meloni zelensky salvini crosetto

È TREGUA ARMATA NEL GOVERNO – ALLA FINE IL CONSIGLIO DEI MINISTRI HA APPROVATO IL DECRETO SUGLI AIUTI ALL’UCRAINA PER IL 2026. LA LEGA, CHE PUNTAVA A SOTTOLINEARE LA PRIORITÀ AL SOSTEGNO “CIVILE”, RIMANE SPIAZZATA PERCHÉ ALL’ULTIMO MOMENTO NEL TITOLO È RICOMPARSA L’ESPRESSIONE “EQUIPAGGIAMENTI MILITARI”. DAL CARROCCIO SOSPETTANO CHE CI SIA LO ZAMPINO DI FAZZOLARI – SALVINI HA DISERTATO IL CDM (ERA IN VOLO PER NEW YORK) E IL SUO BRACCIO ARMATO, IL SENATORE LEGHISTA, CLAUDIO BORGHI, FA SAPERE CHE NON VOTERÀ IL DECRETO IN AULA – CROSETTO GONGOLA: “IL TESTO È STATO CONDIVISO DA TUTTI, NON MI PARE CHE SIA CAMBIATO MOLTO…”

CROSETTO, IL DECRETO UCRAINA CONDIVISO DA TUTTI, ACCORDO IN POCHI MINUTI

Guido Crosetto con i militari italiani della missione unifil in libano

(ANSA) - Sul decreto per gli aiuti all'Ucraina, "in meno di 10 minuti avevamo trovato un accordo, già settimane fa. Non mi pare che sia cambiato molto tranne il fatto che si sono sottolineati, giustamente, gli aiuti non militari e l'importanza della difesa aerea dell'Ucraina". A dirlo in un'intervista a Il Messaggero è il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che sottolinea: "invieremo tutto ciò che riusciremo e cioè ogni cosa possa servire per lenire il dolore e ad aiutare civili innocenti".

   

Alla domanda se è stata dura trovare un accordo, risponde: "no, per nulla". "La realtà - dice - è molto diversa dal racconto che ne è stato fatto". E ribadisce: "il decreto è stato condiviso e concordato. Con tutti", in risposta a una domanda sul ministro Salvini assente al consiglio dei ministri.

   

volodymyr zelensky e giorgia meloni a berlino

Quanto alle accuse del Cremlino rivolte a Zelensky di avere attaccato una delle residenze del presidente russo, "Putin mi ricorda il lupo della favola di Esopo ripresa da Fedro: se non basta una scusa, ne inventa una pur di poter giustificare la sua assurda violenza e una guerra che non ha ragione di esistere e che lui ha provocato - dice Crosetto -. Ma ciò che mi colpisce non sono Putin e i suoi sodali, ma gli italiani che tifano per lui perché la Russia è più forte e lui carismatico".

   

L'Italia sarebbe pronta a fornire il suo contributo, nel caso di una missione Onu dopo il cessate il fuoco? "Vedremo - è la risposta del ministro -. Per ora c'è la guerra, che peggiora ogni giorno". In merito al Donbass, "l'unico veramente aperto alla trattativa è Zelensky", mentre "Putin fa finta".

 

Quanto alla possibile soluzione sul punto "questa - sottolinea - è la proposta messa sul tavolo già un mese fa: cristallizzare l'attuale confine e creare una fascia di rispetto di 40 km. Ma, sempre i russi, fanno finta di non sentire".

 

BORGHI, NON VOTERÒ IL DECRETO UCRAINA MA SODDISFATTO DEL TESTO

claudio borghi

(ANSA) - Il decreto Ucraina "non lo voterò". A dirlo in un'intervista a Repubblica è il senatore della Lega, Claudio Borghi, dopo l'approvazione in consiglio dei ministri del provvedimento, per il quale ha trattato con gli alleati per conto di Matteo Salvini.

   

"L'avevo detto un anno fa: il decreto Ucraina del 2025 sarebbe stato l'ultimo per me - spiega -. Avevo fatto un voto, una promessa pubblica in Senato. Non posso venire meno". Precisa però di essere "molto soddisfatto" del testo.

 

"Non è stata una trattativa facile. Il punto di partenza era molto diverso: il decreto doveva essere una fotocopia degli altri anni, senza alcuna modifica - sottolinea - Invece ci siamo riusciti: scrivere che la priorità sono gli aiuti civili, sanitari, di difesa è il modo migliore per dare l'idea di un cambio di rotta".

   

SALVINI CON LA MAGLIA DI PUTIN

Ad aver vinto, secondo Borghi, è "il buonsenso. Il Copasir è fatto apposta per vigilare, per accertarsi che le cose vengano fatte con regolarità. Per la Lega ci sono io, spero sia sufficiente come garanzia, ma tutte le forze politiche sono rappresentate. Vigileremo sui singoli pacchetti. Come sulla corruzione a Kiev".

