CONTROCORDINE, COMPAGNI CGIL – DOPO LE MINACCE DI SCIOPERO LA CAMUSSO FA DIETROFRONT: ‘RENZI HA ACCOLTO MOLTE NOSTRE RICHIESTE’ – ‘LA MANCATA CONCERTAZIONE? SE QUALCUNO NON TI INCONTRA MA FA QUELLO CHE CHIEDI, VA BENE COSÌ’

Paolo Griseri per ‘La Repubblica'

Molte reazioni positive e un silenzio sdegnato. In serata è questo il bilancio per Matteo Renzi. Dopo la settimana delle minacce, le parti sociali sembrano apprezzare le linee della manovra su fisco e lavoro. «Pare siano state accolte molte richieste del nostro piano lavoro», commenta Susanna Camusso.

Solo 48 ore fa il sindacato di corso d'Italia lamentava la mancata consultazione dei sindacati da parte del premier, ipotizzava un'attitudine di Renzi, «a sottovalutare l'importanza della concertazione» e addirittura preconizzava la possibilità di una mobilitazione contro il governo. Qualche deputato del Pd aveva scherzato su Facebook: «Hanno inventato lo sciopero a prescindere». Acqua passata.

«È condivisibile - dice Camusso - l'idea di tornare a mettere al centro il lavoro, l'intervento sulla diminuzione dell'Irpef per le' fasce di reddito più deboli, l'aiuto alle piccole e medie imprese, la diminuzione dell'Irap pagata con l'incremento delle tasse sulle rendite finanziarie ». E le mancate consultazioni, il rischio che il sindacato finisca nell'angolo? «Se qualcuno non ti incontra ma accoglie le tue proposte, va bene così», taglia corto Camusso intervistata da Lilli Gruber (su la7). Positive le reazioni anche degli altri due sindacati confederali.

«Renzi non ha voluto confrontarsi con noi ma ha preso a piene mani dalle nostre proposte», dice il leader della Cisl, Raffaele Bonanni. Che aggiunge maliziosamente: «Ha fatto sue le nostre idee senza poterlo dire», come se le critiche del premier ai sindacati fossero un gioco delle parti. In realtà poche ore fa, mentre Camusso ipotizzava la mobilitazione contro il governo, Bonanni criticava Renzi per la sua polemica con la Cgil e per il fatto di dialogare con il leader della Fiom, Maurizio Landini, irritando la segreteria confederale di corso d'Italia.

Per il leader della Uil, Luigi Angeletti, «la manovra del governo è ottima». Naturalmente tutti i sindacati apprezzano con riserva. «Aspettiamo la verifica dei fatti nelle buste paga del primo maggio», dice Bonanni. «Attendiamo i testi dei provvedimenti e le iniziative a tutela dei pensionati più bisognosi», aggiunge Camusso. È però un fatto che le prime reazioni agli annunci del governo siano positive.

Diviso il fronte degli imprenditori, a dimostrazione che la geografia interna del mondo dei datori di lavoro è molto più frastagliata di quel che normalmente appare. Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, esprime tutta la soddisfazione di chi, dietro il bancone di un negozio, spera di veder tornare il pubblico per effetto degli aumenti in busta paga. «È molto positivo - dice Sangalli - che si sia deciso di diminuire la tassazione sulle famiglie».

Unico rammarico della Confcommercio è che la riduzione dell'Irpef non riguardi i lavoratori autonomi (i quali peraltro sono stati più volte accusati, nel corso degli anni, di ridursi le tasse da soli). Clamoroso è invece l'unico silenzio della giornata, quello di Confindustria.

Né Giorgio Squinzi né gli altri leader di viale dell'Astronomia ritengono opportuno commentare gli annunci di Renzi. Il premier sembra aver ascoltato solo in piccola parte la richiesta di riduzione dell'Irap più volte avanzata dall'associazione degli imprenditori. E soprattutto lo ha fatto contrapponendo la tassazione sulle rendite a quella sulle attività produttive e destinando la parte maggiore dei vantaggi fiscali alle piccole e medie imprese. Insomma, nel derby Irpef-Irap, Squinzi perde la partita. Come accade spesso, di questi tempi, al suo Sassuolo.

 

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