renzi pinotti

COME BALLA LA PINOTTI - IL CASO DEI ROLEX, L'INCHIESTA DI POTENZA, LA GUERRA DI DOSSIER E DI NOMINE NELLE FORZE ARMATE: I RAPPORTI CON RENZI SONO TESISSIMI, E IL PREMIER PENSA A UN RIMPASTO DOPO LE AMMINISTRATIVE, E GIA' SI FANNO I NOMI DI FINOCCHIARO ED ERRANI - TUTTI I FRONTI APERTI DELLA MINISTRA

PINOTTI KUWAITPINOTTI KUWAIT

Alessandro Da Rold per www.lettera43.it

 

La guerra interna alle Forze armate italiane - esplosa dopo l'inchiesta di Potenza su Tempa Rossa con le dimissioni del ministro Federica Guidi e poche settimane prima della nuova tornata di nomine in Guardia di finanza e polizia - arriva a toccare i vertici del dicastero della Difesa, con il ministro Roberta Pinotti sempre più traballante in seguito agli articoli di Dagospia sui regali dal Kuwait dopo la commessa da 8 miliardi per 28 caccia Eurofighter.

 

Volano gli stracci tra il quotidiano online di Roberto D'Agostino e il ministero, tra querele e nuovi dettagli sui Rolex ricevuti in dono dagli emiri.

RENZI PINOTTIRENZI PINOTTI

 

Dagospia ha parlato anche di momenti di alta tensione con il premier Matteo Renzi, durante un confronto che viene confermato da fonti parlamentari e della stessa Difesa anche a Lettera43.it, tanto che già circolerebbero possibili sostituti della Pinotti in un futuro rimpasto di governo da fare dopo le elezioni amministrative 2016: i nomi sono quelli di Anna Finocchiaro e Vasco Errani.

 

CONFLITTO A COLPI DI DOSSIER.

RENZI PINOTTIRENZI PINOTTI

Ma rumor e indiscrezioni a parte, le bordate contro il responsabile della Difesa sono, a detta degli addetti ai lavori della Forze armate, nient'altro che il risultato della guerra a colpi di dossier che si è consumata negli ultimi anni.

Un conflitto che si è incrociato con il risiko delle nomine e le polemiche sul Libro bianco voluto dal governo, con i veleni sull'ex capo di Stato maggiore della Marina Giuseppe De Giorgi e nell'ultima settimana pure sull’ex capo di Stato maggiore dell’aeronautica Pasquale Preziosa.

roberta pinotti con angelino alfanoroberta pinotti con angelino alfano

 

Quest'ultimo, sin dal 2014, come ha scritto il Corriere della sera, avrebbe tramato contro Carlo Magrassi e le sue possibili aspirazioni di carriera nell'Arma.

 

LA VICENDA DEL «GENERALE D'ORO».

 

Il punto, sottolineano fonti qualificate a Lettera43.it, è che Magrassi è diventato nel 2015 il nuovo segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli armamenti, uno dei generali più importanti in Italia, tanto da essere soprannominato «il generale d'oro» perché custode della cassa degli armamenti.

Quindi perché tirare fuori proprio adesso questa vicenda su Preziosa, tra i protagonisti del successo della commessa in Kuwait e uscito di scena non senza polemiche proprio con il ministro della Difesa?

 

 

PINOTTI PINOTTI

Misteri e veleni che si sommano a quelli emersi dall'indagine sul petrolio lucano, con il coinvolgimento di Valter Pastena, potente burocrate del ministero di via XX Settembre, architetto della legge Navale da 5 miliardi di euro su cui aveva insistito proprio De Giorgi.

In fin dei conti dall'arrivo di Renzi a Palazzo Chigi e dopo l'addio di Giorgio Napolitano al Colle, negli ambienti di esercito, marina e aeronautica non c'è stato un momento di tranquillità.

 

Va ricordato che Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, è stato in passato ministro della Difesa.

E al suo fianco ha al momento Rolando Mosca Moschini, già consigliere militare di Napolitano e ora segretario del Consiglio supremo di Difesa presieduto proprio da Mattarella.

 

PRESSIONI DIETRO LE NOMINE.

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Non è un segreto che Moschini avrebbe spinto per Luciano Carta come nuovo numero uno delle Fiamme gialle, mentre Renzi ha preferito Giorgio Toschi, a quanto pare gradito anche a Gianni Letta e a Denis Verdini.

E allo stesso tempo non va dimenticato che Napolitano ha saputo imporre Alessandro Pansa come nuovo numero uno del Dis, anello di congiunzione tra Palazzo Chigi e i nostri servizi segreti.

 

QUEL MALEDETTO LIBRO BIANCO.

In sostanza la guerra delle Forze armate continua e tocca i sempre più fragili equilibri delle correnti politiche che governano il Paese, in un settore così sensibile come questo tra le commesse milionarie della Finmeccanica di Mauro Moretti e di Fincantieri dove è in arrivo come presidente proprio Giampiero Massolo, uscito dal Dipartimento delle informazioni per la sicurezza. 

 

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Di sicuro la maggior parte delle polemiche ruota intorno al Libro bianco varato dal governo, che ha di fatto stabilito la predominanza dell’autorità politica nella scelta dei vertici militari.

 

Su quel libro hanno lavorato la stessa Pinotti, Mosca Moschini e pure Fausto Recchia, capo della segreteria del ministro e amministratore delegato della Difesa servizi Spa, la società creata ai tempi di Ignazio La Russa che dovrebbe valorizzare gli asset, marchi e terreni delle Forze armate.

 

PINOTTI CE LA FARÀ ANCORA?

A quanto pare nell'inchiesta su Potenza dovrebbe essere ascoltato dai magistrati anche Recchia, che è stato pure consigliere politico di Arturo Parisi ai tempi del governo Prodi, dal 2006 al 2008.

 

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«La Pinotti ha già superato il presunto scandalo sui voli di Stato alla fine del 2014», ha spiegato una persona informata che vuole mantenere l'anonimato, «ora mi pare che le polemiche e i dossier su di lei siano aumentati».

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