consumi

SENZA CONSUMI, SIAMO CONSUMATI - A MAGGIO LA DOMANDA CROLLA DEL 30% - QUASI AZZERATA LA RICHIESTA DI SERVIZI, SOPRATTUTTO PER QUELLI LEGATI ALLA FRUIZIONE DEL TEMPO LIBERO (-92%), PER ALBERGHI, BAR E RISTORANTI (-66%) E ABBIGLIAMENTO (-55%) - IL PRESIDENTE DI CONFCOMMERCIO, SANGALLI: “MOLTE IMPRESE NON HANNO ANCORA VISTO LIQUIDITÀ. BISOGNA PASSARE SUBITO DAGLI ANNUNCI ALLA CONCRETEZZA DEI RISULTATI…”

1 - ACQUISTI ANCORA IN QUARANTENA A MAGGIO IL CROLLO È DEL 30%

Lodovica Bulian per “il Giornale”

sangalli

 

La caduta è verticale. La riapertura non è stata una ripresa. Gli effetti di tre mesi di pandemia sono uno tsunami sui consumi. Solo a maggio, il mese della ripartenza, avverte Confcommercio, sono scesi del 29,4 per cento. Con la chiusura totale ad aprile era arrivato a -47 per cento. L'Ufficio studi dell'associazione nel rapporto sulla congiuntura di giugno ricorda che «sulla velocità della ripartenza e sul suo consolidamento si gioca il futuro del Paese. Non bisogna trascurare i pericoli connessi all'avvio di un possibile corto circuito depressivo».

 

Gualtieri Conte

Il disagio sociale è esploso ad aprile, di pari passo con il deterioramento delle condizioni del mondo del lavoro dipendente e autonomo. Compromessa la fiducia delle famiglie, con ricadute sul consumo tali da frenare ogni ipotesi di recupero di rilievo. Il confronto degli ultimi tre mesi con quelli del 2019 consegna una contrazione del 36,4% dei consumi, un gap che si riuscirà a recuperare «solo in parte nei prossimi mesi».

 

Si è quasi azzerata la domanda di servizi, soprattutto per quelli legati alla fruizione del tempo libero (-92%), per alberghi, bar e ristoranti (-66%) e abbigliamento (-55%). «Si stima per giugno una crescita congiunturale del Pil del 4,7%, dato che porterebbe ad una decrescita del 17,2% rispetto allo stesso mese del 2019. Nel complesso del secondo trimestre, la riduzione sarebbe del 17,4% congiunturale e del 21,9% su base annua. Queste cifre rendono ben chiara l'entità della montagna che il Paese deve scalare».

 

carlo sangalli 2

Una montagna dove la salita è più ripida se le famiglie «hanno meno reddito e molte imprese rischiano la chiusura. C'è pochissimo tempo, bisogna passare subito dagli annunci alla concretezza dei risultati. A partire dalla liquidità, che molte imprese non hanno ancora visto, fino ad un piano di rilancio dell'immagine dell'Italia nel mondo», avverte il presidente Carlo Sangalli. La possibile riduzione dell'Iva ipotizzata dal premier Conte «è un importante segnale di fiducia che abbiamo sempre auspicato», dice Sangalli.

 

«Che non sia, però, una misura eccessivamente provvisoria. Consumatori e imprese hanno bisogno di certezze per programmare», aggiunge. Sulla proposta contenuta nel Piano Colao di incentivare il rientro di contanti dall'estero, Conte invece chiude: «Il problema è che se consentissi domani di riportare contanti in Italia», significherebbe «sanare tutto quello che c'è dietro. Il problema è quello del condono. Un'operazione del genere la gente la fa se non deve dare spiegazioni, se qualsiasi attività pregressa viene sanata. Lì si crea una forte ingiustizia».

 

conte gualtieri

Il premier piuttosto pensa a «un piano cashless, che è un mio cavallo di battaglia. L'ho detto al Mef: c'è stata l'emergenza ma ora dobbiamo realizzarlo quanto prima». Arranca l'industria. Che riaccende i motori, ma fatica a riprendere i giri. In aprile la produzione industriale è scesa del 19,1%, e nonostante il recupero atteso in maggio e giugno, il secondo trimestre registrerà un calo del 20%. Confermate le fosche previsioni di un crollo del Pil stimato a circa -9%.

 

I dati «dicono che, nonostante la graduale fine del lockdown dal 3 maggio e la possibilità di riapertura dell'attività, la risalita non è completa», sono le notizie che arrivano dal Centro studi di Confindustria. Risalita che «è apprezzabile, ma parziale, nell'industria (45,4 a maggio), che aveva registrato un tonfo ed era già in difficoltà prima del Covid. Molto meno nei servizi che restano in forte difficoltà (28,9) dopo il tracollo subito». Il problema ora «è la domanda che resta bassa, per vari beni e servizi, frenando le imprese che hanno riaperto e facendo accumulare scorte».Gli ordini sono ridotti ed è difficile programmare investimenti.

stime sui consumi interni

 

2 - PER FAR RIPARTIRE I CONSUMI SERVONO ALMENO 40 MILIARDI

Sandro Iacometti per “Libero quotidiano”

 

Fareste spese pazze se i prezzi fossero più bassi di qualche euro? È tutto qui il busillis su cui si stanno arrovellando gli espertoni economici di Giuseppe Conte. Già, perché delle due l'una: o si trovano 40/50 miliardi per un taglio shock dell'Iva oppure il governo si dovrà accontentare di una limatina che rischia di avere impatti impercettibili sulle tariffe di beni e servizi. La prima ipotesi, di cui si è favoleggiato subito dopo la proposta lanciata a mezza bocca dal premier al termine degli Stati generali, è uscita dall'orizzonte con la rapidità di un ghepardo.