   

Quanto alla parola "militari" nel titolo del decreto e su chi l'abbia inserita, "il titolo non è mai stato discusso nella trattativa, per noi contava che ci fosse la priorità agli aiuti civili nel testo - fa sapere -. Probabilmente è stato qualcuno timoroso che sembrasse un cambiamento troppo favorevole ai desiderata della Lega. Una mancanza di stile, diciamo". Ma per il senatore quello che conta "è il testo del decreto".

   

Quanto alla richiesta della Lega di dialogare con Mosca, "sarebbe paradossale che mentre Trump conversa con Putin per ore, qui da noi non si possa parlare ai russi in vacanza", commenta. Il governo quindi dovrebbe chiamare Putin? "Quando si fa la pace - risponde Borghi - si tende la mano"

 

OK AL DECRETO UCRAINA SALVINI DISERTA IL CDM TORNA LA FRONDA LEGHISTA

Estratto dell’articolo di L. De Cic. per “la Repubblica”

 

guido crosetto matteo salvini

All'ultimo consiglio dei ministri arriva il sì: il governo sforna il decreto Ucraina, continueremo a spedire aiuti a Kiev pure nel 2026. Varo turbolento.

 

[...] nel titolo, al fotofinish, ricompare la parola «militari», cancellata invece dalla bozza concertata dai partiti di maggioranza. Parola minuta, sei lettere, che però pesa come un Leopard. Nella penultima versione, spedita domenica sera ai maggiorenti di FdI, FI e Lega, si parlava della «cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti alle autorità governative dell'Ucraina». Con l'ultimo ritocco, torna la formulazione originaria, di tutti i decreti passati: «Equipaggiamenti militari».

 

giorgia meloni volodymyr zelensky giovanbattista fazzolari a kiev

[...] Claudio Borghi, il senatore che ha trattato per conto di Salvini sul provvedimento, aveva appena brindato al cambio di titolo via tweet. Chi è stato a far rispuntare la parola all'ultimo? Dal Carroccio trapela un unico sospetto: Giovanbattista Fazzolari, il braccio destro di Giorgia Meloni. Da FdI negano, ma spiegano che la mossa è condivisa con Palazzo Chigi: «Perché di aiuti militari si tratta». Tradotto: chiamare un carro armato «mezzo» non lo rende una bicicletta.

 

La Lega, ufficialmente, fa buon viso. Anzi, rivendica. Dice di aver ottenuto che gli aiuti «prioritari» all'Ucraina saranno «logistici, sanitari, ad uso civile e di protezione dagli attacchi aerei, missilistici, con droni e cibernetici». Dunque in realtà anche militari. Ma anche questa «priorità» era sparita domenica mattina, facendo saltare i nervi a Borghi e riaprendo la trattativa. Fino al compromesso.

 

volodymyr zelensky giorgia meloni foto lapresse

Al Cdm Matteo Salvini non si presenta. Formalmente per ragioni familiari: è in volo per New York, dove trascorrerà il capodanno con la fidanzata, Francesca Verdini, e magari ci scapperà qualche stretta di mano "Maga". Manca pure il ministro della Difesa, Guido Crosetto: il decreto viene letto ai ministri presenti da Mantovano.

 

Meloni presiede, ma tace. Come l'altro vicepremier, Antonio Tajani, che poi a Montecitorio minimizza le tensioni: «Gli aiuti? Avanti come sempre. Salvini assente? C'erano altri ministri della Lega». La seduta dura meno di mezz'ora. Il tempo di approvare, di non dire niente e di scambiarsi gli auguri. [...]

 

GUIDO CROSETTO

Chiusa la pratica in Cdm, formalmente il Carroccio si dice soddisfatto e alza il pressing su altro: «Ora sarà utile avere interlocuzioni con tutte le parti coinvolte, comprese le istituzioni russe». Messaggio in bottiglia a Meloni: torni a dialogare col Cremlino. Non è l'unico fronte. Perché a sorpresa una fronda leghista promette comunque battaglia sul decreto, modificato o no. Non sembrano solo peones ribelli.

 

A scagliarsi contro il provvedimento appena licenziato dal governo è uno dei vicesegretari di Salvini, Roberto Vannacci: «A parte le acrobazie lessicali, con questo decreto si continua a garantire la prosecuzione di una guerra persa, no a ulteriori armi a Kiev». Così sostiene il generale, che fornisce pure un'indicazione di voto alle sue truppe: «Mi auguro che il Parlamento non approvi quanto stabilito oggi dal Consiglio dei ministri nel momento della conversione in legge».

 

GIOVANBATTISTA FAZZOLARI AL SENATO - FOTO LAPRESSE

Crosetto sarà in aula il 15 gennaio alla Camera, entro 60 giorni il testo va approvato pure in Senato. Sottovoce, i Fratelli sospettano: ci hanno fatto cambiare il testo e ora tentano comunque di affossarlo? Sarebbe un biscotto, versione lumbard.

giorgia meloni volodymyr zelensky foto lapresse

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