calenda bonino

ANVEDI CHE FIELE, E DIRE CHE ERANO ALLEATI - CALENDA E BONINO SE LE DANNO DI SANTA RAGIONE SUL RING ZTL DEL COLLEGIO ROMA 1 – LA LEADER RADICALE AFFONDA: "IL MONDO NON GIRA INTORNO A QUELLO CHE FA CALENDA” – CARLETTO “BULLO DA SOLO” RISPONDE: “È DIVENTATA DIPENDENTE DI LETTA E FRATOIANNI DOPO ESSERSI FATTA ELEGGERE CON PRODI E BERLUSCONI. LEI E LETTA, AVRANNO PENSATO ‘FORZIAMO LA MANO, TANTO CARLO ‘NDO VA?’”

Tommaso Labate per il “Corriere della Sera”

 

CARLO CALENDA E EMMA BONINO

«Alle menzogne e agli insulti di Emma Bonino io non rispondo perché sono un signore, e mi hanno insegnato che agli insulti non si risponde con altri insulti. Ma lo vuol sapere che cosa mi diceva sempre la Bonino? Me l'ha ripetuto tante volte nei mesi scorsi, quando ci parlavamo tutti i giorni, "vedi, Carlo, io da radicale sono sempre stata contro i dipendenti della sinistra perché noi radicali, i vecchi candidati indipendenti della sinistra, li chiamavamo così: dipendenti". E che cos' ha fatto poi? È diventata dipendente pure lei. S' è fatta eleggere da Prodi, da Berlusconi e ora è diventata dipendente di Letta e Fratoianni».

MARIA ELENA BOSCHI CARLO CALENDA EMMA BONINO MEME

 

Il collegio senatoriale di Roma centro come il ring di Kinshasa che nel 1974 ospitò l'incontro tra il George Foreman e Muhammad Alì. Così come allora c'era in palio molto di più del titolo dei pesi massimi della boxe, oggi c'è in gioco molto di più di un posto a Palazzo Madama. Gli autocelebratisi pesi massimi del riformismo all'italiana, Calenda e Bonino, l'uno contro l'altra e viceversa. Fino a due settimane fa erano dalla stessa parte della barricata. Poi, dopo l'accordo sottoscritto da Letta con Verdi e Sinistra italiana, l'uno se n'è andato dalla coalizione col Pd e l'altra ci è rimasta.

carlo calenda emma bonino

 

«Guardi che non c'è neanche tanto bisogno di ricordare a Calenda che è uno che si rimangia le parole dette e i patti firmati. Perché Calenda lo sa da solo», scandisce Bonino, ricordando come comunque «se proprio devo essere sincera, nel mio mondo c'è altro e comunque il mondo non gira attorno a quello che fa Calenda». Sfidarlo in un confronto televisivo? «S' è parlato», spiega l'ex ministra, «di un confronto nazionale tra tutti i leader di coalizione.

 

Se poi c'è possibilità di fare un confronto tra tutti i candidati del collegio di Roma centro, compresi quelli del centrodestra e del Cinque stelle, io non mi tiro indietro».

CARLO CALENDA CON EMMA BONINO

Mentre parla, Calenda tradisce la frenesia del pugile che già saltella a bordo ring; c'è un momento in cui parla di sé in terza persona, come facevano Diego Maradona o Mike Tyson. «Bonino ha alimentato la diceria del Calenda che si rimangia i patti?

 

Ecco, è una menzogna sulla quale preferirei soprassedere. Ma se facciamo questo confronto con Emma, allora per sicurezza mi porto il mio bel telefonino con tanto di WhatsApp mandati a Letta e Della Vedova e gli orari delle telefonate fatte a entrambi, corredati dai giorni della settimana.

 

Da lì si evince senza ombra di dubbio che li avevo avvertiti per tempo che, nel caso di accordo con Fratoianni e Bonelli, me ne sarei andato io», dice il leader di Azione tutto d'un fiato. Non prende neanche respiro, aggiunge subito: «Un confronto con Emma, che vedo sarà candidata contro di me nel collegio di Roma, non può prescindere dalle idee che abbiamo per il territorio. Sono proprio curioso di sentire come le sue idee si distanzieranno dalle mie, visto che nemmeno un anno fa la Bonino ha sostenuto il sottoscritto nella sfida contro il Pd e Gualtieri per il sindaco».

 

EMMA BONINO CARLO CALENDA

Come nella canzone di Adriano Celentano, quella dei «due caratteri diversi» che «prendon fuoco facilmente», Calenda e Bonino sono pronti alla miccia della grande sfida anche se in fondo le loro ragioni, quantomeno programmatiche, si somigliano. Lui odia il moderatismo, lei è radicale da sempre; entrambi, lei con qualche decennio d'anticipo, vista l'anagrafe, hanno manifestato allergie partitocratiche. Anche se, maligna il leader di Azione, «quando è stato chiarissimo che me ne sarei andato dalla coalizione e prima dell'accordo con Renzi, Bonino e Letta pensavano di tenermi per i cosiddetti con la questione delle firme da raccogliere, convinti che mi sarei spaventato».

 

carlo calenda emma bonino

Un trucchetto tipico dei vecchi vizi della partitocrazia, insomma? «Loro due hanno pensato, ingenuamente, "forziamo la mano con Carlo, tanto 'ndo va? », conclude lui. Lasciando in sospeso la convinzione, consolidata negli animi di chi li conosce bene entrambi, che sarà sfida, e sfida vera, senza esclusione di colpi. Con le regole spietate del maggioritario: la cintura del campione dei pesi massimi, a Kinshasa nel 1974 come nella Roma del 25 settembre 2022, la può indossare soltanto uno.

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