 

IGNAZIO VISCO

«Cifre considerevoli, operazione complessa», ha fatto sapere il viceministro dell'Economia, Antonio Misiani. «Costa tantissimo», ha detto il titolare del dicastero Roberto Gualtieri. E alla fine ha messo le mani avanti pure lo stesso Conte, spiegando che si sta valutando solo «una lieve e temporanea riduzione». Quanto lieve e quanto temporanea non è dato sapere. Ma i numeri sul tavolo si conoscono. Basta guardare le clausole di salvaguardia per capire di che entità stiamo parlando.

 

antonio misiani

Il costo della sterilizzazione di 5 punti di aumento delle due principali aliquote Iva (dal 22 al 25% e dal 10 al 12%) previsto per il 2021 vale poco meno di 20 miliardi. Quindi circa 4 miliardi l'anno per ogni singolo punto di ogni singola aliquota. Vale la pena? L'esempio che continua a ronzare nella testa di tutti è quello della Germania, che solo qualche settimana fa ha portato le aliquote dal 19 al 16% e dal 7 al 5% spendendo appunto 20 miliardi, anche se solo per sei mesi di riduzione (le differenze di gettito complessivo incidono sulle coperture necessarie). stanziamenti esigui Se lo ha fatto la Merkel posso farlo anche io, deve aver pensato il premier.

 

i consumi a marzo

Sottovalutando, però, il fatto che la manovra varata dai tedeschi (di 15 pagine, non di dieci tomi come le nostre) è complessivamente di 130 miliardi, mentre da noi la Cig si è già mangiata metà degli esigui stanziamenti del decreto rilancio (55 miliardi) ed è pronta a prosciugare anche l'ulteriore scostamento di bilancio da 10 miliardi allo studio del governo. Certo, intervenire a sostegno dei consumi è fondamentale.

 

Confcommercio ieri ha segnalato che a maggio, malgrado la fase due e la riapertura delle attività, si è registrato un crollo del 30% degli acquisti e che il pil nel secondo trimestre potrebbe scivolare addirittura del 22% rispetto allo scorso anno. Ma siamo sicuri che una manovrina sull'Iva servirà allo scopo? Per abbassare di 10 punti l'aliquota massima o di 5 quella massima e quella agevolata, che è il minimo sindacale per ottenere un qualche risultato tangibile, servono più di 40 miliardi. Altro debito? Aspettiamo i soldi della Ue?

 

roberto gualtieri

Nessuno lo sa, neanche Conte. Che ieri dopo il pressing di Matteo Salvini, che ha accolto la proposta con molto più entusiasmo della stessa maggioranza e ha sfidato il premier ad andare fino in fondo, ha velocemente ripiegato su una versione pasticciata (e molto più economica) del taglio, farfugliando di riduzioni selettive solo per alcuni settori in difficoltà e di piano cashless per incentivare l'uso dei pagamenti digitali. bufala grillina Insomma, la grande sforbiciata alle tasse si è già trasformata in una bufala dal sapore grillino che consentirà di spendere un altro po' di soldi senza ottenere nulla in cambio. D'altra parte, Conte non ha molte alternative.

 

conte salvini

A poche ore dalla sortita durante la conferenza stampa di Villa Pamphilj sembra che i Cinquestelle siano l'unico alleato disponibile su piazza. Il Pd, che al contrario non ha mai disdegnato l'ipotesi di aumentare la tassazione indiretta per finanziare le manovre di bilancio, ha reagito con grande freddezza. Pure i renziani non impazziscono all'idea. Ed è inutile aspettarsi aiuti da Bruxelles, che da anni ci invita a spostare il peso fiscale dalle persone alle cose per favorire un riequilibrio del sistema tributario.

 

Un assaggio della stroncatura che il progetto subirà a livello europeo è arrivato ieri mattina dal governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, secondo cui per intervenire sul fisco serve «una visione più ampia, non si può procedere imposta per imposta». Tesi che, a dire il vero, è venuta in mente non solo a più di un'economista, ma anche ai tanti che si aspettavano dagli Stati generali qualcosa di più che un mini-taglio selettivo e temporaneo dell'Iva.

 

giuseppe conte rocco casalino emmanuel macron

Dietro la trovata di Conte c'è sicuramente anche il tentativo di spaccare il fronte imprenditoriale, creando uno spartiacque tra le aziende, che del taglio dell'Iva se ne fanno poco o niente, e i commercianti, che pensano di poter ricavare un po' di ossigeno dall'alleggerimento tributario sugli acquisti. Ma è bastata una giornata di polemiche per far capire al premier che si tratta di una strada che non porta da nessuna parte.

 

La verità, ha confessato Conte dopo aver scaricato la paternità della proposta sulle categorie che hanno sfilato agli Stati generali, «è che nessuno ha una ricetta pronta, siamo in una condizione di incertezza e dobbiamo mantenerci flessibili». Flessibili o immobili? Questione di punti di vista. Ma Visco un'idea se l'è fatta. «L'incertezza è grande», ha concordato il governatore, «ma questo non vuol dire che bisogna stare fermi».

             

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”