lotti titti brunetta

CYBERGUERRE: CHI HA IMPALLINATO “TITTI” BRUNETTA? BELPIETRO E I TROPPI DUBBI SULLA DENUNCIA DEL SOTTOSEGRETARIO LUCA LOTTI: “TRA I TANTI CHE SCRIVONO SCIOCCHEZZE SUI SOCIAL LOTTI HA MESSO NEL MIRINO PROPRIO LADY BRUNETTA. SI TRATTA SOLO DI UN CASO? SIAMO SICURI CHE LA MACCHINA DEL FANGO NON SIA A PALAZZO CHIGI?"

RENZI LOTTIRENZI LOTTI

Maurizio Belpietro per La Verità - laverita.info

 

Siamo sicuri che la macchina del fango non operi dalle parti di Palazzo Chigi? Io no e vi spiego subito perché. Ogni giorno i social network riversano sugli uomini politici, sui giornalisti e su chiunque abbia un po' di visibilità tonnellate di accuse grevi. In passato Enrico Mentana annunciò di voler chiudere il proprio profilo Twitter proprio a causa delle volgarità che riceveva via web e io stesso, pur non rinunciando ai cinguettii, evito di rispondere a sconosciuti in cerca di notorietà che postano ingiurie e stupidaggini: meglio ignorarli che promuoverli a interlocutori.

 

titti e renato brunettatitti e renato brunetta

Ciò detto, è da giorni che mi interrogo sulla ragione per cui il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Luca Lotti, fra i tanti che lo attaccano e scrivono sciocchezze, abbia scelto di mettere nel mirino proprio Beatrice Di Maio, alias Tom masa Giovannoni Ottaviani, un' arredatrice più conosciuta come Titti, ovvero la moglie di Renato Brunetta. Già, perché Lotti, a due settimane dal referendum e con ben sette mesi di ritardo, si è sentito diffamato da un tweet neppure troppo pesante scritto con lo pseudonimo di Beatrice Di Maio.

 

Come dicevo, in Rete si trova di tutto, spesso baggianate, ma ciò che ha postato Titti-Beatrice, suscitando le ire dell' uomo soprannominato Lampadina, altro non era che una frase contenuta in un brogliaccio giudiziario, ossia un' intercettazione in cui un collaboratore dell' ex ministro Federica Guidi parlava di una foto di Graziano Del Rio con i mafiosi. Titti-Beatrice non fa cenno a Lotti, ma il tweet è corredato da un' immagine del ministro dei Lavori pubblici in compagnia di Renzi, della Boschi e perfino del sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Non c' è un' accusa al braccio destro del premier e nessuna frase che definisca Lotti un mafioso. Tuttavia non si può nascondere che l' accostamento risulti malizioso. Basta per querelare?

 

RENZI LOTTIRENZI LOTTI

Per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio evidentemente sì e perciò, il 15 novembre, il suo legale si è presentato ai carabinieri di Firenze sporgendo denuncia contro Beatrice Di Maio. In quel momento nessuno sapeva se Beatrice fosse una persona in carne e ossa o uno pseudonimo. Non lo sapeva, o per lo meno ufficialmente non aveva la possibilità di saperlo, Lotti. Non lo sapevano i carabinieri e neppure la Procura, che il 15 non fece neppure in tempo a prendere visione della querela

 

Eppure il 16 novembre il quotidiano torinese La Stampa dà notizie di un' inchiesta avviata a Firenze contro un profilo Twitter da cui partono accuse al governo. Nell' articolo si fa un collegamento neppure troppo velato tra il cognome usato nell' account e quello del vicepresidente della Camera, Luigi di Maio, ipotizzando l' esistenza di una struttura del Movimento 5 stelle che in rete diffama gli avversari politici. In pratica, si suppone che la Casaleggio associati e i suoi fan abbiano creato una piattaforma per la cyberguerra politica.

titti brunetta e renatotitti brunetta e renato

Fango da mettere nel ventilatore, anzi nel computer.

 

Ma tempo pochi giorni e si scopre, da un articolo dell' ottimo Franco Bechis, che Beatrice Di Maio non esiste, non è una supporter grilli na bensì lo pseudonimo della moglie di Brunetta. E a questo punto vengono spontanee alcune domande. La prima è la più ovvia: come mai, fra tanti che si prendono la briga di attaccarlo nascondendosi dietro l' anonimato o la scarsa notorietà, Lotti ha pescato proprio il nome di Beatrice Di Maio? È stata una scelta casuale oppure consapevole?

 

BOSCHI LOTTIBOSCHI LOTTI

Tradotto: Lotti sapeva o non sapeva che Beatrice si chiamava Titti ed era la consorte del capogruppo di Forza Italia? Seconda domanda: chi ha spifferato al giornalista della Stampa la notizia della denuncia ai carabinieri e della struttura segreta pentastellata poi rivelatasi falsa? Difficile che la storia sia uscita da Firenze, più probabile che la manina sia di qualcuno che ruota intorno a Palazzo Chigi.

 

E soprattutto: chi ha messo sulla strada il bravo collega consentendogli di risolvere il mistero? Come spiega nell' articolo in questa pagina l' esperto Massimo Manarini, scovare l' identità di chi si nasconde in Rete non è la cosa più semplice del mondo, soprattutto se non si dispone dei mezzi della polizia postale, e a ogni buon conto, anche avendoli, per avviare le ricerche non è sufficiente una denuncia, ma serve il via libera di un magistrato.

 

renato brunetta con la moglie tittirenato brunetta con la moglie titti

Chi ha montato il caso ipotizzando una Spectre grillina sapeva o non sapeva della signora Brunetta? Voleva colpire il Movimento 5 stelle o aveva nel mirino la sposa di uno dei più acerrimi nemici di SISTEMI SOFISTICATI Oggi è tutto molto più complicato: i sistemi di sicurezza dei vari social ti avvisano in caso di accesso non autorizzato o addirittura di accesso da altri browser o altri pc, poi c' è il doppio si Renzi?

 

RENZI E LOTTIRENZI E LOTTI

Le domande non sono oziose, soprattutto perché da tempo si rincorrono voci di dossier sugli esponenti dell' opposizione e su apparati dello Stato alla caccia di cose molto riservate. Una ricerca divenuta spasmodica proprio in prossimità della scadenza referendaria. La piattaforma per la cyberguerra politica, insomma, non sarebbe grillina e nemmeno forzista. Forse Gatto Silvestro voleva mangiarsi il canarino Titti, ma non è andata come pensava.

RENZI LOTTIRENZI LOTTI

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…