clinton trump kennedy

UNA MEGA-INCHIESTA DEL 'NEW YORK TIMES' SPARA 50 DONNE IN PRIMA PAGINA PER DIMOSTRARE CHE TRUMP È STRONZO. MA TRA QUESTE, NON C'È UNA MARILYN, NÉ UNA LEWINSKY - UN AUTOGOL CLAMOROSO: LE ACCUSE ALLA CLINTON DI AVER MINACCIATO LE AMANTI DI BILL PER NON COMPROMETTERE LA LORO ASCESA POLITICA SONO BEN PEGGIORI. PER NON PARLARE DELLA MONROE, PORTATA AL SUICIDIO DAI SESSUOMANI FRATELLI KENNEDY (O FATTA UCCIDERE?) - PER UNO CHE CHIAMA TED CRUZ ''INFAME BUGIARDO'' E HA COSTRUITO LA SUA CARRIERA TV SULLA SPOCCHIA, L'ACCUSA DI ESSERE ARROGANTE (ANCHE) CON LE DONNE È UNA MEDAGLIA

1. DOSSIER DEL NYT BACI RUBATI, VOLGARITÀ, USO DEL POTERE - IL RACCONTO DI 50 DONNE FERMERÀ TRUMP?

Beppe Severgnini per il ''Corriere della Sera

 

donald trump miss usa   donald trump miss usa

Diciamolo subito: la meticolosa inchiesta del New York Times - cinquanta donne intervistate nel corso di sei settimane - non rivela nulla di sconvolgente. Non c' è una Monica Lewinsky, anche perché non c' è (ancora) una Casa Bianca.

 

Ma la reazione degli elettori, nei prossimi giorni, ci aiuterà a capire quanto sono cambiati gli americani. La regola sembrava chiara: non si scherza, negli Usa, sul rapporto tra uomini e donne, quando c' è di mezzo il potere! Gli scandali politico-sessuali iniziarono nel 1797 - Alexander Hamilton, quand' era segretario al Tesoro, si portava a letto tale Maria Reynolds e veniva ricattato dal marito di lei - e sono continuati per oltre due secoli. Hanno toccato presidenti (Jefferson, Kennedy, Clinton), candidati (Hart, Gingrich, un altro Kennedy), membri del congresso (Thurmond, Foley, Weiner), in modo assolutamente bi-partisan.

clinton monicaclinton monica

 

La pagina Wikipedia «List of federal political sex scandals in the United States» raccoglie 68 nomi: quasi tutti dimissionari. Poi è arrivato Donald Trump, e l' America ha scoperto qualcosa che noi conosciamo da tempo: la faziosità politica, quella che porta a perdonare tutto al proprio campione e a crocifiggere comunque l' avversario. Non c' è solo l' anomalo rapporto con le donne, già evidente durante le primarie (Trump ha detto che a Megyn Kelly, moderatrice di Fox News , «usciva sangue dappertutto»).

bill clinton monica lewinsky     bill clinton monica lewinsky

 

Ci sono le falsità e le imprecisioni con cui il candidato repubblicano condisce comizi e discorsi. I media Usa le raccolgono minuziosamente: ma senza conseguenze. Chi sostiene The Donald non cambia idea; chi lo detesta trova nuovi motivi per farlo. Accadrà anche stavolta? Il New York Times ha messo insieme dichiarazioni, confessioni, aneddoti. E ha riassunto così l' atteggiamento di Trump verso l' universo femminile: «In molti casi c' era un' inequivocabile dinamica in gioco: Mr Trump aveva il potere, la celebrità, la ricchezza, i contatti.

 

bill clinton monica lewinskybill clinton monica lewinsky

Anche dopo che si era comportato crudelmente con loro, alcune donne hanno chiesto aiuto per le loro carriere». Ricorda qualcosa? Fatte le debite proporzioni - l' americano è un dilettante, in confronto - l' atteggiamento sembra quello di Silvio Berlusconi: stessa autoindulgenza, stessa confusione tra pubblico e privato, stesso miscuglio di affetti e convenienze. Le conseguenze, in Italia, le conosciamo: i nostri standard in materia, nel corso di vent' anni, sono profondamente cambiati.

bill clinton monica lewinsky  bill clinton monica lewinsky

 

Grazie al New York Times ora vedremo se, come e quanto la breve stagione di Donald Trump ha già cambiato l' America. Un pronostico? Per molto meno, fino a un anno fa, un candidato avrebbe dovuto abbandonare la corsa alla presidenza. Oggi potrebbe guadagnare qualche insulto, un po' d' invidia e qualche voto. Speriamo non abbastanza per arrivare alla Casa Bianca. Perché sarebbe una tragedia: di qui e di là dell' Atlantico.

