andrii sybiha volodymyr zelensky giorgia meloni

CARA GIORGIA, VANNO BENE LE PAROLE, MA ORA PASSA AI FATTI – IL MINISTRO DEGLI ESTERI UCRAINO, ANDRII SYBIHA, HA MESSO NERO SU BIANCO LE RICHIESTE DI KIEV SU CUI LA MELONI TENTENNA: INNANZITUTTO, GLI ASSET RUSSI. IL PROGRAMMA DI PRESTITI SAFE, CHE PREVEDE 15 MILIARDI PER L'ITALIA E, SOPRATTUTTO, IL PURL, IL MECCANISMO COSTRUITO IN AMBITO NATO PER L'ACQUISTO DI ARMI AMERICANI A CUI L'ITALIA NON HA ANCORA ADERITO – LA DUCETTA DEL COLLE OPPIO CONTINUA A TENERE IL PIEDE IN DUE STAFFE: RIMANE AGGANCIATA AL TRENO UE NELLA DIFESA DI KIEV, MA È RESTIA A PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP…

giorgia meloni volodymyr zelensky foto lapresse

PRESSING DI ZELENSKY SU ARMI E ASSET RUSSI MELONI CHIAMERÀ TRUMP

Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “La Stampa”

 

[…] Zelensky varca il portone di Palazzo Chigi con l'ultima etichetta che gli ha affibbiato Donald Trump: un piazzista da circo. È di lui, dell'imprevedibile e caustico presidente americano, che parleranno per la maggior parte del tempo.

 

[…] Ma c'è anche altro di cui i due hanno discusso, che nella comunicazione ufficiale si legge solo tra le righe. Entrambi non scrivono di aver parlato di aiuti militari e finanziamenti europei.

 

Eppure, risulta che Zelensky, dopo aver ringraziato Meloni «per il pacchetto di assistenza energetica e per le attrezzature necessarie» (i generatori in arrivo, ndr), sia tornato sull'argomento. Agli ucraini servono missili per proteggere le infrastrutture strategiche.

 

andrii sybiha

A rendere pubblica questa necessità è Andreij Sybiha, il ministro degli Esteri ucraino, anche lui presente a Palazzo Chigi, che in un lungo post su X rivela il contenuto del suo colloquio con Antonio Tajani.

 

Dopo aver ringraziato il collega italiano per il dodicesimo pacchetto di armi, fa un elenco delle richieste ribadite al governo di Roma e su cui Meloni tentenna: «Decisioni urgenti - le definisce - per rafforzare il nostro Paese e aumentare la pressione sull'aggressore». Innanzitutto, gli asset russi: «È importante consentire finalmente il pieno utilizzo dei beni congelati».

 

Poi, i nuovi strumenti finanziari messi a disposizione dall'Unione europea: secondo Sybiha «per aiutare l'Ucraina» bisogna accelerare «sul programma di prestiti Safe», che prevede 15 miliardi per l'Italia. Infine, il Purl, il meccanismo costruito in ambito Nato per l'acquisto di armi americani a cui l'Italia non ha ancora aderito.

 

giorgia meloni volodymyr zelensky foto lapresse

«Vanno ulteriormente aumentati i contributi all'iniziativa Purl» conclude secco. Sybiha scrive sui social nel tardo pomeriggio. Poco dopo, alle 21, il vicepremier della Lega Matteo Salvini va in tv e dice: «Basta armi, la guerra è persa».

 

IL PRESSING RECIPROCO TRA I DUE LEADER E LA PREMIER EVOCA «CONCESSIONI DOLOROSE»

Estratto dell’articolo di Marco Galluzzo per il “Corriere della Sera”

 

Dietro la facciata di un incontro costruttivo e di reciproca fiducia, al di là dei comunicati ufficiali che rendono omaggio alla controparte (gli ucraini agli aiuti italiani, il nostro governo al sostegno di massicce garanzie di sicurezza per Kiev se verrà raggiunta la pace), quello che emerge dai 90 minuti di faccia a faccia fra Meloni e Zelensky è anche un’altra storia.

DONALD TRUMP - VOLODYMYR ZELENSKY - CASA BIANCA, 17 OTTOBRE 2025 - FOTO LAPRESSE

 

Una storia in cui le pressioni dello staff ucraino su Roma sono state esplicitate in modo netto, sottolineando tutti i gap che stanno segnando l’indirizzo del governo italiano nelle ultime settimane, e una comunicazione della nostra premier che ha anch’essa i registri di un pressing franco, ma di marca opposta.

 

[…]

 

Di sicuro fanno stato le parole chiare, pubbliche, che ieri sono state messe nero su bianco dal ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, che a Palazzo Chigi ha educatamente fatto un sorta di elenco della spesa di ciò che Kiev chiede all’Italia e che finora non ha visto:

 

donald trump volodymyr zelensky alla casa bianca

un ruolo proattivo e più forte sullo sblocco degli asset russi congelati in Belgio, l’uscita dal limbo di una non decisione rispetto al programma Purl, l’acquisto di armi americane che finora ha coinvolto più di 15 Stati della Ue ma non Roma (armi da girare a Kiev, come chiesto dallo stesso Trump), e infine persino il dirottamento di alcune risorse (per l’Italia 15 miliardi di euro) che il programma europeo Safe dedica al rafforzamento delle forze armate degli Stati membri.

