E COSÌ SIAN - IL SISTEMA INFORMATICO DEL MINISTERO DELL’AGRICOLTURA, DISTRIBUISCE 7 MLD L’ANNO DI CONTRIBUTI EUROPEI ED È GESTITO DA PRIVATI, SEMPRE GLI STESSI DA 20 ANNI - QUEL FINANZIAMENTO DA 50 MLN FINITO NEL NULLA - IL NEOMINISTRO MARTINA: "HO CHIESTO UNA RELAZIONE URGENTE"

Giuliano Foschini e Fabio Tonacci per il sito di "Repubblica" - www.repubblica.it

Immaginate di avere un'automobile in affitto. Un'automobile che vi costa un sacco di soldi ogni mese, però non funziona. Alle volte non parte, alle volte non frena, non si accendono le luci, o si accendono quando non servono. Insomma un disastro. Ecco, quell'automobile sgangherata assomiglia molto al Sian, il Sistema informatico che del ministero dell'Agricoltura è il cuore pulsante, perché distribuisce 7 miliardi di euro all'anno di contributi europei.

sin ministero dell agricoltura

Dal 2010 ad oggi sono stati prodotti almeno una decina di dossier, tra relazioni di collaudo, audit interni, perizie legali che dimostrano come il Sian sia un costosissimo colabrodo, un sistema che ha drenato fino ad oggi dalle casse dello Stato la bellezza di 780 milioni di euro.

Motivo, forse, per ritoccare i termini del contratto con i privati che lo gestiscono, suggerirebbe la logica. Invece no, anzi. Poche settimane fa, nel pieno del marasma del caso De Girolamo, quel contratto è stato ulteriormente ingrassato, aumentandone la provvigione di altri 90 milioni di euro per il triennio 2014-2016. E il Sian si è rivelato, ancora una volta, per quello che è: una torta che scatena appetiti, e la prima grana che piomba come un macigno sulla scrivania del neo ministro renziano Maurizio Martina.

A CHI VANNO I FONDI DELL'AGRICOLTURA?
A giudicare dalle 62 pagine dell'ultima di queste relazioni di collaudo, certificata dallo studio dell'ingegner Giuseppe Felice e finita nel fascicolo aperto dal pm di Roma Alberto Pioletti proprio sul funzionamento del Sian, di cose che non tornano ce ne sono parecchie.

sian MINISTERO POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

Le superfici dei terreni, ad esempio. Quelle inserite via internet nel sistema dagli agricoltori in molti casi sarebbero diverse da quelle reali. C'è un fienile nel comune di Mistretta di 900 metri quadrati per cui sono stati erogati fondi come se fosse di 2000. Ci sono pratiche per cui il software si accorge di "scostamenti tra le superfici richieste e quelle effettive del 100 per cento", eppure i soldi partono lo stesso, in automatico. Ci sono società agricole che accumulano penalità di 200 mila euro e ottengono comunque il denaro e ci sono finestre del software in cui un soggetto compare prima come intestatario di 2 fabbricati agricoli, poi all'improvviso di 23. Alla stessa data.

I finanzieri del Nucleo speciale di Tutela Spesa Pubblica, oltre a valutare la relazione di Felice, da mesi passano al setaccio tutti i rimborsi ottenuti dagli agricoltori italiani negli ultimi anni: i risultati di questa maxi inchiesta sono ancora coperti da segreto, ma secondo indiscrezioni ci sarebbero milioni di euro pagati a chi non ha nemmeno un fazzoletto di terra coltivato, a prestanomi di clan mafiosi, a chi ha un garage e lo spaccia per fattoria. E spunta un finanziamento da 50 milioni finito nel nulla.

Quando Repubblica ne diede conto, a gennaio, l'allora ministro De Girolamo si arrabbiò molto promettendo querele e spiegando che l'indagine era partita prima del suo arrivo al ministero (verissimo) e che lei aveva provato ad arginare il fenomeno. Evidentemente il nuovo capogruppo dell'Ncd però dimenticava che una parte, anche consistente, dell'inchiesta riguarda proprio il mal funzionamento del Sian così come testimonia la perizia tecnica di collaudo depositata in procura a settembre.

