CARO ME COSTA 'STO SVAPO! - ORMAI LE RICARICHE DELLE SIGARETTE ELETTRONICHE COSTANO COME UN PACCHETTO DI BIONDE. L’AUMENTO DELLE TASSE PRODURRA’ UN CALO DEI CONSUMI. ED I MONOPOLI RINGRAZIANO - I TABACCAI STAPPANO LO CHAMPAGNE 

 

Erika Tomasicchio per La Repubblica

 

FUMO STRETTA SIGARETTA ELETTRONICA

Sigarette elettroniche sommerse di tasse che potrebbero mandarne in fumo le vendite. Dal primo gennaio di quest’anno i liquidi di ricarica per le e-cig non si possono più vendere online, ma solo in tabaccherie e rivendite autorizzate. Con pene severe, fino a 40.000 euro, per chi trasgredisce. A introdurre le novità è stata la legge di Bilancio approvata a dicembre e il decreto fiscale collegato. I liquidi sono ora monopolio di Stato.

 

A essi, anche se privi di nicotina, si applica un’imposta di consumo di 0,39344 euro più Iva per ogni millilitro. Ciò comporta, per una minuscola boccettina da 10 ml, un rincaro sul prezzo di vendita di circa 4,50 euro, che ne rende il costo proibitivo per i consumatori. Il balzello, facendo schizzare i prezzi delle e-cig alle stelle, potrebbe disincentivare l’uso e mettere a dura prova il settore dello svapo.

KATHERINE HEIGL FUMA LA SIGARETTA ELETTRONICA DA DAVID LETTERMAN jpeg

 

Un iter controverso. Le novità arrivano dopo un iter parlamentare lungo e complesso. Il divieto di vendita online (ma solo in tabaccherie e rivendite autorizzate) è stato inserito, per i soli liquidi contenenti nicotina, da un emendamento al decreto fiscale proposto in Commissione Bilancio dalla senatrice Simona Vicari, per il quale la parlamentare è stata vittima di minacce e insulti, nonché di una protesta davanti a Montecitorio di commercianti e utenti.

 

Le nuove norme mirano a “Regolamentare un settore che rischiava di trasformarsi in una giungla nella quale ognuno poteva fare quello che voleva senza curarsi delle questioni di salute pubblica o della tutela dei minori nell'accesso a tali prodotti”, come precisato dalla stessa in una nota all’indomani delle proteste. 

 

SIGARETTA ELETTRONICA

A novembre una sentenza della Corte Costituzionale ha confermato la legittimità dell’imposta anche per i liquidi senza nicotina. La Consulta ha avvalorato la scelta – respingendo gli argomenti del Tar Lazio contro la legittimità dell’imposta di consumo sui liquidi da inalazione, vigente dal 2015 – e facendo presente come l’attuale livello di conoscenze in materia di fumo elettronico non assicuri l’innocuità dei liquidi senza nicotina, molto attrattivi nei confronti di giovani e non fumatori. Secondo la Corte Costituzionale è dunque ragionevole sottoporre a un identico regime fiscale, comunque più lieve rispetto al tabacco tradizionale, tutti i liquidi da inalare.

 

A seguire, un altro emendamento (Boccadutri - Rotta) alla legge di Stabilità aveva tentato di ridurre le tasse. Ma alla fine la legge approvata alla Camera ha lasciato inalterato il balzello, esteso il divieto di vendita online anche ai liquidi senza nicotina e stabilito il passaggio degli stessi sotto il controllo del Monopolio di Stato. Il reato di contrabbando di tabacchi, inoltre, ora si applica anche alle sigarette elettroniche.

 

sigaretta elettronica x

Il giro di vite anti-evasione. I prodotti per le e-cig diventano così più tracciabili e sicuri, e si punta a contrastare l’evasione fiscale legata alla contraffazione. D’altronde già nel 2016, l’intergruppo parlamentare sulla sigaretta elettronica denunciava grosse perdite per le casse dello Stato, circa 200 milioni in meno in due anni, a causa di: “una totale mancanza di controlli fiscali e sanitari per i liquidi che entrano in Italia dall’estero che, sommati al comportamento elusivo dei consumatori che comprano gli ingredienti per poi miscelarli con la tecnica del fai da te”.

 

POSTI DI LAVORO A RISCHIO

SIGARETTA ELETTRONICA

Il nuovo regime fiscale ha scatenato le ire degli ‘addetti ai lavori’: “Tutti devono essere consapevoli del fatto che l’industria italiana del vaping è tutt’altro che fuori pericolo. E con questo livello di tassazione i piccoli esercenti corrono comunque il rischio di chiusura” denuncia l’Anafe, associazione di categoria dei produttori di sigarette elettroniche e liquidi da inalazione, facente capo a Confindustria. Mentre le aziende del settore già promettono nuove battaglie giudiziarie.

 

Soddisfazione, invece, è stata espressa dalla Federazione italiana tabaccai: “È un bene che un mercato come quello delle sigarette elettroniche, finora distorto dall’assenza di regole certe, sia stato finalmente regolamentato e che si vogliano tutelare la salute pubblica e le casse dello Stato” è il commento del presidente nazionale Giovanni Risso.

 

SIGARETTA ELETTRONICA

Ad aprile prossimo, inoltre, si attende un altro giro di vite: l’Aams, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – come riporta la legge di Bilancio - dovrebbe fissare entro fine marzo con un proprio decreto i requisiti richiesti ai commercianti per conservare l’autorizzazione a vendere i liquidi da inalazione. Tale autorizzazione potrebbe essere revocata da Aams in caso di abusi o illeciti. I negozianti dovranno rispettare il divieto di vendita ai minori.

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”