lenin kaiser

IL COMUNISMO DEL KAISER (DEDICATO A CHI OGGI SI DOMANDA COME SPUNTANO DI COLPO CERTI PARTITI, CERTI LEADER, CERTI GIORNALI...) - CON PIÙ DI 50 MILIONI DI MARCHI D'ORO, LA GERMANIA SI "COMPRÒ" LA RIVOLUZIONE DI LENIN - DURANTE LA PRIMA GUERRA MONDIALE, NON POTENDO SOSTENERE A LUNGO UN CONFLITTO SU DUE FRONTI, OCCIDENTALE E ORIENTALE, BERLINO FINANZIÒ LA RIVOLTA DEI “PACIFISTI” BOLSCEVICHI PER DESTABILIZZARE IL POTERE ZARISTA E FAVORIRE L'USCITA DELLA RUSSIA DALL’ALLEANZA CON FRANCIA E GRAN BRETAGNA - NEL 1917, L'IMPERO TEDESCO ORGANIZZÒ IL CELEBRE VIAGGIO DI LENIN DALLA SVIZZERA ALLA RUSSIA ATTRAVERSO UN TRENO BLINDATO E NEL 1918 VENNE FIRMATO IL TRATTATO DI PACE…

Storia dei servizi segreti. Dai faraoni alla CIA - Wolfgang Krieger

Estratto da "Storia dei servizi segreti. Dai faraoni alla CIA" - di Wolfgang Krieger – edito da Mimesis

 

Se si vuole comprendere appieno la rischiosa politica dei vertici militari tedeschi, è indispensabile ricordare al contempo quello che sicuramente è il colpo di mano più ricco di conseguenze fatali mai operato dai servizi segreti: l'appoggio fornito alla rivoluzione bolscevica.

 

Dal momento che la Germania del Kaiser non possedeva servizi segreti per l'estero, ma solo una divisione nello Stato maggiore (Divisione III B), svariati uffici dovettero occuparsi sia della caccia alle informazioni sia del controspionaggio.

 

Al di fuori della Germania l'attività spionistica era comunque in larga misura nelle mani dell'Ufficio Esteri, appoggiato dal delegato militare, cui vennero poi affidati, durante la guerra, l'organizzazione e il finanziamento della propaganda e delle operazioni di sabotaggio.

 

Rientra perfettamente nel quadro, dunque, il fatto che l'Ufficio esteri, nell'ambito della propaganda a favore della guerra, appoggiasse quelle organizzazioni che, negli Stati nemici, erano sovversivamente attive contro gli sforzi bellici.

 

lenin, arruolamento di lavoratori marxisti, 18955

In Russia, tra i principali attori di tali sommovimenti, v'erano i bolscevichi, i quali, dalla frattura del partito russo socialdemocratico dei lavoratori nel 1903, si battevano con particolare veemenza contro i menscevichi, la minoranza interna del partito stesso.

Durante la guerra, i bolscevichi si distinsero per la parola d'ordine di pace immediata, restando il loro principale obiettivo la totale rivoluzione politica.

 

Non stupisce, di conseguenza, che l'Ufficio Esteri, sotto la guida del successore di Zimmermann, Richard von Kühlmann, pensò bene di finanziare la propaganda bolscevica medesima - oltre a quella di svariati movimenti separatisti.

Kaiser Guglielmo II

 

In tal modo, secondo le parole stesse di von Kühlmann, la rivista più importante del partito, la Pravda, poteva raggiungere una tiratura molto maggiore e allargare la cerchia dei suoi sostenitori. 

 

Il tramite più significativo fu un certo Alexander Helphand (detto Parvus), la cui biografia fu a dir poco avventurosa. Helphand era una via di mezzo tra un uomo d'affari e un agitatore politico, sempre in viaggio tra la Russia e la Germania e in stretti rapporti con socialisti e rivoluzionari di vario genere, tra cui Lenin e Trockij, già conosciuti durante il loro soggiorno a Monaco di Baviera tra il 1900 e il 1905. 

 

Nel giro dei socialdemocratici tedeschi, Parvus rappresentava perfino il teorico di più grande rilievo, che sulla stampa di partito si pronunciava a favore della controversa questione sulle vie da prendere per realizzare il socialismo.

 

trockij lenin

Già nel febbraio 1915, egli presentava all'Ufficio Esteri un piano dettagliato sulle possibilità di agire in Russia attraverso il sostegno segreto di scioperi, movimenti separatisti e azioni di sabotaggio.

 

Grazie ai suoi appoggi internazionali e al suo fiuto per gli affari, egli era in un certo senso predestinato alla ripartizione, top secret, dei finanziamenti tedeschi alle correlate organizzazioni — su tutte, i bolscevichi. I quali, da parte loro, erano molto abili nell' allacciare relazioni con i servizi segreti.

 

Parvus Trotski Deich

Dopo la rivoluzione del febbraio 1917, che pose fine al regime autocratico, dagli atti della polizia segreta zarista, la Ochrana, si era potuto evincere che i bolscevichi possedevano più infiltrati di qualunque altro gruppo d'opposizione russo.

 

Nella sezione di San Pietroburgo, quattro su cinque membri del comitato direttivo erano loro. Tra i sei deputati bolscevichi alla Duna del comitato direttivo erano loro. Tra i sei deputati bolscevichi alla Duma eletta nel 1912, vi era Roman Malinovskij, che fu scelto come capogruppo e che per molti anni prese personalmente le difese di Lenin, sospettato di essere una spia.

