MA CHE GALEAZZO DICI? TI SERVE UN BIGNAMINO DI STORIA - IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FRATELLI D’ITALIA, GALEAZZO BIGNAMI, NEL SUO ATTACCO SCONSIDERATO A OSCAR LUIGI SCALFARO HA DETTO UN BEL PO’ DI CAZZATE - L’EX PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NON HA MAI LIBERATO 300 MAFIOSI, VISTO CHE IL COLLE NON HA QUESTO POTERE - LA MANCATA PROROGA DEL 41-BIS (IL CARCERE DURO AI MAFIOSI) A CUI HA FATTO RIFERIMENTO IL MELONIANO? ERA UN ATTO AMMINISTRATIVO DI COMPETENZA MINISTERIALE SENZA ALCUNA RESPONSABILITA’ DEL QUIRINALE - L'ATTACCO DI "AVVENIRE" A BIGNAMI E L’INTERVENTO DI PAOLO CATTANEO, NIPOTE DI SCALFARO: “QUELLO CHE È PENOSO È CHE UN PARLAMENTARE NON SI DOCUMENTI, L'IGNORANZA È UNA COSA BRUTTA CHE È DA COMBATTERE"
1. AVVENIRE, 'QUEL FANGO GRATUITO E INGIUSTO DI BIGNAMI SU OSCAR LUIGI SCALFARO'
GALEAZZO BIGNAMI ALLA CAMERA - FOTO LAPRESSE
(ANSA) - Le parole di Galeazzo Bignami su Oscar Luigi Scalfaro rappresentano una ricostruzione "fantasiosa" e "storicamente infondata". In un approfondimento dal titolo 'Quel fango gratuito e ingiusto di Bignami su Oscar Luigi Scalfaro', firmato da Marco Iasevoli, Avvenire ricostruisce punto per punto le affermazioni pronunciate ieri in Aula dal capogruppo di FdI, contestando in particolare la tesi secondo cui l'allora presidente della Repubblica avrebbe "liberato 300 mafiosi".
"Nel novembre del 1993 non vennero liberati 300 mafiosi, ma per 334 detenuti non fu prorogato il regime di 41-bis. I detenuti passarono al regime carcerario ordinario, non uscirono di prigione", ricorda il quotidiano, sottolineando che la responsabilità della decisione fu rivendicata dall'allora ministro della Giustizia Giovanni Conso.
"Il presidente della Repubblica non aveva alcun potere sul tema", si evidenzia ancora. Iasevoli ripercorre anche la storia politica dell'ex capo dello Stato, divenuto nel tempo "inviso al centrodestra". Ma Bignami, sottolinea, "è andato oltre, sfondando il muro del livore e del fango" - si legge ancora nell'articolo - centrando l'obiettivo di distogliere "l'attenzione dal voto" della Camera sul caso Delmastro.
In un secondo intervento, dal titolo 'La verità su Scalfaro, il 41-bis e una storia che non è mai esistita', Alberto Gambino richiama la sentenza della Cassazione del 2023 sul processo sulla trattativa Stato-mafia, secondo cui la mancata proroga del 41-bis fu "un atto amministrativo di competenza ministeriale", senza responsabilità di Scalfaro. "La critica politica è legittima, sempre.
GALEAZZO BIGNAMI - FOTO LAPRESSE
Ma ha un limite invalicabile: il rispetto dei fatti", si legge nell'editoriale. La tesi secondo cui, senza l'elezione di Scalfaro al Quirinale, Paolo Borsellino sarebbe diventato presidente della Repubblica e sarebbe ancora vivo è definita "emotivamente potente, ma storicamente infondata". Il giudizio finale è netto: "Quando si confondono i ruoli istituzionali, si ignorano le sentenze e si riscrive la storia per sostenere una tesi politica, non si fa memoria. Si fa disinformazione".
2. IL NIPOTE DI SCALFARO, 'COMPASSIONE PER CHI LO USA PER ATTACCARE GLI ALTRI'
(ANSA) - "Non ho seguito l'intervento ma ho ricevuto tante telefonate di gente indignata. Quello che è penoso è che un parlamentare non si documenti, l'ignoranza è una cosa brutta che è da combattere". Così Paolo Cattaneo, nipote dell'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro commenta al telefono con l'ANSA le parole pronunciate alla Camera dal deputato di Fratelli d'Italia Galeazzo Bignami. "Si ha la sensazione di un intervento di gente che è alla canna del gas, che è disperata e che per attaccare gli altri tira fuori un presidente della Repubblica morto da quasi 15 anni - ha aggiunto -. Cosa dire? Compassione, poveracci".
"A me viene quasi da sorridere, il livello del Parlamento forse è un pochino sceso - ha spiegato ancora il nipote di Scalfaro, Paolo Cattaneo, commentando le parole di Galeazzo Bignami -. Io rispetto le opinioni politiche ma un tempo quando c'erano uomini di un certo livello, di ogni parte politica, dalla destra, alla sinistra, al centro, venivano rispettati da tutti anche se erano persone di parere totalmente diverso.
galeazzo bignami alla camera foto lapresse
C'era un rispetto, una dignità e tra queste personalità rispettate da tutti c'era Scalfaro per esempio". Anche se gli attacchi allo zio non sono mai mancati nel corso degli anni, quando Scalfaro era vivo, come ha raccontato il nipote ricordando i tre no a Silvio Berlusconi nel 1994 durante la crisi del suo primo governo.
"La strumentalizzazione" della figura di Scalfaro "iniziò quando era ancora presidente della Repubblica e quando disse quei tre no a Berlusconi - ha spiegato -. Certo lì incominciò tutto. Potrei stare un'ora a raccontare tutto quello che è capitato, le aggressioni sottili a volte, anche quando era magistrato".
E poi alla sua morte, "in tutti i Comuni, tutte le Province, le Regioni, ci fu un minuto di silenzio, era il 2012 - ha proseguito -, con delle contestazioni e in alcuni Consigli comunali al momento del minuto di silenzio uscirono dall'aula diversi esponenti della Lega e anche qualcuno di Forza Italia".
"A me avevano insegnato che di fronte alla morte ci vuole rispetto, uno può pensare nel modo che crede ma il rispetto ci vuole. Bignami? No, non lo conosco - ha concluso Paolo Cattaneo -, non gli vorrei dire nulla ma quando si sentono queste cose c'è un po' di desolazione, perchè dico 'rispettate la storia'. Probabilmente gli avranno fatto una testa così. D'altronde, quando si è anche un po' istigati...".
GALEAZZO BIGNAMI - FOTO LAPRESSE
galeazzo bignami foto lapresse
giovanni donzelli e galeazzo bignami atreju 2025 foto lapresse
IGNAZIO LA RUSSA GALEAZZO BIGNAMI



