di maio solinas salvini

IUS SOLINAS – IL CENTRODESTRA SI PRENDE LA SARDEGNA. CHRISTIAN SOLINAS (47,76%) È AVANTI DI 14 PUNTI SU MASSIMO ZEDDA (33,06), CHE AMMETTE LA SCONFITTA – DEL TESTA A TESTA IN CUI SPERAVANO AL PD DOPO LE PRIME PROIEZIONI NON C’È NEPPURE L’OMBRA – GLI EXIT POLL PERÒ UNA COSA L'HANNO INDOVINATA: IL TRACOLLO DEL M5S E L’ENNESIMA SCONFITTA PER DI MAIO, CHE HA FATTO LA FINE DEL PORCEDDU E ORA VIENE ARROSTITO DAI DISSIDENTI 5 STELLE (OLTRE CHE DAGLI ELETTORI)

1 – ELEZIONI REGIONALI: SOLINAS: 'HA VINTO LA SARDEGNA'. BERLUSCONI IN PRESSING SULLA LEGA

CHRISTIAN SOLINAS

Da www.ansa.it

 

Il centrodestra vince le Regionali in Sardegna. Christian Solinas sarà, dunque governatore. "Oggi ha vinto la Sardegna. Ringrazio i sardi della fiducia, è stato premiato il progetto di governo che abbiamo presentato. Non ho mai visto un testa a testa, che non rispondeva al vero, 14 punti di vantaggio rappresentano un dato incontrovertibile", dice subito dopo la vittoria.

 

salvini sardegna

Ad ammettere la sconfitta è il candidato del centrosinistra, Massimo Zedda, che sottolinea, comunque, il buon risultato del Pd nella competizione, primo partito e sopra il Movimento cinque stelle nelle preferenze. Intanto Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni vanno in pressing su Matteo Salvini che rivendica "Un'altra vittoria sul Pd: siamo 6-0".

 

"Il risultato - dice in conferenza stampa  Zedda quando lo spoglio è oltre la metà - dà la vittoria al centrodestra. Ho provato a chiamare Christian Solinas e gli ho già mandato un messaggio per augurargli buon lavoro".

 

francesco desogus 1

Sono 933 su 1.840 le sezioni scrutinate in Sardegna per l'elezione del Consiglio regionale, il 50,7% delle sezioni complessive. I dati sono stati diffusi dalla Regione: Christian Solinas (centrodestra) è in vantaggio con il 47,16%. Poi Massimo Zedda (Centrosinistra) al 33,71%, e Francesco Desogus (M5s) con il 11,29%. Seguono Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi) con il 3,16%, Mauro Pili (Sardi Liberi) con il 2,29%, Andrea Murgia (Autodeterminazione) con l'1,84% e Vindice Lecis (Sinistra Sarda) con lo 0,63%. Le schede bianche sono 3400, le nulle 394, mentre quelle con errori e voti nulli sono 6821. Sono 153 i Comuni hanno concluso tutte le procedure dello spoglio. Trentotto i voti contestati su quelli per il presidente e 191 sulle liste.

 

MASSIMO ZEDDA

"Dalle politiche a oggi se c'è una cosa certa è che su sei consultazioni elettorali, la Lega vince 6 a zero sul Pd. Anche in Sardegna, dopo il Friuli, il Molise, Trento, Bolzano e l'Abruzzo i cittadini hanno scelto di far governare la Lega. E come in Abruzzo anche in Sardegna è la prima volta che ci presentiamo alle Regionali. Grazie a tutti quelli che hanno deciso di darci fiducia". Così il segretario della Lega, Matteo Salvini commenta il voto in Sardegna.

 

christian solinas

Una classifica parziale che al momento dà il primato al Pd, partiva però dal 22% delle regionali del 2014 ed è in leggero ritardo anche sul risultato delle politiche del 4 marzo scorso (14,8%). La Lega, che debutta in Sardegna per la prima volta con queste elezioni, supera il 12% ma non sfonda rispetto alle aspettative: recupera infatti solo poco più di un punto sulle politiche di marzo.

 

Forza Italia in netto calo: al 18% di cinque anni fa è passata al 14 delle politiche e ora si attesta sul 10%. "Dopo questo nuovo tracollo dei Cinque Stelle mi sembra che la fine del governo si stia avvicinando". Lo afferma Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, a margine di un convegno sull'Africa. "Siamo davanti a dati parziali, per cui la scaramanzia è d'obbligo, tuttavia siamo molto soddisfatti dell'ennesima vittoria del centrodestra dopo le politiche, e in particolare della crescita di Fratelli d'Italia e Lega, gli unici ad andare avanti", aggiunge.

