SULLA CONSOB SI MUOVE ANCHE IL COLLE – SECONDO “LA STAMPA”, LA TIGNA CON CUI ANTONIO TAJANI SI OPPONE ALLA NOMINA DEL LEGHISTA FEDERICO FRENI ALLA CONSOB, “LA SI DEVE ALLA MORAL SUASION DEL QUIRINALE, CHE HA FATTO CAPIRE DI AVERE DIFFICOLTÀ A CONTROFIRMARE UN DECRETO DI NOMINA PER FRENI PRESIDENTE” – “GIORGIA MELONI, COLEI CHE DOVREBBE METTERE LA PRIMA FIRMA SULLA NOMINA, È CONSAPEVOLE DELLE DIFFICOLTÀ E RESTA IN SILENZIO IN ATTESA DI AFFRONTARE NUOVAMENTE IL TEMA AL PROSSIMO VERTICE DI MAGGIORANZA” – IL DIRETTO INTERESSATO, SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA, DICE DI SENTIRSI “ANCORA IN PARTITA”
Estratto dell’articolo di R.E. per “La Stampa”
federico freni - giancarlo giorgetti - foto lapresse
Chi in queste ore ha avuto occasione di parlargli, gli ha sentito dire di sentirsi «ancora in partita» per la presidenza della Consob. E così ieri il sottosegretario al Tesoro Federico Freni, atteso ad un dibattito a Rivisondoli organizzato dal suo partito - la Lega - ha deciso di mantenere un profilo defilato e dato forfait alla manifestazione. E però nel frattempo il vicepremier Antonio Tajani, strenuamente contrario alla sua designazione, ha confermato per l'ennesima volta l'indisponibilità di Forza Italia a sostenere la sua candidatura all'organo di vigilanza sulle società quotate.
ANTONIO TAJANI A CRANS MONTANA
«Noi partiamo da un principio: in questo momento, vista la situazione finanziaria internazionale e l'importanza di questi aspetti per un Paese che sta uscendo dalla procedura di infrazione europea, è giusto scegliere una figura non di partito. E' quel che prevede dalla legge».
Il ministro degli Esteri fa riferimento alle norme che portano il nome dell'ex ministro Frattini, e che impongono a chi ha incarichi di governo di non essere designato per almeno un anno dalle dimissioni alla guida di organismi di garanzia.
La Lega ricorda in queste ore i precedenti del sottosegretario Giuseppe Vegas e del ministro Paolo Savona, entrambi scelti a guidare la Consob ma nessuno dei due - come è il caso di Freni - con incarichi direttamente collegati ai temi di finanza. Insiste Tajani: «Per noi bisogna trovare una figura indipendente che offra garanzie di trasparenza. [...]».
giorgia meloni antonio tajani sergio mattarella
La linea di Tajani tiene nonostante alcune dichiarazioni pubbliche di suoi compagni di partito a favore di Freni, e la si deve alla moral suasion del Quirinale, che ha fatto capire di avere difficoltà a controfirmare un decreto di nomina per Freni presidente.
Giorgia Meloni, colei che dovrebbe mettere la prima firma sulla nomina, è consapevole delle difficoltà e resta in silenzio in attesa di affrontare nuovamente il tema al prossimo vertice di maggioranza.
ANTONIO TAJANI A CRANS MONTANA
antonio tajani giancarlo giorgetti foto lapresse
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