big pacino de luca

CIAO, AL! - DE LUCA BOCCIA L’INGAGGIO DI AL PACINO PER IL NAPOLI TEATRO FESTIVAL: TROPPI 700MILA EURO - L’ALTOLA’ DELLO SCERIFFO FA INCAZZARE IL DIRETTORE ARTISTICO, DRAGONE, E IL CONSIGLIERE PER LA CULTURA MAFFETTONE (CHE PERO’ ABBOZZA)

Bianca De Fazio e Conchita Sannino per “la Repubblica

 

VINCENZO DE LUCA MARIA ELENA BOSCHIVINCENZO DE LUCA MARIA ELENA BOSCHI

Quello spettacolo non s’ha da fare. Vincenzo De Luca, il governatore campano che derubrica a “personaggetti” i leader della politica nazionale e locale, l’ex sceriffo salernitano che perfino nella recente direzione nazionale del Pd aveva elargito il suo show citando Brad Pitt e Raul Bova («Vi meravigliate che a Roma siano andati a votare in 40mila?

 

Ma avevamo Giachetti e Morassut, mica i due sex symbol») ora sbarra il passo a uno dei più grandi attori al mondo: il premio Oscar Al Pacino, la stella hollywoodiana da un milione di dollari a cachet. «Al Pacino è un grandissimo artista, ma sono contrario al finanziamento di 700mila euro per assicurare la sua presenza in due spettacoli in città», ha sentenziato il presidente della Regione, su una tv locale, due giorni fa.

FRANCO DRAGONEFRANCO DRAGONE

 

E il contraccolpo rischia di mandare in tilt l’appeal del cartellone finanziato dalla Regione — un programma già molto in ritardo, non ancora approvato dalla Fondazione in house Campania dei Festival — del Napoli teatro Festival. Da appuntamento internazionale a

Feuilleton troppo partenopeo.

 

Risultato: la star americana sparisce dal cielo della Campania. E si scatenano le ire del direttore artistico del Festival, Franco Dragone, regista di origini irpine ma dal curriculum internazionale, che ha firmato dagli spettacoli del Cirque du Soleil all’inaugurazione delle Olimipiadi di Pechino 2008.

FRANCO DRAGONE FRANCO DRAGONE

 

Imbarazzo del consigliere per la Cultura del governatore, Sebastiano Maffettone, filosofo prestato alle istituzioni che vedeva di buon grado «la presenza di un grande artista tra altri e diversi investimenti di spettacoli e iniziative distribuite in Campania ».

 

La frattura c’è. A Dragone non va giù «l’invasione di campo, ma io non mi arrendo alla politica». Maffettone ragiona con Repubblica e prova ad andare oltre il disagio, anche con una battuta sul suo presidente: «Vi assicuro che Al Pacino non turba il mio sonno: se avessi voluto conoscerlo, lo avrei fatto nei dieci anni in cui sono stato a New York. Mica ho vissuto solo in provincia di Salerno ».

MAFFETTONEMAFFETTONE

 

Ma «la questione è molto più seria: Napoli decida cosa essere. Una città respingente, che si chiude e si difende dietro propri legittimi interessi e visioni? Oppure è quella capitale d’arte, cultura e integrazione che diciamo di essere? A Parigi e New York non si monta ogni volta il teatrino su quanto costa e a chi sta bene quell’artista. Quindi, perdere una personalità come Dragone sarebbe uno spreco.

 

Quanto al resto, detesto l’idea dell’eventificio, e come consulente ho messo la firma su un programma che si chiama Cultura 20.20 basato su una visione opposta: che lavora su quattro anni, e con l’obiettivo di trasferire attrattività dai poli strategici come Napoli o Capri, brand fortissimi, al resto della Campania, sconosciuta».

SEBASTIANO MAFFETTONE AL CAZZEGGIOSEBASTIANO MAFFETTONE AL CAZZEGGIO

 

Dragone aveva già detto che la presenza del divo hollywoodiano era «un’occasione imperdibile ». Il regista, lontano anni luce dalle camarille della politica locale e dalle polemiche del mondo teatrale napoletano, ha alzato la voce.

 

Ora ribadisce: «Non mi piego alla politica, ma certo che non avrei sprecato 700mila euro, sono soldi pubblici, ma ci avremmo ricavato più del doppio». Dopo settimane di delicate trattative tra Italia e America, la bocciatura sonora di De Luca.

 

Sensibile, ovvio, alle proteste di teatranti e artisti napoletani di valore che attendono da anni di essere pagati, dalle passate gestioni dello stesso Festival: «Per la star quasi un milione e noi aspettiamo ancora gli spiccioli?».

 

al pacino in danny collins al pacino in danny collins

Poiché tutto avviene alla vigilia delle elezioni per il Comune, su cui Renzi e De Luca risultano impegnati in prima linea, il governatore ha accolto la polemica con quel ghigno diventato ormai iconico, grazie alle parodie virali di Crozza.

 

«Guardi — gli avrebbero spiegato gli organizzatori — Al Pacino non si muove per meno di un milione di dollari. Ma noi ci rientriamo con gli incassi e aiutiamo anche le compagnie locali». Inutile. «Basta», avrebbe reagito. Uno sguardo che forse diceva: Al Pacino? Per il cinema basto io, come il De Luca targato Crozza.

LUIGI DE MAGISTRIS NEL VIDEO CIAO AL LUIGI DE MAGISTRIS NEL VIDEO CIAO AL

Ultimi Dagoreport

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO