parisi lavazza

UN CAFFE’ TI TIRA SU. ANCHE IN CAMPAGNA ELETTORALE – “LAVAZZA” ACQUISTA IL 25% DI “CHILI”, LA STREAMING TV DI STEFANO PARISI. CON 25 MILIONI DIVENTA SPONSOR DELL’EX CANDIDATO SINDACO DI MILANO ORA CANE SCIOLTO (O QUASI) DEL CENTRODESTRA 

 

Gianluca De Maio per la Verità

 

Stefano Parisi, già candidato sindaco a Milano e fondatore di Energie per l' Italia, più o meno un think tank con ambizioni politiche di centrodestra, ha più di un motivo per festeggiare le feste natalizie. Il colosso del caffè Lavazza ha deciso di investire nella sua Chili, il portale di video in streaming fondato nel 2012. Una holding finanziaria riconducibile alla famiglia, proprietaria della nota azienda torinese di caffè, ha infatti acquistato il 25% di Chili. L' operazione, confermata dalla Luigi Lavazza spa, ammonta più o meno a 25 milioni di euro.

 

lavazza

Fondata nel 2012, Chili si è affermata sul mercato italiano e ha lanciato il servizio anche in Gran Bretagna, Polonia, Germania e Austria. Tra gli azionisti ci sono Paramount pictures, Sony pictures entertainment, Viacom e Warner bros, ed è stata premiata nel 2017 da Frost & Sullivan come miglior european entrepreneurial company per il suo innovativo servizio di video on demand. Al di là dei nomi altisonanti, i conti delle creatura di Parisi non brillano di luce propria e sono tinti di un colore che tende al rosso. Nel corso dei suoi cinque anni di vita, il servizio ha accumulato ben 25,5 milioni di perdite così distribuite dal 2012 a oggi: 1,8 milioni nel 2012, 3,5 milioni nel 2013, 4,2 milioni nel 2014, 7,6 milioni nel 2015, 8,4 milioni nel 2016.

 

stefano parisi

Al tempo stesso il valore complessivo della produzione ha raggiunto gli 8,8 milioni mentre i suoi costi arrivano a toccare i 16,9 milioni di euro, praticamente il doppio. Secondo indiscrezioni di stampa nel corso del 2016, l' azienda ha portato a termine la conversione di un prestito obbligazionario (2,5 milioni) e il collocamento di azioni (7,6 milioni) al fine di raccogliere 10,2 milioni di euro per un aumento di capitale riservato all' ingresso di Paramount e Warner bros (per l' 8,67%, dietro concessione per la licenza di trasmissione di loro contenuti per un importo pari a 7,6 milioni) e di Sony (per il 5%) nel gruppo azionario.

 

lavazza1

Con l' ingresso di Lavazza nella compagine sociale appare chiaro che l' azienda si stabilizza dal punto di vista finanziario e trova nuove risorse per svilupparsi in un business che nel suo complesso appare promettente e in crescita. Nessuno immagina collegamenti con l' imminente campagna elettorale e tanto meno che Parisi usi questi soldi per finanziarie il tour in giro per l' Italia. Di certo, però, l' ingresso di Lavazza si dimostrerà un sostegno portentoso per rimuovere il neo che Parisi avrebbe dovuto fronteggiare tra un dibattito e l' altro.

 

Meno di un mese fa, alla presentazione del simbolo, non si è limitato a criticare Matteo Renzi o i sindacati, ma ha riservato parole pungenti anche al resto del centrodestra. «Occorre recuperare lo spirito del 1994», ha detto specificando per tutta la durata del Megawatt milanese ciò che lo differenzia dai futuri alleati di governo, quasi a rimarcare di non considerarsi come una costola di Forza Italia.

 

berlusconi parisi

 «Da oltre 20 anni a oggi», ha spiegato Parisi, «una classe politica sotto ricatto ha continuato a perdere pezzi di potere per darlo alla magistratura. Sarebbe bastato», e questo è l' attacco più pesante rivolto agli alleati, «che la politica si fosse liberata dei corrotti per poter riformare il Paese». Il risultato è che «abbiamo magistrati a ogni livello politico: sindaci, segretari di partito, presidenti di Regioni e presidenti del Senato». Riferendosi palesemente a Pietro Grasso che nelle stesse ore, ma a Roma, presentava Liberi e uguali.

 

MATTEO SALVINI E STEFANO PARISI

In pratica, presentare al pubblico un' azienda, che ormai non è più una start up, come un progetto che ha smesso di tingersi di rosso e che ha risolto e sistemato l' intera posizione finanziaria, aiuterà Parisi a prendere posizioni ancora più liberali e di critica senza vedersi rinfacciare perdite e debiti. Per un politico-imprenditore è sempre delicato sostenere temi scomodi su fisco, burocrazia e infrastrutture se prima non ha dimostrato agli elettori di saper amministrare in modo produttivo il proprio condominio. Ora il problema sembrerebbe non porsi più.

 

Al netto delle ricadute politiche, appare altrettanto chiara la scelta della famiglia Lavazza che tramite la cassaforte ha scelto di scommettere una fiche su un settore molto distante dal proprio core business. L' azienda ha investito più di 1 miliardo tra la metà del 2016 e la metà dell' anno che si sta concludendo acquisendo marchi storici come Carte noire. Deve aver deciso di differenziare con l' idea di tirare la linea fra qualche anno e portare a casa le plusvalenze.

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