ALDISSIMO, MONTISSIMO! BUSI MASOCHISTA: “SE MONTI RESTA AL GOVERNO E CI MASSACRA DI TASSE NOI CI SENTIREMO ONORATI PER MANCANZA DI SCELTA” - “TUTTI SI DIMOSTRANO FALLIMENTARI, ANCHE GRILLO CON I SUOI ASSOLUTISMI DA PULPITO, PER NON PARLARE DI BERSANI CHE SI COMMUOVE AL PENSIERO DEL PARROCCO: MILLE VOLTE MEGLIO MONTI E PERSINO FORNERO, MEGLIO DEI VERI NEMICI DEL POPULISMO CHE DEI FINTI AMICI DELLA DEMOCRAZIA”…

Davide Vecchi per Il Fatto Quotidiano

"Se Monti resta al governo e ci massacra di tasse noi ci sentiremo onorati per mancanza oggettiva di scelta, capisce? Il mondo ci dice che per noi il professore è il migliore, dal Fmi alla Merkel. Saremmo dei coglioni a non votarlo. Io poi lo voterei solo per una ragione: è lui ad aver esautorato Berlusconi gettandolo finalmente nel ridicolo internazionale che gli compete, non il Pd". Aldo Busi tenta di non parlare da scrittore ma da "semplice cittadino che ha contatto con la realtà, a differenza di questi politicanti, uno più corrotto dell'altro".

Perché, riflette a voce alta, "tutti si dimostrano fallimentari, anche Beppe Grillo con i suoi assolutismi da pulpito incorporato, per non parlare di Bersani che si commuove al pensiero del parrocco e dello sciopero che da ragazzino organizzò tra i chierichetti: mille volte meglio Monti e persino il ministro Fornero, meglio dei veri nemici del populismo che dei finti amici della democrazia". È un fiume in piena, Busi, da arginare (purtroppo) con alcune domande.

Andiamo con ordine. Lei vota?
Certo e invito tutti a votare, tutti: è l'unico modo che abbiamo per farci sentire. Votare significa scendere a compromessi con l'ideale sbagliato che ognuno si fa di sé, è a torto che ci sentiamo migliori quasi sempre di chi votiamo turandoci il naso e anche qualcos'altro.

Voterebbe Monti?
Ce lo invidia il mondo intero, a quanto pare. Se non ce lo teniamo passiamo per un popolo di smidollati. Dobbiamo ritrovare l'orgoglio del potere civile sui politici al potere, io rispetto le leggi e pago le tasse, tutte. Voto chi oltre a dare delle regole le rispetta anche. E poi chi vuole che ci invidi Bersani, su. Al solo pensiero della Bindi al governo vorrei annegare di acqua anche benedetta con un'ostia di lisca nel canarozzo. Bindi, D'Alema, Veltroni, Franceschini, Letta: bastaaaa preti in abiti civili... Be', se è per questo, anche Monti non scherza... Le sembra confortante per me dare le stesse preferenze di Ratzinger e di Casini? Le do contro di me per quanto io riesca a intravedere del bene a medio termine del Paese.

È più rottamatore renziano o anticasta grillino?
Ma chi se ne frega del linguaggio altrui? Mica dovrò fare mio anche quello! Parlo da coscienza della nazione esasperata. Da noi ciò che dovrebbe essere normale, come un minimo di etica e di rispetto formale e sostanziale del patto sociale viene considerato un evento straordinario che stride con lo stesso Dna del politico italiano. Ancora si fa spallucce della condizione elementare che un complesso industriale debba già nascere e tenersi aggiornato con il progresso dei dispositivi insiti nelle norme di sicurezza e tutela della salute del lavoratore, è orribile che ancora qualcuno sappia di dare morte in cambio di pane e possa continuare impunito su questo viale di cipressi cimiteriali chiamato busta paga a fine mese.

Renzi o Grillo?
Anche Renzi l'ho assunto facendo di necessità virtù, proprio come anche un astemio talvolta deve ingurgitare un grappino per rinvenire, con lui lo scenario sarebbe sicuramente cambiato, forse persino in positivo, ma è giovane, ha tempo. Grillo invece, per me è out, ha mostrato la corda. Io ne ho le palle piene dei sacerdoti dell'assoluto come Mussolini, Berlusconi, Grillo, il mago Otelma, che resta il migliore nel suo genere e alle elezioni non mi costringe a scegliere tra lui con i suoi paludamenti e lui senza paludamenti perché altro il convento non passa, nel senso che non passa che frati con o senza saio.

