“LA GIUSTIZIA L’AVREI RIFORMATA COME STA FACENDO NORDIO” – CESARE PREVITI A “REPORT” RACCONTA DI QUANDO DOVEVA DIVENTARE MINISTRO DELLA GIUSTIZIA NEL PRIMO GOVERNO BERLUSCONI: “GLI DISSI CHE MI DOVEVA ASSICURARE CHE AVREMMO AFFRONTATO IL TEMA GIUSTIZIA. MA SCOPPIÒ L’IRA DI DIO. SCALFARO STOPPÒ SUBITO, PERCHÉ CI MARCIAVA, CON LA GIUSTIZIA” – VILLA SAN MARTINO COMPRATA DALLA CASATI STAMPA, I REGALI DI SILVIO, LA COLAZIONE IN CARCERE PORTATA DA TAJANI (GIÀ ALLORA IN VERSIONE CAMERIERE) E DI PIETRO: “SILVIO LO VOLEVA PORTARE AL GOVERNO. IO NO, MA ERO DIVENTATO AMICO DI DI PIETRO, CHE BELLE RISATE CHE CI SIAMO FATTI, PERCHÉ LUI È PROPRIO UN FIGLIO DI…” – “MI FA EFFETTO VEDERLO A FAVORE DELLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE? NO, MI FA L’EFFETTO DI UN DI PIETRO CHE È STATO SEMPRE FASCISTA...”
CESARE PREVITI A REPORT - SULLA GIUSTIZIA AVREI FATTO COME NORDIO
Trascrizione dell’intervista rilasciata da Cesare Previti a Luca Bertazzoni, in ond questa sera su “Report”, Rai3, e pubblicata dal “Fatto quotidiano”
Come ha conosciuto Silvio Berlusconi?
Io avevo 32 anni e Silvio ne aveva 30. E viene fuori per la questione di alcune case che e-
rano intestate alla…
Casati Stampa... Fra cui Villa San Martino.
Sì, io rappresentavo la Casati Stampa e così mi sono incrociato con Silvio.
CESARE PREVITI SILVIO BERLUSCONI
Per Berlusconi andò bene quell ’affare, visto che pagò 500 milioni di lire tutta Villa San Martino. E che dopo venne valutata 7 miliardi e mezzo.
No, l’ha pagata di più. Ma comunque non è questo il punto: il punto è che Villa San Martino non esisteva più, era tutta massacrata. Lui l’ ha guardata ’sta casa, ha capito quello che poteva venirne fuori e l’ha comprata. E 7 miliardi e mezzo la possono avere valutata dopo quello che ci ha fatto Berlusconi. Era un nulla quella proprio.
Quindi lei conosce così Berlusconi e poi diventa legale del gruppo Fininvest .
Ho cominciato a lavorare per Silvio. L’unica cosa è che non mi sono mai fatto pagare fino a quando non siamo arrivati veramente a impegni da parte mia, anche di conduzione
dell ’azienda, quasi. E quindi lì mi ha cominciato a pagare, ma nel frattempo mi ha fatto un mare di regali, ma lo faceva di sua volontà, lui diceva che aveva scoperto in me l’unico avvocato degno di questo nome.
E poi l’ha chiamata anche a Montecitorio in Parlamento.
Io gli ho detto: “Vabbè, tu mi vuoi? Però dobbiamo affrontare il problema della giustizia”. E lui l’ha capito immediatamente e ha proceduto in quella direzione. E così mal gliene incorse a lui e a me.
Sono iniziati i guai giudiziari per entrambi. E con la sua condanna definitiva per corruzione nel processo Imi-Sir, c’era Antonio Tajani che le portava la colazione in carcere in quei 4 giorni che trascorse a Rebibbia...
Vabbè quella è l’amicizia.
Lei perché è a favore della separazione delle carriere?
Ci devono essere gli accusatori, i difensori e i giudicanti: questo è il corso che deve fare la giustizia, non ce ne sono altri.
