IL CAV HA L’INCUBO PRODI - “BENE MARINI, BISOGNA EVITARE DI ARRIVARE ALLA QUARTA VOTAZIONE. PUÒ SUCCEDERE DI TUTTO”

Carmelo Lopapa per "La Repubblica"

«È Marini il nostro candidato. Anche nel passato si è dimostrato amico». Silvio Berlusconi esordisce così e non è ammesso contraddittorio, all'assemblea dei parlamentari Pdl riuniti alla Camera dopo le 21. Sta per chiudersi la giornata folle e concitata delle trattative ultime, dei faccia a faccia decisivi, del vortice di telefonate in cui crollano i muri e tutti parlano con tutti.

Ma il Cavaliere sa che la partita è ad alto rischio, anzi di più: «Temo che Bersani non riesca a tenere compatto il Partito democratico su quel nome, non è detto ce la faccia e dopo, tutto può succedere», confida ai più stretti collaboratori a margine della riunione serale.

E il nome infatti vacilla sotto le picconate di renziani e vendoliani, proprio nei minuti in cui il leader Pdl sta parlando per il serrate la file dei suoi: «Votatelo compatti, scrivete Franco e non Francesco, voglio andare ad Udine e celebrare la vittoria» dice, perché, in tutto questo, Berlusconi ha confermato per oggi pomeriggio la presenza alla kermesse elettorale per le regionali in Friuli.

In realtà, le ore che hanno preceduto la votazione di oggi non lasciano presagire nulla di buono, sul fronte pidiellino. E il «dopo, tutto può succedere» di Berlusconi allude all'incubo personale del Cavaliere, all'approssimarsi dell'ombra di Prodi. «Bisogna evitare di arrivare alla quarta votazione», insiste coi 97 deputati e 91 senatori. E spiega: «Franco Marini viene dal popolo, non è di centrodestra, ma è una persona positiva e seria, si è dimostrata in passato super partes, come nel 2008 dopo la caduta del governo Prodi, e per noi non è una sconfitta».

Come dire, sarà più facile da spiegare ai suoi elettori. Poi rianima le truppe: «Siamo sopra di cinque punti, i sondaggi dicono che si assottiglia il distacco personale tra me e Renzi », perché il voto a breve resta il suo orizzonte, se l'operazione Quirinale salta e nessun governo di larghe intese prenderà forma. I toni del resto sono sempre da battaglia, di nuovo contro la magistratura: «Le loro associazioni sono società segrete», affonda al cospetto dei parlamentari.

Per il momento, la carta Marini è disposto a giocarla. Gran tessitore dell'operazione Gianni Letta, abruzzese come l'ex presidente del Senato, d'intesa con il nipote della trincea opposta, Enrico Letta. Sembra che quando le auto blindate con a bordo Berlusconi e, appunto, Letta hanno lasciato Palazzo Grazioli poco prima delle 10 del mattino, abbiano raggiunto sia Giuliano Amato che dopo, a Palazzo Giustiniani, proprio Franco Marini.

Con loro il Cavaliere ha voluto parlare personalmente, prima di rientrare in residenza alle 13,30 con auto diverse da quelle consuete per depistare i giornalisti. Ha voluto cogliere le sfumature, raccogliere le garanzie necessarie sul «governo di larghe intese», unico vero obiettivo.

Nei colloqui ripetuti, il segretario Pd aveva offerto al Cavaliere proprio una rosa di tre nomi: Amato, Marini e D'Alema. Dialogo a quanto pare non solo telefonico, se è vero - come raccontano alcune fonti - che un faccia a faccia segreto potrebbe esserci stato tra i due nella notte precedente o nelle prime ore del mattino, nonostante le smentite. Berlusconi, di suo, aveva scelto Amato. «Ma la Lega non lo voterebbe mai - ha spiegato poi ai suoi - e nel Pd avrebbe più problemi di altri».


La scelta dunque cade sull'ex presidente del Senato. «Con lui avremo chance maggiori per dar vita a un governo coi nostri dentro» è la sua tesi. «E anche sull'assalto dei magistrati sarebbe un interlocutore non ostile» continua nel vertice a oltranza andato avanti da ora di pranzo per ore con Alfano, Verdini, Schifani, Brunetta e pochi altri a Palazzo Grazioli.

L'ufficio di presidenza previsto al mattino era stato già annullato. Quindi, il leader Pdl comunica il suo via libera a Bersani nel pomeriggio. I due concordano di tenere a rapporto i rispettivi gruppi parlamentari solo in serata, il più tardi possibile, alle 21, per evitare che il partito dei «franchi tiratori» si organizzi. Ma nella notte quel partito si era già materializzato.

Anche il centrodestra d'altronde non sarà compatto su Marini. Roberto Maroni in serata fa sapere che i 40 grandi elettori leghisti voteranno oggi Manuela Dal Lago. «Il nostro no deciso a Prodi, Amato e Monti», è la linea. Sebbene non vi siano grosse preclusioni personali sull'ex presidente del Senato. «Vedremo se la notte porterà consiglio» dicono dal Carroccio. Marini non potrà contare nemmeno sui nove grandi elettori di Fratelli d'Italia di La Russa e Meloni. Il Parlamento sarà un puzzle.

 

berlusconi prodiprodi berlusconi facetofaceVIGNETTA BENNY BERSANI E BERLUSCONI INSIEME A LETTO BEPPE GRILLO E ROMANO PRODI FRANCO MARINI FOTO LA PRESSE

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...