 

COMIZIO DI LENIN NELLA PIAZZA ROSSA

Forti delle esperienze negative, i bolscevichi non volevano rinunciare in nessun caso alle fonti di denaro, grazie alle quali erano riusciti a finanziare il gigantesco apparato propagandistico. E quindi del tutto comprensibile che, nel fatidico 1917, Lenin stesso non intrattenesse alcun contatto diretto con Parvus, come avrebbe in seguito asserito.

 

Il tentativo di spiegare gli enormi fondi presenti nelle casse del partito sulla base dei contributi volontari offerti dai suoi membri, come ancora oggi si sente dire dagli apologeti del comunismo, è semplicemente ridicolo.  

 

Alexander Helphand (detto Parvus)

La stessa cifra dichiarata da Lenin, 1,4 milioni di copie settimanali di tiratura per la rivista del partito - distribuita con 17 quotidiani bolscevichi (nell'agosto 1917) - è difficilmente immaginabile senza un aiuto esterno.

 

In effetti, già in un articolo sull'Avanti del 1921, il socialdemocratico riformista tedesco Eduard Bernstein aveva calcolato che i bolscevichi avevano ricevuto, dalle casse dell'Ufficio Esteri, più di 50 milioni di marchi d'oro.

 

Tale cifra risulterebbe dalla documentazione rinvenuta, insieme ad altri atti segreti degli anni della guerra, nell'archivio del ministero. Ulteriori verifiche confermarono la scoperta.  

 

lenin e la rivoluzione russa

Occorsero comunque altri due fattori per fare dei bolscevichi uno strumento per la capitolazione della Russia. Lenin doveva essere riportato indietro dal suo esilio in Svizzera, e il suo corso avrebbe dovuto ristabilire una pace immediata in Russia.

 

Il rientro in patria del politico russo venne organizzato dai vertici militari tedeschi: dopo la rivoluzione di febbraio, due ufficiali accompagnarono Lenin, alloggiato in una carrozza speciale (non in un vagone o in un treno piombato, come spesso si legge), da Zurigo, via Francoforte, Berlino e Sassnitz, fino alla neutrale Svezia, e di lì, via Stoccolma, fino a Haparanda, ai confini tra Svezia e Finlandia.  

la rivoluzione russa

 

Quando, il 16 aprile 1917, Lenin fece finalmente il suo ingresso a Pietrogrado (non più San Pietroburgo, nome ritenuto ormai troppo tedesco) si venne a sapere che non solo il governo repubblicano, come già noto, perorava la prosecuzione della guerra, ma anche i vertici bolscevichi della città.  

 

A Lenin furono necessarie parecchie settimane per convincere il partito a sostenere la sua linea: pace immediata e senza condizioni. Quando i bolscevichi giunsero infine al potere, con la rivoluzione di novembre, perseguirono lo scopo della cessazione immediata del conflitto, scontrandosi anche con resistenze intestine, che fu possibile vincere in forza delle considerevoli somme che, di nuovo, fluirono dalle casse del governo tedesco.  

  

vladmir lenin

Perfino dopo la chiusura delle contrattazioni per la pace di Brest-Litovsk, nel marzo 1918 a Berlino, si continuava a temere che le forze dell'Intesa cercassero di trascinare nuovamente in guerra i russi, eventualmente anche corrompendoli.

 

"Ora più che mai è corruttibile la corruttibile Russia", sospirava il diplomatico Graf Mirbach, che visse gli eventi della rivoluzione dall'ambasciata tedesca. Mirbach venne assassinato nel luglio 1918, evidentemente in quanto figura simbolica degli impopolari accordi di pace, nel tentativo di reindirizzare la rivoluzione sui binari della guerra.

 

Roman Malinovskij

Lenin, furibondo, temeva che ci fosse la mano del capo dei suoi servizi segreti, Feliks Dzerzinskij. Lo fece destituire, ma dopo alcune settimane questi poté far ritorno al suo posto.

 

La dirigenza politica e militare in Germania, a quel tempo, teneva molto a presentare come un grande successo le proprie attività segrete in Russia - un successo che aveva contribuito in larga misura alla capitolazione dei russi e alla caduta (provvisoria) dell'impero zarista.

 

Le conseguenze politiche mondiali, come presto emerse, furono tuttavia enormi: paragonabile per fatalità è solo l'offerta di Hitler a Stalin nell'agosto 1939, che, sulla base di un accordo segreto per la spartizione dei territori della Polonia, gli faceva intravedere la possibilità di un’espansione fino nel cuore dell'Europa. 

VLADIMIR LENIN SUL PODIO - DIPINTO DI Aleksandr Gerasimov

la rivoluzione russa guardie rosse a cavallo

Kaiser Guglielmo II

la rivoluzione russa la rivoluzione russa la rivoluzione russa Alexander Helphand (detto Parvus)

STALIN LENINvladimir lenin prima guerra mondiale corseraprima guerra mondialeaerei tedeschi 1917adolf hitler durante la prima guerra mondialePRIMA GUERRA MONDIALE VITA IN TRINCEA DEI SOLDATI TEDESCHI PRIMA GUERRA MONDIALE VITA IN TRINCEA DEI SOLDATI TEDESCHI LENIN E SUA MOGLIE

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