mira dalle telecamere di Report. Brunetta ha comprato due ruderi (tra il 2003 e il 2005) per 65 mila euro. Due case abbandonate che dopo una ristrutturazione (per la quale l'ex socialista accese un mutuo) sono diventate una splendida villa a picco sul mare di 172 metri quadrati che vale oggi - facendo una stima prudenziale sugli attuali valori di mercato - circa 1,5 milioni di euro. Un affare da sogno, insomma.

A rappresentare l'ex ministro nell'atto di acquisto di uno dei due ruderi c'era Nicola Fiore, un geometra che aveva seguito in precedenza le pratiche urbanistiche. Fiore al tempo era assessore al Bilancio del Comune di Ravello, guidato dal sindaco Secondo Amalfitano. Un uomo di sinistra ma con buoni rapporti con il politico forzista: non è un caso che nel 2008 Amalfitano lascerà il Pd diventando consigliere ministeriale di Renato, che lo nominerà l'anno successivo pure presidente di Formez Italia, con uno stipendio - tra indennità e premi - da circa 219 mila euro l'anno.

L'avvocato di Brunetta, nell'atto di citazione spedito a "L'Espresso", ha sottolineato che le notizie sono false e diffamanti, poi ha spiegato che durante i lavori «non c'è stato aumento alcuno di cubatura» (ma "L'Espresso" non ha mai scritto il contrario, ha solo segnalato che i vani sono lievitati da sette a 12 grazie a una «diversa distribuzione degli spazi interni»), che «la ristrutturazione è stata autorizzata dalle autorità competenti», concludendo che «l'autorizzazione paesaggistica è stata rilasciata dall'allora sindaco Secondo Amalfitano 4 anni prima (!) della nomina di Renato Brunetta a ministro».

L'AFFARE A ROMA
Per Brunetta il mattone è una vera passione. Un altro affare, così, lo mette a segno a Roma nel 2005, quando compra un appartamento di 74 metri quadri con veranda in legno e affaccio su Porta Latina a soli 113 mila euro. Una cifra irrisoria per quella zona: Brunetta riesce ad acquistare a un prezzo così basso grazie a uno sconto del 40 per cento concesso a tutti gli inquilini del palazzo, che era di proprietà dell'Inpdai, l'ente pensionistico dei dirigenti d'azienda. Il socialista ne era inquilino dagli anni Ottanta, quando era arrivato a Roma come consulente di Gianni De Michelis al ministero del Lavoro.

Come molti altri vip, anche il professore di economia era riuscito a ottenere un appartamento di un ente pubblico con un affitto a canoni irrisori (l'affitto non ha mai superato i 350 euro mensili). Quando nel 2005 l'ente ha venduto il suo patrimonio con forti sconti, Brunetta non ci ha pensato su e ha approfittato - legittimamente - della svendita. «L'appartamento ha una superficie di 74 metri quadri, non di pregio, situato in zona semiperiferica di Roma» chiosa Brunetta nella querela contro di noi. Ma che l'ex ministro abbia fatto un bel colpo è un dato di fatto.

Basta leggere le carte del catasto: nel 2011 l'ex ministro ha deciso di comprarsi un appartamento più grande sull'Ardeatina (una casa di due piani, giardino, piscina, 10 stanze e cinque bagni) e ha così ceduto in permuta la vecchia casa, che è stata valutata ben 600 mila euro. In pratica in sei anni l'appartamento dell'Inpdai ha quintuplicato il suo valore, garantendo a Brunetta una plusvalenza (calcolò il "Fatto Quotidiano") di 487mila euro.

INCHIESTA A RIOMAGGIORE
Non sappiamo se Report ha acceso un faro sulla compravendita romana. Brunetta, però, ha dichiarato che alcuni vicini avrebbero visto i segugi della Gabanelli aggirarsi anche a Riomaggiore, nelle Cinque Terre, nei pressi di un'altra casa di proprietà del politico, diventata famosa nel 2010 perché finita in un'inchiesta giudiziaria della procura di La Spezia (indagine che non coinvolse, va sottolineato, il deputato Pdl). L'ex ministro comprò un piccolo rustico di 40 metri quadri circa (divisi su due piani) pagandolo 40 mila euro. A cui ha aggiunto - come da lui stesso dichiarato ai pm che lo interrogarono - circa 150 mila euro per la ristrutturazione.

Brunetta per comprare casa nella zona chiese consiglio a Franco Bonanini, al tempo presidente del Parco delle Cinque Terre, vicinissimo a Pd ma buon amico del politico veneziano: fu Bonanini a indicare il rudere sul promontorio vista mare di Montenero e a seguire tutte le pratiche burocratiche. Qualche mese dopo l'acquisto della casa, però un'inchiesta sulla "cricca" dell'ente parco portò in galera proprio Bonanini e un'altra quindicina di persone, accusate a vario titolo di corruzione, truffa, concussione e violenza privata: il processo è iniziato lo scorso settembre.

Il nome di Brunetta e la storia del rustico spuntarono fuori nell'ordinanza d'arresto firmata dal gip nel 2010. In pratica Bonanini e i suoi sodali, per ingraziarsi il ministro, fecero una serie di operazioni illecite sul rustico, al tempo ancora di proprietà di tal Stefano Pecunia, ma già promesso al deputato. «Ogni operazione riguardante l'immobile» scrive il giudice per le indagini preliminari «viene direttamente curata da Franco Bonanini, che ne dispone i lavori di ristrutturazione, con spese a carico dell'Ente Parco e della cooperativa Sentieri e Terrazze». In particolare, i soldi sarebbero stati presi da alcuni fondi pubblici destinati a un sito chiamato Canneto.

Non solo: in previsione della vendita l'immobile «veniva sottoposto a modifiche strutturali, che non potevano essere attuate se non da residenti nel comune di Riomaggiore da almeno 10 anni, come previsto dal regolamento del Parco». Solo Pecunia, dunque, avrebbe potuto fare quel tipo di lavori sul casolare, e non il futuro proprietario Brunetta: per il gip «la disponibilità di Pecunia a mantenere l'intestazione sulla proprietà sarebbe stata deliberatamente compensata con la somma di euro 5000», soldi che Bonanini si impegna ad elargire usando la cassa dell'Ente Parco e di cui «verosimilmente», dice il gip, Brunetta era totalmente all'oscuro.

I lavori di ristrutturazione vengono affidati dalla "cricca" a Daniele Carpanese, che per trasportare i materiali usa anche un elicottero, il cui uso era totalmente illecito. In pratica, tutta l'attività di Bonanini e degli altri «indagati sembrerebbe essere riconducibile al tentativo di aggraziarsi il ministro e acquisire così, nei confronti dello stesso, una sorta di "debito di riconoscenza"».

Brunetta, ascoltato tre anni fa in qualità di testimone, si è detto allibito per le intercettazioni e le millanterie dell'amico Bonanini, e ha spiegato che il prezzo rustico, pagato 40 mila euro, era congruo viste le sue condizioni. I pm gli hanno creduto, e non l'hanno mai indagato. Per la cronaca, pare che la casa oggi sia in vendita: per chi fosse interessato Brunetta sembra pronto a liberarsene per 250mila euro.

 

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