 

francesco desogus

Tra i partiti della coalizione di centrodestra, Fdi mantiene il 4% delle politiche confermando un +2% rispetto al voto regionale del 2014.

 

Quanto al M5s, anche lui assente alle scorse regionali, si assiste ad un crollo sulle politiche di un anno fa: dal 42% al 9% circa di oggi. "E' inutile che si confronti il dato delle amministrative con le politiche - dice il capo politico del Movimento, il vicepremier Luigi Di Maio - noi a livello amministrativo abbiamo sempre avuto risultati diversi da quello nazionale e anche in questo caso la Sardegna non fa eccezione".

LUIGI DI MAIO

 

Sardegna, Di Maio: "Per il governo non cambia nulla"

 

"E' un risultato netto e chiaro e per M5s non è quello delle aspettative, ma vorrei chiarire che non ero già convinto di perdere: sapevo già che sarebbe stata una partita molto difficile". Sono le prima parole di Francesco Desogus, candidato governatore per il Movimento 5 stelle alle regionali della Sardegna.

 

"Dico solo viva la democrazia: si dà il mandato per cinque anni a chi vince le elezioni e poi si rivedrà'", così il presidente della Camera Roberto Fico rispondendo a Catania ai giornalisti che gli chiedevano del voto in Sardegna E' un dato in controtendenza quello della città di Cagliari. Nel capoluogo guidato da Massimo Zedda come sindaco, il candidato del centrosinistra arriva al 43.07%.

SALVINI IN SARDEGNA

 

2-  SARDEGNA, CENTRODESTRA TRIONFA. ALTRO FLOP PER DI MAIO: IL M5S CROLLA

Sergio Rame per www.ilgiornale.it

 

In Sardegna il centrodestra ottiene una vittoria schiacciante. Confermando gli exit poll pubblicati ieri sera, il senatore sardista eletto con la Lega, Christian Solinas, conquista il 47,57% delle preferenze mentre il sindaco metropolitano di Cagliari, Massimo Zedda, appoggiato da una coalizione di centrosinistra, si ferma al 33,28%.

 

MATTEO SALVINI IN SARDEGNA

Luigi Di Maio colleziona, invece, un'altra, pesantissima sconfitta: Francesco Desogus, il candidato del Movimento 5 Stelle, è appena all'11,28% bruciando alemeno il 65% dei voto incassati alle elezioni politiche di appena un anno fa.

 

Ieri è andato a votare soltanto un sardo su due. Proprio come cinque anni fa. Ma, come è già stato per il voto in Abruzzo, big politici e osservatori hanno attribuito la valenza di un test nazionale, sia per gli equilibri di governo sia in vista delle europee di fine maggio. E il dato che emerge dal voto di ieri incorona un'altra volta il centrodestra quale forza trainante del Paese. Solinas ha, infatti, incassato il 47,95% delle preferenze, mentre il dem Zedda si è fermato al 33,79%. Entrambi i candidati più votati sono destinati a entrare comunque in Consiglio regionale, anche se uno dei due sarà solo consigliere, ammesso che non scelga di mantenere la carica che già ricopre. Il candidato del Movimento 5 Stelle è nettamente staccato rispetto agli altri. Desogus non va, infatti, oltre l'11,11%.

conferenza stampa su reddito di cittadinanza e quota 100 10

 

Il voto si è polarizzato, a spese soprattutto dei Cinque Stelle, ma anche delle formazioni indipendentiste, che restano lontane dalla soglia del 5% necessaria per entrare in Consiglio regionale. Per quanto riguarda le liste, il centrodestra incassa il 52,05% con la Lega che conquista il 11,87% delle preferenze e si conferma primo partito della coalizione. Seguono il Partito sardo d'azione col 10,08%, Forza Italia con l'8% e Fratelli d'Italia col 4,92%. Il centrosinistra, invece, si attesta sul 30,23% con il Partito democratico che prende il 13,05% e si conferma primo partito della coalizione e della regione. Il Movimento 5 Stelle, infine, non sfonda nemmeno la soglia del 10%, ma si ferma al 9,67%.