Berlusconi da lassù cosa starà pensando?
Bè, io penso che lui pensi bene, perché tutti e due abbiamo pagato un prezzo bello salato.
La separazione delle carriere era uno dei punti fondamentali del programma di Forza Italia.
Sì, è vero. E credo, spero, che si avveri, però Berlusconi ne ha scoperto la necessità con
me. Io non dovevo entrare in politica, perché Berlusconi mi aveva affidato Fininvest.
Sono andato naturalmente quando ha detto “Questo è il Paese che amo”, ’ste cose qui, quando ha fatto la discesa in campo. Poi sono tornato verso Roma, con un aereo che non era quello suo perché ne aveva uno solo allora Silvio, che era occupato… era un aereo di linea… E Letta mi dice: “Guarda, Silvio però dice che vorrebbe tanto che tu entrassi in pista… Invece tu ti sei rifiutato, non volevi”.
CESARE PREVITI OSCAR LUIGI SCALFARO
E io dico: “Io rientro in pista, però tu mi devi assicurare una sola cosa: che affrontiamo il tema della giustizia” .
Era una condizione essenziale.
E naturalmente telefonata a Silvio, “sì, bello, stupendo”, eccetera e il patto era che la prima cosa di cui ci saremmo occupati sarebbe stata la giustizia.
Infatti, lei doveva diventare ministro della Giustizia .
Come no! Ma naturalmente è scoppiata l’ira di Dio.
L’allora Capo dello Stato Oscar Luigi Scalfaro, quando Berlusconi fece il suo nome come ministro della Giustizia stoppò subito.
Grazie, perché naturalmente Scalfaro era uno di quelli che ci marciava con la giustizia.
Lei pensa che ci sia un nesso fra la discesa in campo di Berlusconi e anche sua con i guai giudiziari che poi sia lei che Berlusconi avete avuto?
Ma sicuramente.
Posso chiederle perché?
Come perché? Appena fatto il governo, Berlusconi finisce sotto inchiesta immediatamente, gli hanno subito dato questo colpo.
E lei come l’avrebbe riformata la giustizia se fosse diventato ministro allora? Così come sta facendo Nordio?
Come sta facendo Nordio. Questa che giustizia è? È giustizia politica, ma stiamo
scherzando? Ci hanno combattuto con tutti i mezzi leciti e illeciti.
Quando dice “ci hanno” a chi si riferisce? Alla Procura di Milano?
Eh, mi riferisco a tutto il nostro sistema, insomma… perché sono venuti addosso a quelli più in evidenza a cominciare da Silvio, e poi a continuare con me e poi tutto è finito a nulla.
Berlusconi e Di Pietro in Parlamento
Non è finito in un nulla, ci sono state delle condanne.
Tutto ’sto periodo non è stato normale. Quello che abbiamo vissuto negli ultimi 40 anni è mostruoso. La giustizia non esiste più nel nostro Paese, la dobbiamo ricostruire.
In questo studio lei e Berlusconi avete ricevuto Di Pietro all’epoca ...
Altro che Di Pietro, perché qui c’è passato l’uman genere, in quell ’epoca lì.
Però anche Di Pietro.
Soprattutto Di Pietro.
Perché volevate portarlo al governo.
Silvio lo voleva portare al governo. Io no, ma ero diventato amico di Di Pietro, che belle
risate che ci siamo fatti, perché lui è proprio un figlio di…
Tanti magistrati sono contrari alla riforma delle separazione delle carriere, le chiedo se le fa effetto che Di Pietro da ex magistrato sia invece a favore.
No, mi fa l’effetto di un Di Pietro che è stato sempre fascista.
cesare previti report 3
villa san martino 1
ANTONIO DI PIETRO ACCERCHIATO DA CRONISTI DURANTE MANI PULITE
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Cesare e Silvana Previti
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CESARE PREVITI OSCAR LUIGI SCALFARO
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