migranti ong

COME FERMARE GLI SBARCHI IN SICILIA? SPOSTANDOLI IN CAMPANIA E LAZIO! - L'IDEA DEL MINISTERO DELL'INTERNO PER 'ALLEGGERIRE LA PRESSIONE' SUI PORTI CALABRESI E SICILIANI: NAVI DIROTTATE SU SALERNO, NAPOLI E CIVITAVECCHIA - LA PROTESTA DELLE ONG: ''SONO 2-4 GIORNI IN PIÙ DI NAVIGAZIONE. LA COSTA LIBICA RESTEREBBE SCOPERTA''

 

Fabio Tonacci e Alessandra Ziniti per ''la Repubblica''

 

nave ong CATAMBRONEnave ong CATAMBRONE

Salerno, Napoli, Civitavecchia. Qui, nei porti di queste tre città del Centro Italia, potrebbero essere indirizzate le prossime navi delle Ong cariche di migranti recuperati nelle acque davanti alla Libia. E, in situazioni di estrema emergenza, non solo le imbarcazioni umanitarie. Lo conferma a Repubblica una fonte qualificata del ministero dell' Interno, che la definisce una «misura ordinaria per alleggerire la pressione sugli scali della Sicilia e della Calabria».

 

navi ongnavi ong

Niente dirottamenti fino a Trieste, dunque. Né a Genova o in altri porti del Nord Italia. Il Viminale al momento scarta tale ipotesi, che pure è circolata, definendola «irrealizzabile». Nonostante ciò, ieri si sono messi in allarme un po' tutti: i sindaci, le Ong, gli alfieri della Lega Nord che subito hanno gridato allo scandalo. E mentre il primo cittadino di Trieste e imprenditore Roberto Dipiazza faceva sommessamente notare che «prendere i profughi dalle coste libiche e portarli fin quassù avrebbe dei costi assurdi», il capogruppo leghista alla Camera Fedriga si è scagliato contro il governo che «invece di bloccare le partenze, decide di sparpagliare gli sbarchi a livello nazionale perché l' Europa ci chiude i porti».

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Più robusta e meno retorica, invece, pare essere la reazione delle Ong, che non hanno intenzione di accettare approdi troppo lontani dalla Sicilia, neanche quelli prospettati in Campania o nel Lazio. Significherebbe abbandonare per giorni il quadrante del Mediterraneo centrale dove incrociano le carrette e i gommoni dei profughi.

 

E hanno da ridire anche su alcuni punti del codice di condotta (soprattutto quello che vieta il trasbordo dei migranti su altre navi) che dovrà essere scritto dalla Guardia costiera italiana, con l' approvazione della Commissione Europea. Formalmente non è definito, ma i contenuti sono filtrati sui giornali in anticipo sull' incontro previsto per il 13 luglio che, si apprende ora, è saltato.

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«Rinvio a data da destinarsi per inatteso aumento delle esigenze operative», recita la motivazione ufficiale di circostanza con la quale la Guardia costiera ha annunciato lo slittamento di "Unavis 2", la riunione tecnica in cui avrebbe dovuto presentare ai delegati delle Ong l' articolato del codice. In realtà stanno prendendo tempo per avere qualche primo riscontro dai partner europei, che hanno ricevuto la bozza del documento durante il vertice informale di Tallinn. Anche perché di "inattese esigenze operative" nel Mediterraneo non si può proprio parlare visto che «da quasi una settimana non arriva nessuna chiamata di soccorso ». Nell' area Sar (Search and rescue) quattro navi umanitarie sono ferme.

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«Nonostante la calma piatta dalla Libia non parte nessuno e non so perché, noi stiamo rientrando verso Malta», spiega Riccardo Gatti al comando del team della Proactive Arms sulla Golfo Azzurro. Per gli equipaggi delle Ong, già sensibilizzati dalle voci (mai confermate) di una possibile chiusura degli scali italiani, non è accettabile fare rotta sui porti campani e laziali. «Non è un' alternativa da considerare», dice Gatti.

 

ONG E MIGRANTIONG E MIGRANTI

«È una violazione dei diritti umani e delle leggi internazionali che obbligano allo sbarco dei naufraghi salvati nel porto più vicino e sicuro. Ritengo sia il modo per forzare l' Europa a farsi carico delle persone a terra, dato che si scateneranno grosse lamentele da parte delle Ong».

 

ONG MIGRANTI2ONG MIGRANTI2

Marco Bertotto è il responsabile advocacy di Medici senza frontiere. Più o meno, la pensa come Gatti. «Una follia, un altro modo per rendere sempre più difficile il lavoro delle Ong e allontanarle dell' area Sar il più a lungo possibile. Ancora stiamo aspettando che il ministro Minniti ci convochi per discutere insieme il nuovo codice».

 

Eppure alle banchine di Salerno e di Napoli hanno visto già attraccare navi con i migranti, inviate lì per rispondere all' esigenza di ridurre lo stress degli altri scali. Civitavecchia è poco più sopra. Ma Bertotto insiste e spiega: «Nei giorni del G7 i porti siciliani furono chiusi e ci trovammo in difficoltà ad arrivare fino a Napoli, perché avevamo a bordo 700 persone: sono almeno uno-due giorni di navigazione in più per andare e altrettanti per tornare. In assenza delle navi di Triton, che sono sempre di più delle navi "fantasma", l' area di recupero davanti alla Libia rimarrebbe poco coperta. Lasceremmo il cerino in mano alla Guardia Costiera ».

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