Eppure...
Eppure la situazione è questa, drammatica. Il popolo trattato come una mandria di ovini, la politica fatta per tornaconto personale e non per il bene comune. Ma come si fa a non delegare ad altri, a non fidarsi? Basta guardare il fallimento anche pedagogico di Berlusconi, incapace di lasciare, di Alfano dice che non ha il quid, poi Alfano dimostra di saperselo dare e Berlusconi, invece di gioirne come avrei fatto io al posto suo, zac, lo castra, e ne nasce un putiferio tra Alfano e Dell'Utri, traDell'Utri e Berlusconi, una comica insensata tra vecchi galli e pulcinotti di cui fare carne ai ferri, ai ferri corti. Un buon politico cresce i propri delfini, Grillo invece li ha cacciati. Favia e Salsi sono il futuro invece lui li emargina, vuol dire che Grillo è già finito: fi-ni-to. Un re è tale per i delfini che lascia. Niente delfino, niente re. I delfini, destinati a diventare re, mal sopportano ogni suggeritore occulto dietro il sipario.

Quindi?
Non voglio più dittatoruncoli, non voglio più vedere Berlusconi con la Lega o con l'Udc che a sua volta deve allearsi con il Pd che si allea alla fine con la qualunque basta non perdere i voti dei cattolici, che neppure esistono più e comunque sono indecifrabili e doppi di natura soprattutto in una cabina elettorale. Piuttosto Monti tutta la vita e anche la Fornero frignona ministro o al Quirinale, peggio non sarà di Napolitano con la faccenda delle intercettazioni delle chiacchierate scambiate con Mancino e lo stop alla pubblicazione delle medesime decretato ora anche dalla Consulta alla Procura di Palermo. Ci sono 15 milioni di italiani che non hanno di che cibarsi e scaldarsi, dovremo confiscare i capitali inappropriatamente requisiti al popolo da questi politicanti del passato tuttora troppo presenti. Intanto ridurre dell'ottanta per cento ogni pensione, ogni fringe, ogni beneficio e andare a vedere bene se hanno avuto facile accesso a mutui spesso spropositati allorché il piccolo imprenditore deve finire in mano ai cravattari perché una banca gli rifiuta diecimila euro di prestito.

Farsi ridare i soldi che hanno rubato?
Nel modo più subdolo: legale. È come il sequestro dei beni ai mafiosi. Oggi la mafia è quella dei parlamentari, non a caso si parla di patto tra Stato e mafia. Io non la penso come Ingroia, è lui che la pensa come me, fosse solo per questioni anagrafiche. Ma di lui mi fido quasi quanto di me.

La Consulta è stata chiara, le intercettazioni delle telefonate Napolitano e Mancino vanno per l'appunto distrutte.
Un errore clamoroso, un autogol perché il segreto di Stato ormai è considerato dai cittadini e dall'opinione pubblica uno strumento per coprire le malefatte dei potenti. Sono, in pratica, segreti dell'antiStato. Monti renda tutto divulgabile, tolga i segreti. E anche il ministro Cancellieri, ci lasci con un memorabile e geniale colpo di teatro, lei ha la stoffa per permetterselo: apra tutti gli armadi tenebrosi degli ultimi cinquant'anni. Aria, aria, aria!

Se lei fosse Monti cosa farebbe?
Fortunatamente non mi sono mai candidato, me lo propongono da 20 anni. Oggi potrei fare un bel partito con donna Assunta Almirante e, per essere più allegri, ci metterei, toh, un Cicchitto. Prenderei un sacco di voti lo stesso e aprirei tutti i cassetti, gli archivi di Stato: io non voglio essere loro complice, non voglio le loro briciole sanguinolente, a me fanno schifo. E se me le danno, posso acconsentire ad accettarle solo per ridistribuirle una volta mondate dal martirio delle vittime sacrificali che sono costate. L'onestà è faticosa ma rompe le palle in modo meraviglioso ai corrotti, anche ai corrotti per niente, come scrivo ne "El especialista de Barcelona".

Non è né rottamatore né grillino, sostiene che Monti ci tocca quasi per destino e parla quasi da sovversivo e anarchico...
Per carità, non diamo nomi altisonanti al mero amore per la giustizia e per la cernita delle mele marce fuori dal paniere delle istituzioni, io sono solamente schifato dalla mancanza di etica e di buon senso, di giustizia e senso civico, di questa classe politica impresentabile. La gente è affamata, massacrata dalle umiliazioni e dalle vessazioni continue nei tribunali, negli ospedali, nelle scuole, persino negli asili per l'infanzia, e lasciamo Equitalia per un'altra volta. Io per primo ho pagato e pago una montagna di tasse e non ho nemmeno la minima, eppure dico ben venga Monti. Nel mio romanzo, guardi, cito anche una malinconicissima frase di De Masitre, "Non so come sia la vita di un mascalzone, perché non lo sono mai stato, ma la vita di un uomo onesto è abominevole". E chiudiamola qui.

 

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