paolo cirino pomicino giorgia meloni

CIRINO ACCESO CONTRO LA MELONI – SE DI PIETRO VOTERA’ SI’ ALLA RIFORMA SULLA GIUSTIZIA, POMICINO OPTERA’ PER IL NO: "SO CHE DA ME NESSUNO SE L’ASPETTA. MA VOTERO’ CONVINTAMENTE CONTRO LA RIFORMA. ANCHE SE QUESTO MI PORTERÀ A STARE DALLA STESSA PARTE DI QUALCHE PM CHE QUALCHE SECOLO FA MI HA INDAGATO INGIUSTAMENTE. PENSO CHE LA RIFORMA DEL GOVERNO MELONI FINISCA PER ACCRESCERE, E NON DIMINUIRE, IL POTERE A VOLTE SENZA LIMITI DEI PUBBLICI MINISTERI: CON UN ORGANO DI AUTOGOVERNO TUTTO PER LORO, POSSONO FARE QUELLO DAVVERO CHE VOGLIONO, SENZA CONTRAPPESI…”

 

Tommaso Labate per corriere.it - Estratti

 

paolo cirino pomicino - foto lapresse

«So perfettamente che da me nessuno se l’aspetta. Ma visto che ho avuto parecchio tempo a disposizione per studiare la riforma della giustizia del governo Meloni, posso affermare con grandissima serenità interiore che al referendum della prossima primavera voterò convintamente per il No. Anche se questo mi porterà a stare dalla stessa parte di qualche pubblico ministero che qualche secolo fa mi ha indagato ingiustamente».

 

La voce flebile e il tono combattivo, figli dell’ennesima convalescenza di una vita passata — come dice lui — «a giocare e vincere partite contro la morte», sono inconfondibili. Perché se non lo fossero, inconfondibili, si farebbe davvero fatica a pensare che Paolo Cirino Pomicino, protagonista assoluto della politica italiana a cavallo tra i due millenni e garantista inossidabile, possa presentarsi alle urne del referendum sulla giustizia scegliendo la stessa opzione dell’Associazione nazionale magistrati, e quindi il No.

 

antonio di pietro

Pluri inquisito e pluri indagato a partire da Mani Pulite — quando ammise in fase istruttoria di aver violato la legge sul finanziamento pubblico dei partiti e patteggiò una condanna per la maxitangente Enimont — l’ex ministro del Bilancio è stato coinvolto in un numero spropositato di inchieste e in ben quarantadue processi. Eppure, scandisce, «non ho difficoltà a votare No alla riforma sulla separazione delle carriere, anche se per ragioni diverse da quelle di un pezzo della magistratura e della politica.

 

Primo, per il numero percentualmente irrisorio di magistrati che passano dalla funzione inquirente a quella giudicante e viceversa. Secondo, perché se sono stato prosciolto in quasi tutti i processi a mio carico, evidentemente in Italia c’è una magistratura giudicante che fa il suo dovere e non quello che dicono i colleghi inquirenti.

 

giorgia meloni al tg1 5

Ma soprattutto, terzo motivo, perché penso che la riforma del governo Meloni finisca per accrescere, e non diminuire, il potere a volte senza limiti dei pubblici ministeri: con un organo di autogoverno tutto per loro, possono fare quello davvero che vogliono, senza contrappesi».

 

L’adesione di Pomicino alla campagna per il No regala un sequel inimmaginabile, almeno fino a oggi, dell’eterna vicenda di Tangentopoli. ‘O ministro e Antonio Di Pietro, che il primo dicembre 1993 furono protagonisti di uno dei più celebri interrogatori del processo Cusani, si ritrovano a trentadue anni di distanza a incrociare le sciabole.

 

Ma hanno invertito le squadre di appartenenza: Di Pietro, che fa parte del comitato per il Sì alla separazione delle carriere, sta contro la stragrande maggioranza dei pm e al fianco, tanto per dirne una, della giornalista Tiziana Maiolo, all’epoca inflessibile fustigatrice del pool di Mani Pulite;

 

paolo cirino pomicino - foto lapresse

Pomicino si accomoda nella squadra opposta, contro la riforma costituzionale del governo Meloni, al fianco di molti pubblici ministeri che ha conosciuto nelle vesti di indagato o di imputato, compreso quel Gherardo Colombo che ai tempi di Tangentopoli lavorava fianco a fianco con Di Pietro.

 

Canovacci invertiti, storie capovolte, finali inimmaginabili, sempre se di finale si può parlare. E, soprattutto, destini incrociati.

 

Alla fine della Prima Repubblica, quando la condanna nel processo Enimont era costata a Pomicino l’uscita di scena dal proscenio della politica (sarebbe rientrato dalla finestra, una decina di anni dopo, in piena Seconda Repubblica), Pomicino si fece promettere da Di Pietro che, «dopo che mi hai indagato di sotto e di sopra», al momento opportuno «farai tu l’orazione funebre al mio funerale».

cirino pomicino

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....