CHE CI FACEVA AI PRIMI DI MAGGIO DE BENEDETTI A PALAZZO CHIGI DA RIGOR MONTIS? - IL BANANA FULMINA BELPIETRO DOPO L’EDITORIALE “DIMETTETEVI TUTTI” - MENTANA UMILIA IL SONDAGGISTA - CROSETTO AMMETTE DI ESSERE UGUALE A “SHREK” - TREMONTI FUGGE DA MONTI - HOLLANDE NON RINUNCIA AL MAGGIORDOMO DI SARKÒ ALL’ELISEO - LA GELMINI FIRMA SENZA LEGGERE E SI RITROVA ALL’OPPOSIZIONE…

Il Ficcanaso per "Pocket" di giugno

1 - DE BENEDETTI A PALAZZO CHIGI
Che ci faceva intorno ai primi di maggio Carlo De Benedetti, patron del gruppo Espresso e possibile acquirente di La7, a Palazzo Chigi? L'ex amico, oggi acerrimo nemico di Silvio Berlusconi, secondo quanto riferito al Ficcanaso da fonte fidata, avrebbe incontrato proprio Mario Monti. Nulla di male, ovviamente, visto che il premier - sempre nella sede del governo - ha incontrato qualche tempo fa anche Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset. Ma resta la domanda: di cosa avranno parlato l'ingegnere e il professore?

2 - LE SPARATE DI MITRAGLIETTA MENTANA
Enrico Mentana, oltre allo share, inizia a perdere colpi. "Mitraglietta", nel Tg delle 20 del 14 maggio, ne ha infilata una dietro l'altra. Prima ha ribattezzato la Lehman Brothers "Lemon Brother". Qualche minuto dopo ha così liquidato il sondaggista Masia: "E ora un collegamento decisamente più interessante: quello con Fazio e Saviano". Masia, ancora inquadrato, non ha battuto ciglio: ma facile immaginare cos'abbia pensato.

3 - L'AUTOIRONIA DI CROSETTO
In Transatlantico era il suo soprannome, sussurrato quando parlamentari e giornalisti gli voltavano le spalle. Del resto Guido Crosetto, deputato del Pdl ed ex sottosegretario alla Difesa, una certa somiglianza con Shrek ce l'ha eccome: alto oltre due metri, corpulento, pelato e con un sorriso molto simile al protagonista del film d'animazione amato da grandi e bambini. Evidentemente consapevole del suo nickname, essendo un uomo intelligente oltre che autoironico, ha deciso di scherzarci su: e così sul profilo Twitter ha messo proprio il faccione dell'orco verde. Novità annunciata in un tweet da antologia: "Ho cambiato immagine del profilo: tanto vale riderci su".

4 - TREMONTI IN FUGA DAI MONTI
Entrambi professori. Tutti e due ministri dell'Economia. Persino un'assonanza nel cognome. Insomma, avrebbero molte cose in comune. Eppure Giulio Tremonti e Mario Monti non vanno molto d'accordo. Anzi, a dire il vero se le suonano spesso di santa ragione. A mezzo stampa, naturalmente. Alla festa per la nascita dello Stato di Israele, però, i due si sono trovati a pochi metri di distanza. Peccato che Tremonti, accortosi della presenza del premier, si sia defilato: "C'è anche lui? Per carità, dov'è l'uscita di sicurezza?", ha sussurrato divertito il tributarista prima di dileguarsi.

5 - BERLUSCONI FULMINA LIBERO
Silvio Berlusconi lo ha sempre sostenuto: "Io su quei giornali non ho nessun controllo. Anzi fanno esattamente il contrario di quello che chiedo". Ma ovviamente nessuno gli ha mai creduto e hanno continuato ad accusarlo di usare i quotidiani "amici", Libero e Il Giornale, come clave contro i nemici politici. Eppure, almeno a giudicare dall'occhiataccia che ha rifilato a Bruxelles all'incolpevole inviato del quotidiano di Maurizio Belpietro, il Cavaliere forse non ha tutti i torti.

Proprio a causa di un veemente attacco ai vertici del Pdl da parte di Libero, ai piani alti di via dell'Umiltà è scoppiato il pandemonio e Sandro Bondi si è (temporaneamente, per circa sei ore) dimesso da coordinatore. Una bella grana per Papi-Silvio che, incontrando i giornalisti a margine del vertice del Ppe, ha squadrato il cronista del quotidiano aggiungendo un'unica, emblematica, frase: "Ci siamo capiti, vero?". Come a dire: mi avete combinato l'ennesimo casino.

6 - HOLLANDE NON MOLLA IL MAGGIORDOMO DI SARKÃ’
Avrà anche rinunciato alla decappottabile di lusso per fare la sua promenade presidenziale su una più accessibile Citroën. Avrà pure evitato di prendere l'aereo per andare insieme al premier spagnolo da Madrid a Bruxelles. Ma c'è una cosa a cui il neo eletto presidente francese, Francois Hollande, non sembra voler rinunciare: il maggiordomo dell'Eliseo.

Per la precisione, essendo militare, un "aiutante di campo"; lo stesso che aiutava Nicolas Sarkozy nelle faccende domestiche. E il socialista sembra gradire. Tanto da portarselo al G8 di Camp David, nonostante Barack Obama avesse suggerito abiti casual e un clima piuttosto informale. Tanto da destare la curiosità di diversi diplomatici che hanno trovato la mise del maggiordomo decisamente fuori luogo nei boschi del Maryland: giacca nera, pantaloni grigi gessati, scarpe lucide e immacolate

7 - IL TIRO MANCINO DELLA BECCALOSSI ALLA GELMINI
"Ho firmato senza leggere il testo. Pensavo alla solita proposta sull'agricoltura". Non si dà pace Maria Stella Gelmini per aver firmato "a sua insaputa" un'interrogazione della collega Viviana Beccalossi in cui si chiedevano a Mario Monti spiegazioni sulla frase in cui chiedeva conto delle "conseguenze umane" della crisi ha chi l'ha creata. Giustificazione che l'ex ministro dell'Istruzione, fra i più tenaci sostenitori del governo dei tecnici e perciò preoccupata di prendere le distanze dal j'accuse beccalossiano, ha incautamente reso pubblica in un comunicato stampa. Che già in passato non le hanno portato fortuna. Immancabili le ironie fra i colleghi: neanche legge ciò che firma. Insomma, il classico caso di toppa peggiore del buco.

 

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