giuseppe conte paolo gentiloni roberto gualtieri

CAVOLETTI DA BRUXELLES – OGGI ARRIVANO LE CONSUETE “PAGELLE” AUTUNNALI SULLE BOZZE DI MANOVRA DEI GOVERNI UE. CON LA PANDEMIA È SALTATO OGNI VINCOLO SU DEFICIT E DEBITO, MA L’OSSERVATO SPECIALE È SEMPRE L’ITALIA, CHE COME AL SOLITO PROVA AD APPROFITTARSI DELL’EMERGENZA INSERENDO MANCETTE E SPESE A “LUNGO TERMINE” – GENTILONI INVITA SOTTILMENTE A USARE IL MES: “UN BAZOOKA NON È UN VANTAGGIO”

1 – LA UE IN PRESSING SU ROMA PER IL MES GENTILONI: "IL BAZOOKA SERVE TUTTO"

Estratto dell'articolo di Alberto D’Argenio per “la Repubblica”

paolo gentiloni valdis dombrovskis

 

(…) Eppure all' interno dell' Eurogoverno i falchi avrebbero voluto essere più duri, mettendo già in guardia i governi "indisciplinati". Non l' hanno vinta, ma lo scontro preannuncia la battaglia di primavera: riattivare il Patto già nel 2022 oppure, come sostiene Gentiloni, aspettare che i paesi recuperino i livelli di Pil pre pandemia e quindi il 2023? Se vinceranno i falchi, a giugno Bruxelles scriverà raccomandazioni sui conti pubblici dure. Altrimenti, ci sarà un altro anno per rilanciare l' economia.

 

giuseppe conte roberto gualtieri

Una battaglia che si incrocerà a quella sulla riforma del Patto di stabilità: non è immaginabile dopo la peggior recessione dal dopoguerra tornare alle vecchie regole che imporrebbero di abbattere violentemente il debito esploso a causa del Covid, affogando la ripresa. Ieri Gentiloni ha spiegato che i debiti dovranno scendere nel medio termine e che le nuove regole del Patto indicheranno come. Insomma, dovranno essere più morbide. Obiettivo non scontato, ma al momento considerato più raggiungibile della cancellazione di parte dei debiti.

 

(...) Altro punto cruciale è convincere i governi a usare i 400 miliardi del Mes sanitario, intonsi anche se privi di condizionalità. Paolo Gentiloni: dice che il bazooka messo a disposizione dei Paesi va usato tutto: «Un mezzo bazooka non è un vantaggio ».

 

conte ursula

(…) All' Eurogruppo del 30 novembre torneranno in pressing su Roma, anche perché la riforma del Mes serve a completare l' Unione bancaria. Dopodiché si discuterà sul rendere più appetibili i suoi fondi per la sanità.

 

Una partita storica si giocherà infine a cavallo della riforma del Patto: rendere permanenti gli eurobond oltre la scadenza del Recovery, una vera rivoluzione per l' Unione. Le colombe ci proveranno, ma sarà necessario che Italia e Spagna usino al meglio la parte dei 750 miliardi loro destinata per dimostrare ai nordici che sono soldi ben spesi.

 

GIUSEPPE CONTE URSULA VON DER LEYEN

2 – L'UE AVVISA L'ITALIA "TROPPE SPESE A LUNGO TERMINE"

Marco Bresolin per “la Stampa”

 

L'eccezionale situazione d'emergenza giustifica spese «temporanee», mentre nella manovra italiana ci sono troppe misure «a lungo termine». È questo, in estrema sintesi, il principale messaggio che arriverà oggi dalla Commissione europea.

 

All'ora di pranzo verranno pubblicate le consuete «pagelle» autunnali stilate sulla base delle bozze di manovra che i governi hanno inviato a Bruxelles, ma quest' anno saranno molto particolari: con il Patto di Stabilità sospeso, non ci saranno giudizi quantitativi su deficit e debito.

conte meme

 

L'esecutivo Ue ha dunque deciso di andare a vedere la qualità delle spese messe a bilancio dalle Capitali. Durante la scorsa primavera, Bruxelles ha deciso di sospendere l'applicazione dei vincoli Ue per consentire agli Stati di spendere per affrontare l'emergenza.

 

Ma ora è il momento di spulciare tutti i programmi di bilancio per rispondere a una domanda: le spese in deficit inserite dai governi per il prossimo anno servono veramente a rispondere a questa situazione particolare oppure si trascineranno anche per gli anni successivi, con effetti negativi sul debito? Per la maggior parte dei Paesi dell'Eurozona si tratta quasi esclusivamente di misure temporanee che avranno un effetto limitato al 2021 o al massimo al 2022.

 

MONOPATTINO CONTE MEME

Per l'Italia no: circa il 30% delle spese si protrarranno nel medio-lungo periodo. In una situazione simile ci sono anche la Slovacchia e, in misura minore, la Francia. Ma non sono previsti richiami formali né richieste di correggere il tiro, visto che la sospensione del Patto impedisce di fatto alla Commissione di fare raccomandazioni sui target di bilancio. Anche per questo oggi l'esecutivo Ue dirà che «tutte le bozze di manovra sono complessivamente in linea con le raccomandazioni».

 

L'Italia sarà comunque oggetto di due menzioni speciali: una per gli squilibri economici eccessivi (la Commissione presenterà un rapporto in primavera) e una per il volume del debito. Secondo Paolo Gentiloni «il debito non deve essere un ostacolo per la ripresa, ma la questione va comunque affrontata a medio-termine». Perché - ha sottolineato il commissario all'Economia - «il problema del debito non si può cancellare». L'ex premier, intervenendo in audizione alla Camera, si è anche soffermato sulla grana del Recovery Fund, bloccato dal veto di Polonia e Ungheria.

SANCHEZ CONTE RUTTE ALLA DISCUSSIONE SUL RECOVERY FUND

 

Gentiloni si è detto fiducioso che alla fine una soluzione sarà trovata, per questo «è meglio non parlare di un piano B». L'ipotesi di trasformare il Recovery in uno strumento intergovernativo non piace al commissario: «Sarebbe un errore rinunciare al suo carattere comunitario». Non chiude invece a questa ipotesi l'olandese Mark Rutte, pur consapevole delle difficoltà pratiche.

 

GIUSEPPE CONTE MARK RUTTE

Ieri i governi di Budapest e Varsavia hanno ribadito la loro posizione durante un acceso vertice tra i ministri degli Affari Ue. «Questo meccanismo è contro di noi, per sanzionarci su base ideologica», ha insistito l'ungherese Judit Varga, ministra della Giustizia. «È l'Ue - ha aggiunto - ad andare contro i Trattati e contro lo Stato di diritto». Della questione se ne occuperanno domani i capi di Stato e di governo. Johannes Hahn, commissario Ue al Bilancio, lancia un avvertimento: «Se il Recovery fallisce, le conseguenze politiche saranno inimmaginabili e l'impatto sui mercati e sull'economia Ue sarà devastante».

CONTE COMANDA COLOREROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTEconte memeGIUSEPPE CONTE MEME

 

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…