roberto cingolani benzina caro carburante

“SE LA GUERRA DURASSE TROPPO DIVENTERÀ MOLTO DIFFICILE LIMITARE I DANNI, ANCHE SUL PNRR” - IL MINISTRO PER LA TRANSIZIONI ECOLOGICA CINGOLANI: “A BREVE DOVREMMO INTERROMPERE, PER UNA QUESTIONE ANCHE ETICA, LA FORNITURA DI GAS DALLA RUSSIA. LA NOSTRA STRATEGIA È DI SOSTITUIRE I 29 MILIARDI DI METRI CUBI DI GAS CHE ARRIVANO DA MOSCA ATTRAVERSO IL GASDOTTO DEL TARVISIO CON ALTRETTANTO GAS CHE PERÒ DEVE ESSERE PRODOTTO DA PAESI CHE SI TROVANO IN CONTINENTI DIVERSI. L’ITALIA SARÀ INDIPENDENTE IN DICIOTTO MESI”

Estratto dell’articolo di Alan Friedman per “la Stampa”

 

Roberto Cingolani dice che l'Europa sta indirettamente finanziando la guerra di Vladimir Putin, spendendo un miliardo di euro al giorno per acquistare energia, e che è probabile un embargo totale del gas russo. «Secondo me», ha detto in un'intervista il ministro della Transizione ecologica, «a breve dovremmo interrompere, per una questione anche etica, la fornitura di gas dalla Russia».

 

roberto cingolani

Ma il ministro si è dichiarato ottimista riguardo agli sforzi del governo Draghi per rimpiazzare il gas russo con un approccio su più fronti che include: nuovi e più sostanziosi contratti con fornitori del Medio Oriente, dell'Africa e dell'America del Nord; aumento della capacità del Tap per ricevere più gas dall'Azerbaijan; uso di rigassificatori galleggianti e potenziamento dei tre esistenti entro 12 mesi, per gestire nuovi acquisti di gas liquido; aumento della produzione nazionale; riempimento degli stoccaggi; decisa accelerazione verso l'obiettivo di una semplificazione del mercato delle rinnovabili, fino a 200 kilowatt di autoconsumo.

GASDOTTI RUSSI

 

[…] «La nostra strategia è di sostituire questi 29 miliardi di metri cubi di gas che arrivano ogni anno in Italia dalla Russia attraverso il gasdotto del Tarvisio con altrettanto gas che però deve essere prodotto da Paesi che si trovano in continenti diversi e che sono anche loro connessi ai gasdotti», mi ha spiegato.

 

«Rispetto a tutti gli altri paesi europei noi abbiamo il vantaggio di avere cinque gasdotti che ci collegano a nord, a sud e a est. Ovviamente, stiamo potenziando le rotte da sud e da est, come avete sentito c'è stato un accordo con l'Algeria. La settimana prossima e in questi giorni andremo in altri Paesi, soprattutto della regione africana, e prevediamo di arrivare a circa due terzi di quello che ci serve già nelle prossime settimane. Ovviamente, questo gas non arriva istantaneamente. Ma noi riteniamo che entro il secondo semestre dell'anno prossimo potremo cominciare veramente ad avere una quasi totale indipendenza».

GAS ITALIA

 

Quindi non ci vorranno 24 o 36 mesi, come ha detto un mese fa? Ne basteranno 18?

«[…] Noi abbiamo 3 rigassificatori in Italia e ne aggiungeremo un paio che saranno galleggianti perché non devono rimanere per sempre, solo per il periodo che ci serve».

 

[…] Non teme che l'Italia possa venir messa in ginocchio, in termini di forniture di energia, da un embargo del gas?

ROBERTO cingolani

«Sarebbe un problema importante però teniamo conto che stiamo parlando sostanzialmente del 40% del nostro gas in meno, che a sua volta è il 36% di tutta l'energia primaria». Mentre parlava Cingolani ha messo le mani avanti - come dire che alla fine il 40 per cento del 36 per cento è uguale al 14 per cento dell'energia primaria totale, quindi forse non è la fine del mondo - e mi ha detto che secondo lui non è detto che sarebbe un disastro economico. […]

GAS ITALIA

 

[…] non bisogna riscrivere il Pnrr? Quale sarà l'impatto della guerra sulla transizione green?

«Innanzitutto, dipenderà da quanto dura. […] Vorremmo utilizzare la stessa quantità di gas, non aumentarla, e nel frattempo continuiamo ad accelerare sulle rinnovabili e sulle altre fonti. Quindi, se la cosa non durerà troppo, credo che riusciremo a limitare i danni e nello stesso tempo a liberarci della dipendenza dall'importazione russa e mantenere la road map del 55% della decarbonizzazione prevista per il 2030. Ovvio, che se la guerra durasse troppo la cosa diventerà molto difficile». […]

 

 

Ultimi Dagoreport

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…