DA 20 ANNI SEMPRE GLI STESSI
A questo punto bisogna fare più di un passo indietro, per capire la fibrillazione che si provoca nelle stanze del dicastero dell'Agricoltura quando il discorso finisce sul Sian, la banca dati più grande e complessa del comparto agricolo e forestale. Perché da vent'anni a gestirlo sono sempre gli stessi imprenditori privati. Cambiano i governi, ma loro no.

sian MINISTERO POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

Dal 2007 il sistema è in mano alla Sin, spa partecipata per il 51 per cento da Agea (società del ministero), per il 49 per cento da un raggruppamento temporaneo di imprese Rti: Almaviva è mandataria con il 20,02%, poi ci sono Auselda1, Sofiter2, Telespazio, Cooprogetti, Ibm, Agriconsulting, Agrifuturo. Sono loro, quell'anno, ad aggiudicarsi il super appalto da 1,1 miliardi di euro per gestire il Sian fino al 2016, ed erano loro che avevano fornito ad Agea lo stesso servizio dal 2001 al 2007, riuniti in consorzio sotto il nome "Agrisian". "Ed erano loro anche prima - si legge nell'esposto alla procura firmato da Ernesto Carbone, ex presidente e amministratore delegato di Sin, deputato vicinissimo a Matteo Renzi - i fornitori di Agea sono stati sempre gli stessi, sebbene in compagnie societarie diverse nella forma, ma immutate nella sostanza".

Carbone, con il suo esposto, ha dato il via all'inchiesta di Pioletti. Nei pochi mesi in cui è stato amministratore di Sin (da fine aprile 2012 a marzo 2013) ha disposto una consulenza legale su un altro nodo di questa storia, la trasformazione da srl in spa della Sin decisa nell'agosto del 2011.

nunzia de girolamo francesco boccia

Scrive l'avvocato Francesco Carluccio nella relazione finale, anche questa depositata in procura: "Fino a quella data si evidenziava una rigorosa e costante verifica del rispetto degli impegni da parte del Rti fornitore. La conseguenza della trasformazione in spa è stato una sorta di favore nei confonti dei soci privati... la Sin sembra aver impegnato i suoi maggiori sforzi quasi unicamente per aumentare i compesi e i rimborsi agli amministratori". In altre parole, "peggioramento nella gestione della società" e "aumento ingiustificato dei costi".

MAURIZIO MARTINA

 

Trentacinquenne commercialista di Benevento, su facebook i suoi amici lo definiscono "re della movida locale", ex fidanzato di Nunzia De Girolamo, di cui è stato portavoce e capo segreteria. Non esattamente un esperto di agricoltura. "Non ho competenze specifiche. Ma per partecipare non erano richiesti requisiti particolari. E' sufficiente una laurea, poi io sono stato commissario liquidatore e amministratore di alcune aziende. Sì è vero, conosco bene Nunzia, sono un amico di famiglia, ma l'incarico non l'ho avuto direttamente da lei". Il dottor Tozzi guadagna 175 mila euro lordi all'anno.

... CON CONSULENTE AL SEGUITO
E nonostante la Sin abbia un'area della Direzione Audit e Comunicazione dedicata all'organizzazione della società, con un direttore che percepisce 163mila euro l'anno, e nonostante abbia anche una direzione amministrativa per le questioni finanziarie, con un altro direttore che di euro ne prende 123mila, il primo febbraio è stato stipulato un contratto di consulenza da 43.084 euro con Antonio D'Angelo, il quale dovrà "affiancare il direttore generale nella supervisione degli aspetti amministrativi, organizzativi, finanziari, procedurali della società... che abbia caratteristiche di terzietà che ovviamente non è possibile riscontrare nell'ambito di Sin".

Una clausola che da sola racconta il clima di veleno e di sfiducia che si respira in azienda e che ha toccato anche lo stesso Carbone, accusato dall'attuale presidente Sin, Francesco Martinelli, di aver utilizzato in modo improprio 23mila euro per spese personali e di rappresentanza. "Tutte falsità", si difende Carbone.

MAURIZIO MARTINA PD MILANO

Di certo c'è che negli ultimi due anni alla Sin hanno visto avvicendarsi 4 presidenti e 5 amministratori delegati. "C'è fortissima preoccupazione per il mantenimento sia del livello occupazionale sia della professionalità dei lavoratori di Sin - dichiara la Rsa Cgil in una nota - confidiamo nel nuovo Ministro De Martina perché il cosiddetto "Collegato Agricoltura", pur in linea con l'obiettivo di riorganizzazione degli enti vigilati del suo dicastero, tuteli i nostri posti di lavoro insieme con le competenze". Se il nuovo ministro cercava un punto da cui partire per svolgere il suo mandato, lo ha trovato.

 

 

LA REAZIONE DEL MINISTRO
Il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina ha disposto una relazione urgente sulle disfunzioni del Sian, il sistema informativo con cui vengono distribuiti 7 miliardi di euro di fondi della Pac. "Ho chiesto al Commissario di Agea (che controlla la Sin, la società che gestisce il Sian) una relazione urgente con particolare riferimento alle modalità e al grado di efficacia con cui si è provveduto alla gestione del Sian e alle motivazioni che avrebbero condotto all'aumento "della provvigione di altri 90 milioni di euro per il triennio 2014-2016". Di conseguenza sarà posta in essere ogni iniziativa utile a garantire il rigoroso rispetto delle leggi".

 

 

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