khamenei proteste iran

“COLPISCE LA MANCANZA DI SOLIDARIETÀ DEI GIOVANI DELL’OCCIDENTE DI FRONTE AL MARTIRIO DEI LORO COETANEI IRANIANI” – ALDO CAZZULLO BIASIMA IL SILENZIO DELLE PIAZZE PER I RAGAZZI DI TEHERAN – “QUESTO VUOTO FINISCE PER ESSERE UN REGALO AGLI AYATOLLAH. DI FRONTE A UNA TEOCRAZIA VIOLENTA, NON SCHIERARSI EQUIVALE A STARE CON KHAMENEI” - SERRA: “MOLTI DEGLI ATTIVISTI PRO-PAL CHE VEDONO NELLA CAUSA PALESTINESE UN PUNTO DECISIVO DEL CONFLITTO TRA NEOIMPERIALISMO "BIANCO" E POPOLI OPPRESSI, PER LORO LIMITI IDEOLOGICI NON SONO IN GRADO DI RILEVARE QUELLE FORME DI OPPRESSIONE, DI REPRESSIONE E DI VIOLENZA DI STATO CHE NON RIENTRINO IN QUELLO SCHEMA. È COME SE GLI MANCASSE UN PEZZO DEL RADAR”

IL SILENZIO DELLE PIAZZE 

Dalla rubrica delle lettere del “Corriere della Sera” 

 

donne iraniane si accendono sigarette bruciando la foto di khamenei

Caro Aldo, da alcuni giorni mi chiedo come mai nessun accenno di solidarietà ai martiri iraniani da parte delle piazze pro Pal e pro Maduro. Questi eroi stanno morendo e combattendo per la loro, la nostra e vostra libertà. 

Massimo Balzola 

 

Sbaglio o non vedo grandi mobilitazioni per i fatti iraniani, particolarmente da parte dei cosiddetti pacifisti, sempre pronti a scendere in piazza in «altre» occasioni? 

Alberto Ragazzini 

 

Il silenzio di gran parte della società nostra, ma anche di molti politici nostrani e dei tanti gruppi sempre in piazza, a proposito di quanto succede in Iran, non fa che confermare la voluta cecità di tutti costoro, inebriati ancora e sempre di ideologie. 

Santo Bressani Doldi 

 

Risposta di Aldo Cazzullo 

Cari lettori, di solito le critiche «perché si manifesta per questo e non per quello» suonano pretestuose. Ma stavolta è diverso. Colpisce la mancanza di solidarietà dei giovani dell’Occidente di fronte al martirio dei loro coetanei iraniani, che protestano e muoiono per rivendicare il diritto di fare le stesse cose che in Occidente appaiono naturali: ascoltare musica, ballare, girare vestiti come si vuole, amare chi si vuole; e scegliere democraticamente da chi si intende essere governati. 

 

IRAN - PROTESTE CONTRO IL REGIME DI KHAMENEI

Intendiamoci: è normale che i giovani dell’Occidente siano più severi, più critici, più esigenti con chi appartiene alla nostra parte di mondo. Ma questo silenzio, questo vuoto finisce per essere un regalo agli ayatollah. Se le strade di Roma, di Milano, di Parigi, di Berlino, di Madrid, di Barcellona, di Londra si riempissero di giovani in sostegno della rivolta iraniana, i giovani iraniani sarebbero più forti. Poi certo se la soluzione fosse facile la si sarebbe già trovata. 

 

Non è la prima volta, dal 1979, che il regime vacilla. L’idea che torni il figlio dello Scià mi pare un po’ vaga, un po’ costruita a tavolino, tipo Karzai in Afghanistan. Ma di fronte a una teocrazia barbuta, vecchia, violenta, non schierarsi equivale a stare con Khamenei.  

 

Gli ayatollah definiscono i giovani ribelli «nemici di Dio». Ma chi lo stabilisce? Quando un uomo decide da quale parte sta Dio, sta bestemmiando. Non c’è fede, non c’è religione, non c’è pietà nelle sue parole; c’è solo attaccamento al potere, difeso dalle squadracce mascherate che sparano sui ribelli all’altezza del cuore. 

IRAN - PROTESTE CONTRO IL REGIME DI KHAMENEI

 

2 - QUANDO MANCA UN PEZZO DEL RADAR 

Michele Serra per “la Repubblica” 

 

A Teheran i manifestanti sono milioni e i morti sono centinaia, in gran parte ragazze e ragazzi, e non sono scesi in piazza per Trump, per l'Occidente o quant'altro. Sono scesi in piazza per sé stessi, la loro libertà e il loro futuro, ben sapendo di rischiare la vita e la galera. 

 

Non so dire nel resto d'Europa, ma nei volonterosi presidi di piazza italiani (pochi, e non all'altezza della gravità della situazione) non c'era, ahimè, la travolgente mobilitazione, soprattutto giovanile, che nei giorni peggiori dello sterminio a Gaza ci ha dato la speranza di un ritorno di massa all'impegno politico per una causa giusta e, chissà, per tutte le cause giuste.

 

IRAN - PROTESTE CONTRO IL REGIME DI KHAMENEI

Azzardo una spiegazione: molti degli attivisti e dei centri di mobilitazione politica che vedono nella causa palestinese un punto alto e decisivo del conflitto tra neoimperialismo "bianco" e popoli oppressi, per loro limiti ideologici non sono in grado di rilevare quelle forme di oppressione, di repressione e di violenza di Stato che non rientrino in quello schema. È come se gli mancasse un pezzo del radar. È per questa ragione che, almeno in Italia, non vedrete mai una bandiera palestinese a una manifestazione per la libertà delle donne iraniane. 

 

Ho il sospetto aggiuntivo che nelle ragazze di Teheran disposte a morire pur di uscire di casa con i capelli sciolti, queste attiviste e questi attivisti non riconoscano loro sorelle in prima fila sul fronte della lotta al patriarcato; e vedano solo, o soprattutto, il pericolo di un "passaggio di campo" dell'Iran, che libero dall'orribile morsa teocratica che lo massacra potrebbe diventare un nemico in meno dell'odiato Occidente. 

 

ALI KHAMENEI IN UNA MOSCHEA

Posto che Occidente non significa più niente: varrebbe comunque, per tutte e per tutti, il principio che la libertà è meglio della tirannia, e il sangue sull'asfalto è sempre sangue. Ma non sembra incidere, questo principio, nelle animose coscienze che si indignano solo a spicchi, a seconda che l'indignazione rientri oppure no nel loro orizzonte mentale. 

ali khameneikhamenei come maduro - meme by dagospia michele serraaldo cazzullo (2)donne iraniane si accendono sigarette bruciando la foto di khamenei

 

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