1- COME MAI SILVIO BANANONI ARRIVÒ AD “ADOTTARE” COME UN FIGLIO TARANTINI? 2- SILVIO CARITÀ OGNI MESE PROVVEDEVA A SBORSARE A GIANPI 20 MILA EURO PER MANTENERSI, CHE ERANO A LUI DESTINATI GLI ALTRI 500 MILA CHE IL FACCENDIERE VALTER LAVITOLA HA TENUTO CEDENDONE SOLO 100 MILA, CHE HA BENEFICIATO DI ALTRI PAGAMENTI SPARSI E SENZA MOTIVO APPARENTE. MA ADESSO SI DEVE SCOPRIRE CHI E PERCHÉ SI OCCUPASSE ANCHE DEGLI APPARTAMENTI, DELLE VACANZE, DELLE SCUOLE PRIVATE PER LE SUE FIGLIE, TENENDOLO DI FATTO SOTTO COSTANTE “TUTELA” 3- UNA “TUTELA” CHE ARRIVA AL PUNTO DI METTERGLI AL FIANCO ANCHE IL SUO AVVOCATO 4- NON È STRAORDINARIO CHE LA CASA DI VIA GRAMSCI GLIELA PROCURA UN AMICO DI PAPA PAGANDO UN AFFITTO (2 MILA) CHE è LA META’ DI QUELLO DEL MERCATO (4 MILA)?

Fiorenza Sarzanini per il Corriere della Sera

È successo tutto nell'estate 2010, un anno dopo le rivelazioni dell'inchiesta di Bari su quanto accadeva nelle residenze private di Silvio Berlusconi. È cambiata in tre mesi la vita di Gianpaolo Tarantini, dopo lo scossone provocato dal suo arresto avvenuto nel settembre 2009. Tra giugno e settembre si è affollata di personaggi che adesso compaiono anche in altre indagini, legati da un filo che porta proprio all' entourage più stretto del capo del governo.

E per questo i magistrati napoletani vogliono capire se ci possa essere un disegno preciso dietro le apparenti coincidenze. Perché, come ha chiesto proprio a Tarantini il pubblico ministero Henry John Woodcock durante l'interrogatorio di sabato scorso, «non le sembrava strano che queste persone provvedessero a soddisfare tutte le sue esigenze, facendole persino nominare lo stesso avvocato del presidente del Consiglio?».

Finora si sa che Tarantini otteneva da Berlusconi 20 mila euro ogni mese per mantenersi, che erano a lui destinati gli altri 500 mila in un'unica tranche che il faccendiere Valter Lavitola ha tenuto cedendone solo 100 mila, che ha beneficiato di altri pagamenti sparsi e senza motivo apparente. Ma adesso si deve scoprire chi e perché si occupasse anche degli appartamenti, delle vacanze, delle scuole private per le sue figlie, tenendolo di fatto sotto costante «tutela».

E allora bisogna tornare a settembre 2009 per ricostruire i passaggi della vicenda culminata in questi giorni con l'arresto per estorsione e l'accusa di aver ricattato Berlusconi insieme a sua moglie Nicla e allo stesso Lavitola, in cambio di un atteggiamento «pilotato» al processo di Bari sulla prostituzione.

Il 19 settembre 2009 Tarantini viene fermato per ordine dei magistrati baresi con l'accusa di spaccio di droga e dopo qualche giorno ottiene gli arresti domiciliari. Indica come residenza un appartamento che si trova a Roma, in via Lazio 6. È un palazzo antico, a due passi da via Veneto dove vive con la moglie e le due figlie piccole. Ma nel giugno del 2010 decide di cambiare casa.

È ancora detenuto e chiede il permesso di potersi trasferire in via Gramsci, altra splendida strada nel cuore dei Parioli, elegante quartiere romano. Proprio in quel periodo entra in stretti rapporti con Lavitola. «Ci siamo conosciuti perché i nostri figli vanno tutti a scuola a Villa Flaminia», spiega Tarantini ai magistrati. Ma ora si vuole capire come è avvenuto esattamente il contatto, visto che l'imprenditore pugliese è tornato in libertà il 23 agosto di quell'anno.

E come mai Lavitola - che con Berlusconi aveva già un legame consolidato - si sia di fatto messo a disposizione della coppia, intrecciando anche una relazione sentimentale con la donna.

La casa di via Gramsci, si scopre ora, gliela procura Gianluca Tricarico, immobiliarista molto legato ad Alfonso Papa, il parlamentare Pdl tuttora in carcere per l'inchiesta cosiddetta P4. «Non conosco Papa», ha giurato Tarantini. Ma anche questa circostanza dovrà essere approfondita, tenendo conto che per la dimora ai Parioli la coppia Tarantini versa 2.000 euro mensili a fronte di un prezzo di mercato che ne prevede oltre il doppio.

Proprietaria della casa è la signora Daniela Semeraro che dovrà chiarire i termini del contratto di locazione, anche per verificare se ci sia qualcuno che versa una differenza o se questo prezzo di favore è stato ottenuto per motivi particolari. Ma soprattutto scoprire quale sia l'aggancio che ha fatto incontrare Tarantini e Tricarico.

Capitolo a parte riguarda gli avvocati. Afferma Lavitola nel comunicato reso pubblico due giorni fa: «Quando ho conosciuto Tarantini era assistito dall'avvocato D'Ascola, con il quale non andava d'accordo, e la prima richiesta che mi avanzò fu quella di aiutarlo a sostituire il legale».

D'Ascola - che condivide lo studio romano con il difensore del premier Nicolò Ghedini - era stato nominato da Tarantini nell'inchiesta sulle escort ed effettivamente è stato revocato nel settembre 2010, vale a dire mentre Tarantini cominciava a ricevere i 20 mila euro al mese. Al suo posto è arrivato Giorgio Perroni, che di Berlusconi è difensore nel pool creato per seguire il processo di Milano sulle feste ad Arcore.

«L'interrogatorio di oggi servirà a mettere a fuoco e spiegare ogni dettaglio», anticipa Alessandro Diddi, l'attuale difensore di Tarantini, che poi aggiunge: «Lui ha tutto l'interesse a dire la verità e tornare a casa».

 

Tarantinimoglie di tarantini x ANGELA DEVENUTO MOGLIE DI TARANTINIGiampaolo TarantiniTARANTINI ARRESTATOBerlusconi fotografato il 31 maggio 2009 davanti all'ingresso dell'hotel Palace di Bari, alle sue spalle Patrizia D'AddarioBERLUSCONI SALUTA PATRIZIA DADDARIOLavitola

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