 

3 – BATOSTA SARDEGNA, BASE M5S IN RIVOLTA

Antonio Atte per www.adnkronos.com

ROBERTO FICO

 

La batosta elettorale in terra sarda è destinata a lasciare il segno sulla pelle del Movimento 5 Stelle locale e nazionale. Una parte della base M5S è in rivolta, pronta a far sentire la propria voce dopo il magro bottino ottenuto alle regionali da Francesco Desogus, il candidato grillino alla poltrona di governatore. E c'è chi è pronto a chiedere la 'testa' di Mario Puddu: a molti, infatti, non è andato giù l''attivismo' dell'ex sindaco di Assemini - vincitore delle prime regionarie, ritiratosi dalla corsa a causa di una condanna per abuso d'ufficio - durante la campagna elettorale stellata. Il 10 marzo a Oristano si terrà una riunione del meetup con gli attivisti e alcuni portavoce locali. A quanto apprende l'Adnkronos, nel corso dell'incontro - convocato per analizzare l'esito del voto - sarà redatto un documento critico nei confronti dei vertici del Movimento per la gestione del M5S sardo.

 

Un j'accuse che mette nel mirino, oltre a Puddu, anche lo 'stato maggiore' del M5S in Sardegna, da Emanuela Corda (deputata, capogruppo 5 Stelle in Commissione Difesa) a Pino Cabras. Tra i portavoce più critici si segnala Patrizia Cadau, consigliera comunale di Oristano già candidata alla carica sindaco del Comune sardo.

luigi di maio roberto fico napoli

 

"C'è uno scollamento tra la base e i portavoce nazionali - si sfoga Cadau con l'Adnkronos -. Ritengo che il 42% ottenuto alle politiche sia stato gestito malissimo: una forza politica che esprime 16 parlamentari in una Regione come la Sardegna avrebbe dovuto fare meglio. Certamente non ha giovato il metodo con cui si è scelto il primo candidato presidente né ci ha facilitato la seconda votazione...". Per la consigliera, "Puddu deve andarsene" perché "politicamente divisivo": "Bisogna avviare una riflessione per capire come riprendere contatto con la gente", aggiunge.

 

nugnes di maio

Impietoso anche il commento di Guido Sbandi, consigliere comunale a Quartu Sant'Elena. "E' indubbio - scrive su Facebook - che il Movimento 5 Stelle sardo perde il consenso popolare, perde perché sono stati traditi i principi ed i valori che ci hanno sempre contraddistinto. E' mancata la trasparenza nelle votazioni e nelle inspiegabili eliminazioni di candidati, è mancato il rispetto delle regole interne e l'onestà intellettuale di coloro che non le hanno rispettate, è mancata la coerenza nei fatti di chi ha voluto decidere da solo senza il popolo, senza i portavoce ed i gruppi locali, è mancata la professionalità in una campagna elettorale di basso livello e non vissuta nelle piazze. Il popolo lo ha compreso e non ci ha votato".

 

DI MAIO

Intanto il capo politico Luigi Di Maio corre ai ripari accelerando sulla trasformazione del M5S. Il vicepremier respinge il confronto tra politiche e amministrative e saluta con favore l'ingresso del M5S nel Consiglio regionale sardo per la prima volta nella storia. "Il M5S è vivo e vegeto", rimarca il leader grillino, che annuncia "importanti novità" tra domani e dopodomani per quanto riguarda la riorganizzazione territoriale del Movimento 5 Stelle.

 

luigi di maio 3

Intanto però la fronda dei dissidenti torna ad alzare la voce. "La leadership di Luigi Di Maio certamente va rimessa in discussione", dice all'Adnkronos la senatrice campana Paola Nugnes. "Non credo - insiste la parlamentare 'ribelle' - che una riorganizzazione calata dall'alto sia la soluzione. Ci vuole una riflessione collettiva che porti ad una discussione profonda con proposte da valutare tutti insieme". A Nugnes replica Sergio Battelli, tesoriere del M5S Camera e presidente della Commissione Politiche Ue: "Un consiglio: affronti e sfati la profezia di Fassino, si candidi lei per guidare il M5S. Non abbiamo bisogno di picconatori ma di visione e proposte".

conferenza stampa su reddito di cittadinanza e quota 100 26SALVINI IN SARDEGNASALVINI DI MAIO CONTE BY SPINOZALUIGI DI MAIO E GIUSEPPE CONTE

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...