 

 

2. DONALD TRUMP E LE DONNE - IN 50 RACCONTANO INCONTRI, AVANCES E PROMESSE

Massimo Gaggi per il ''Corriere della Sera''

 

bill clinton  monica lewinskybill clinton monica lewinsky

Donald Trump definito un molestatore da decine di donne che hanno avuto a che fare con lui negli anni e che sono state intervistate dal New York Times nell' ambito di una grande inchiesta su un uomo che tra un anno potrebbe essere alla Casa Bianca. Ma sul significato da dare in questo caso alla parola «molestie» è meglio essere prudenti: arrogante, volgare, prepotente, Trump può passare in un attimo dalla gentilezza galante alla brutalità verbale che degrada le donne, le rende impersonali secondo un' abitudine ereditata dal padre Fred.

hillary e bill clintonhillary e bill clinton

 

Non violenze fisiche (a parte il noto caso dell' ex moglie Ivana che si è rimangiata la sua denuncia), ma molte ragazze attirate e poi schiacciate dal «tycoon» sotto il peso del suo potere, della sua celebrità, della ricchezza e della rete di conoscenze che contano. Rapporti spesso controversi: alcune di queste donne, dopo essere fuggite per sottrarsi alle umiliazioni, sono tornate per ottenere soldi, favori, un aiuto per la carriera.

 

john kennedy e marilyn monroejohn kennedy e marilyn monroe

L' inchiesta-«monstre» dedicata dal New York Times ai rapporti di Trump col mondo femminile sicuramente farà discutere e si presta a commenti di vario tipo. Certamente contribuisce a definire meglio la psicologia contorta e i modi grossolani di un personaggio brutalmente istrionico, che spesso si è lasciato andare a prevaricazioni e violenze psicologiche.

kennedy marilyn monroekennedy marilyn monroe

 

Ma ci sarà anche chi noterà che, a fronte di uno sforzo enorme - un' inchiesta durata sei settimane nel corso della quale sono state intervistate una cinquantina di donne che hanno avuto a che fare con Trump tra vita sociale, concorsi di bellezza e rapporti di lavoro nelle sue società immobiliari - il ritratto del palazzinaro-playboy prepotente non è molto diverso da quello che viene fuori da articoli sullo stesso argomento pubblicati da media come Politico.com o l' Huffington Post .

 

Il motivo dei limitati risultati dell' inchiesta sta, forse, proprio nelle caratteristiche psicologiche del personaggio che, stando al racconto delle sue vittime (spesso vere, a volte presunte), non cerca di sfruttare il suo potere per atti di violenza sessuale fisica, ma sembra godere soprattutto per l' umiliazione pubblica delle donne che ha deciso di colpire. Sono queste le caratteristiche delle storie che aprono e chiudono l' inchiesta.

 

trump e ivana trumptrump e ivana trump

Nel 1990, durante una festa con 50 modelle e una trentina di uomini nella sua residenza di Mar-a-Lago a Palm Beach, in Florida, Trump si invaghì di una «new entry» che non conosceva, Rowanne Brewer Lane.

 

La portò in camera, ma non cercò di fare sesso con lei. Le fece indossare un bikini, e poi la riportò nella festa, esibendola come una sua nuova conquista, una «Trump girl».

 

donald con ivana e ivanka trumpdonald con ivana e ivanka trump

Più amara la storia finale, anch' essa rivelatrice di un gusto per la prevaricazione, più che per la lussuria: nel 1996 Alicia Machado vinse il concorso di Miss Universo, un' organizzazione acquistata anni prima da Trump per poter avere sempre donne da passerella, bambole perfette, attorno a sé. Subito dopo successe una cosa abbastanza umana: Alicia ingrassò.

donald trump luna di miele con ivanadonald trump luna di miele con ivana

 

Il miliardario, prendendo la cosa come una specie di offesa personale, la ribellione di una donna-oggetto, cominciò a sbeffeggiarla in pubblico. La Machado ha raccontato al Times che, umiliata, chiese all' organizzazione del concorso di aiutarla a dimagrire: la chiamarono a New York, la misero in un bell' albergo, organizzarono sedute di attività fisica per farle perdere peso ma, quando arrivò la prima volta in palestra, trovò Trump che aveva chiamato 90 giornalisti. Assediata dalle telecamere, disse all' immobiliarista di non voler essere ripresa. «Non mi importa» fu la secca risposta. Alicia ha passato i 5 anni successivi oscillando tra anoressia e bulimia .

donald ivana trumpdonald ivana trump

 

Nell' inchiesta c' è un po' di tutto: anche donne che hanno giudicato corretti e positivi i loro rapporti con Trump (che, intervistato, ha negato molte delle malefatte attribuitegli). Ci sono poi ragazze che, pur essendo fuggite per le umiliazioni, sono poi tornate nel «clan» per i vantaggi economici o di carriera.

 

donald e melania trumpdonald e melania trumpmelania trump vota alle primarie di new yorkmelania trump vota alle primarie di new york

E la figlia Ivanka non è la prima donna stimata da Trump come manager alla quale lui ha dato ampi poteri: negli anni Ottanta nominò capo delle costruzioni Barbara Res. Fu dura, racconta lei oggi: «Mi diceva: le donne sono inferiori agli uomini, ma quando ne capita una in gamba è meglio». La Res, comunque, resistette 15 anni: fu lei a dirigere la costruzione della Trump Tower .

MELANIA TRUMPMELANIA TRUMPdonald trump miss universedonald trump miss universemelania knauss e trump nel 2002melania knauss e trump nel 2002

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