 

L’Italia è fra coloro, 4 Stati su 19, che non impiegheranno una quota dei fondi per gli aiuti militari all’Ucraina. C’è abbastanza carne al fuoco per ritenere che non tutto sia filato liscio, che alcune distanze siano state per la prima volta espresse, da entrambe le parti, in modo netto.

 

volodymyr zelensky giorgia meloni foto lapresse

Del resto Meloni, almeno per il Pd e il resto delle opposizioni, continua a stare con un piede in due staffe, agganciata agli sforzi europei nel difendere Kiev, anche dagli attacchi diplomatici degli Stati Uniti, ma allo stesso tempo restia a prendere un minimo di distanza dal taglio molto ruvido che Donald Trump sta imprimendo ai negoziati in corso.

 

"ORA ROMA CI SOSTENGA CON ARMI A LUNGO RAGGIO SÌ AI DRONI CON LEONARDO"

Estratto dell’articolo di Fabio Tonacci per “la Repubblica”

 

andrii sybiha.

Il ministro degli Affari esteri ucraino lo chiama «pacchetto deterrenza». Contiene, tra le altre cose, l'idea di fabbricare droni insieme, Ucraina e Italia, al limite delocalizzando sul nostro territorio.

«È tra gli argomenti di cui Zelensky ha discusso con Meloni», spiega Andriy Sybiha, capo della diplomazia di Kiev, venuto a Roma insieme col presidente.

 

In cosa consiste, esattamente?

«Misure per rafforzare l'esercito ucraino e renderci più autosufficienti, aumentando anche la nostra produzione di droni. Al momento produciamo il 40% del fabbisogno, l'obiettivo è arrivare al 50% nel futuro prossimo».

 

Sui droni state discutendo di una collaborazione con Leonardo?

«Sì, siamo pronti a coprodurre, condividendo esperienza e tecnologie con l'Italia».

 

[…] Cosa può fare l'Italia per aiutarvi a raggiungere un accordo di pace?

volodymyr zelensky giorgia meloni foto lapresse. 7

«Sostenere le garanzie di sicurezza, soprattutto l'idea della vostra premier di sviluppare un meccanismo di protezione che parta dall'articolo 5 della Nato. Ma deve essere legalmente vincolante».

 

Qual è la soluzione che proponete per le garanzie?

«Presenza militare degli alleati europei con il supporto organizzativo degli Stati Uniti e adesione all'Ue. È ciò che chiede almeno il 65% della nostra gente, abbiamo bisogno di chiarezza dai nostri partner».

 

[…] State chiedendo altri aiuti militari all'Italia?

andrii sybiha.

«Prima di tutto, voglio ringraziare ogni famiglia italiana per il sostegno dato dall'inizio della guerra. Sugli aiuti abbiamo quattro priorità. La prima sono i sistemi di difesa aerea, Samp-T e Patriot. La Russia usa la migrazione come arma: con ogni attacco massiccio cerca di spingere la nostra gente a lasciare il Paese, per minare morale ed economia. Quanto migliore sarà la nostra difesa aerea, tanto più forti saranno entrambi».

 

[…] La seconda […]?

«Capacità a lungo raggio»

 

L'Italia può davvero fornirla?

«Sì».

 

trump zelensky casa bianca

E cosa?

«Sono argomenti sensibili. Posso però dire che avete il potenziale e che fornircelo contribuirà anche alla vostra sicurezza. La Russia deve sperimentare le conseguenze della guerra sul proprio territorio: se loro attaccano le nostre infrastrutture energetiche, noi attacchiamo loro».

 

Le altre priorità?

«Il pacchetto deterrenza».

 

State chiedendo a Meloni di inviare truppe italiane come garanzia?

«Vogliamo capire quale contributo ogni Paese possa fornire nel sistema di garanzie […]. In ogni caso avremo bisogno di truppe sul terreno e in tal senso e abbiamo già avuto conferme della disponibilità di diversi Paesi».

VOLODYMYR ZELENSKY E GIORGIA MELONI

 

Non dell'Italia, però.

«Ogni Paese ha il suo potenziale».

 

Ci sono partiti come la Lega che non intendono mandarvi altri aiuti militari.

«Sì, lo sappiamo, stiamo seguendo da vicino. Ovviamente, ogni politico ha una base di elettori a cui deve rispondere. Il nostro interesse è di chiudere questa guerra, fermare l'aggressione russa e creare una nuova architettura di sicurezza in Europa».

volodymyr zelensky giorgia meloni foto lapresse volodymyr zelensky giorgia meloni foto lapresse. volodymyr zelensky e donald trump a new york volodymyr zelensky giorgia meloni foto lapresse

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