IL CANTO DEL GALLIANO - LO STILISTA CACCIATO PER INSULTI ANTI-SEMITI RACCONTA IL SUO CALVARIO: “ERO UN ALCOLIZZATO, MA NON VOLEVO AMMETTERLO”

Da "Excite.it"

John Galliano is back. E non solo sulle passerelle, ma nella sua vita. Il talentuoso stilista cacciato da Christian Dior a seguito degli insulti antisemiti rivolti a una coppia in un bar di Parigi ha raccontato in un'intervista esclusiva a Vanity Fair - la prima da quell'episodio - la verità sul periodo che lo stava trascinando in un abisso, non solo professionale ma anche esistenziale.

"Stavo per finire in manicomio o sottoterra", ha dichiarato alla giornalista Ingrid Sischy a proposito degli abusi di droga e alcol di due anni fa, commentando: "Sembrerà un po' strano, ma sono grato che sia accaduto ciò che è accaduto. Ho imparato molto su di me. Ho riscoperto quel ragazzino affamato di creatività che pensavo di avere perso. Sono un sopravvissuto".

A trascinarlo verso l'abisso lo stress del lavoro, ma non la necessità di trovare ispirazione. "Non ho mai bevuto per essere creativo o per trovare nuove soluzioni", ha detto Galliano, spiegando invece di aver fatto ricorso prima all'alcol come a "una stampella fuori da Dior" e poi "per dormire dopo le collezioni". Ma quando le collezioni sono aumentate, ha incominciato a diventarne schiavo e così ha iniziato a prendere pillole "perché non riuscivo a dormire" e quindi "perché non riuscivo a smettere di tremare", continuando a bere "tutto quello che mi capitava sotto mano: vodka e vodka-tonic".

Una spirale distruttiva, di cui lo stilista dice di aver avuto consapevolezza, soprattutto dopo aver letteralmente perso dei giorni per aver bevuto fino a non avere più coscienza di sè - "Non mi lavavo, ero coperto di piaghe e umiliato" - e che in quella famosa notte del 2011 lo ha portato a rivolgere insulti antisemiti a una coppia in un bar di Parigi. "Quando sono venuti a dirmi che cosa terribile avevo combinato, stavo camminando in tondo, senza rendermi conto di quanto fossi caduto in basso. Il mio assistente mi ha detto del video e quando l'ho visto ho vomitato".

Da lì la decisione di farsi ricoverare in un centro di recupero, dove è stato in completo isolamento per settimane, con la sola Linda Evangelista che andava a trovarlo. Fino a che Kate Moss lo ha contattato per chiedergli di confezionare il suo vestito da sposa: "Disegnare l'abito di Kate mi ha salvato, perché è stato il mio rehab creativo", ha dichiarato Galliano, aggiungendo: "Lei mi ha dato la possibilità di essere di nuovo me stesso".

E quando al matrimonio il padre della top lo ha ringraziato personalmente per quanto fatto per sua figlia e i presenti si sono alzati in piedi per tributargli una standing ovation, lo stilista si è reso conto di non essere solo, rivedendo in qualche modo una luce in fondo al tunnel.

Oggi Galliano è sobrio da due anni e guarda avanti, ma come ha spiegato a Sischy gli insulti antisemiti di quella notte restano come una macchia indelebile sulla sua vita: "E' la cosa peggiore che abbia mai detto in vita mia, ma non la pensavo veramente. Ho cercato di capire per quale motivo la mia rabbia sia stata diretta contro quella razza. Oggi mi è chiaro che all'epoca ero così arrabbiato e insoddisfatto di me stesso che dissi la cosa più maligna mi potesse venire in mente".

Un fantasma che con cui sta provando a convivere leggendo libri sulla storia ebraica e l'Olocausto, consapevole che resterà con lui per sempre.

 

gallianogallianoJOHN GALLIANO gallianoJohn Galliano al commissariato di ParigiJOHN GALLIANO

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