risparmiatori bonifazi

COME DRACULA ALL’AVIS – L’INGRESSO DI BONIFAZI NELLA COMMISSIONE SULLE BANCHE FA INCAZZARE I RISPARMIATORI FREGATI DA ETRURIA: STRISCIONI DAVANTI ALLO STUDIO DEL TESORIERE PD ED EX FIDANZATO DELLA BOSCHI DOVE LAVORA ANCHE IL FRATELLO DI MARIA ELENA

 

Fabio Amendolara per la Verità

 

striscione bonifazi firenze

La sinistra coincidenza non è passata inosservata: la presenza nella neonata commissione d' inchiesta sulle banche di Francesco Bonifazi, deputato, tesoriere del Partito democratico, amico di Matteo Renzi e di Maria Elena Boschi, socio del fratello Emanuele (figlio dell' ex vicepresidente di Banca Etruria Pier Luigi), ha mobilitato gli «sbancati» dell' associazione Vittime del decreto Salvabanche.

 

Nella notte alcuni attivisti dell' associazione hanno raggiunto la sede dello studio del deputato a Firenze e hanno appeso sotto una finestra uno striscione con questo slogan: «Babbo, amico e fratello, Etruria al macello». E sotto un' altra finestra, proprio accanto all' insegna dello studio legale del professionista, un altro lenzuolo con un secondo slogan ancor più esplicito del primo: «Il Giglio magico in commissione inchiesta banche, vergogna!».

FRANCESCO BONIFAZI

 

La finalità? «Far scudo su Banca Etruria», spiega Letizia Giorgianni, presidente dell' associazione di «sbancati». È stata lei a rivendicare con la stampa il raid notturno e a spiegare sui social network che Bonifazi è vicinissimo alla famiglia Boschi, in quanto partner del fratello di Maria Elena in uno studio legale e tributario fiorentino. «È un po' come mettere un socio di Calisto Tanzi nella commissione Parmalat», ha commentato con amarezza la Giorgianni.

Emanuele Boschi

 

Gli attivisti di associazioni e comitati erano entrati già con sospetto una settimana fa, durante la giornata nazionale del risparmio tradito, nelle stanze del presidente della commissione Pier Ferdinando Casini (in quell' occasione sono stati accolti anche dai due vicepresidenti: Renato Brunetta e Mauro Marino).

 

LETIZIA GIORGIANNI

Dopo la nomina di Bonifazi gli attivisti anti Salvabanche si sentono ulteriormente traditi. «Tanto valeva, a questo punto», sostiene ancora la Giorgianni, «metterci direttamente Maria Elena Boschi, o meglio ancora il padre Pier Luigi. Un' ottima garanzia per non scoprire le carte in una commissione che avrebbe dovuto indagare anche sui motivi del default di Banca Etruria, oltre che sulla questione Maria Elena Boschi-Federico Ghizzoni, tirata fuori da Ferruccio de Bortoli (il caso scoppiò nella primavera scorsa, dopo le anticipazioni del libro di de Bortoli sulla presunta richiesta che l' allora ministro delle Riforme Boschi avrebbe fatto a Ghizzoni, già ad di Unicredit, di valutare l' acquisto di Banca Etruria, ndr)».

 

boschi ghizzoni

Gli slogan sugli striscioni gridano tutta la rabbia degli sbancati. «È un popolo», sostiene la Giorgianni, «che si sente violentato, vessato e anche sbeffeggiato da una classe politica assai più affezionata al potere e al proprio interesse personale piuttosto che al senso di Stato».

 

In chiusura la presidente Giorgianni concentra tutto sul cavallo di battaglia dell' associazione: «La brutta e irrisolta storia delle quattro banche andate in risoluzione grida ancora vendetta, e mentre il sistema bancario va a rotoli continuando a distruggere intere famiglie, il Pd arruola in commissione i fedelissimi di Renzi e Boschi».

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