giuseppe conte elly schlein

“È IL MOMENTO DI COSTRUIRE UN PROGRAMMA PER FAR RIALZARE L'ITALIA" – GIUSEPPE CONTE APRE IL CANTIERE M5S IN VISTA DELLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE E SFIDA IL GOVERNO SU DIFESA E SICUREZZA – LA DEBACLE PENTASTELLATA IN VENETO, PUGLIA E CAMPANIA AZZOPPA LE AMBIZIONI DI PEPPINIELLO DI RICOPRIRE IL RUOLO DI FRONTMAN DEL CAMPO LARGO (BENCHE’ NEI SONDAGGI SURCLASSAVA LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO). MA UNA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CON INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA POTREBBE PORTARE ALLE PRIMARIE...

 

CONTE, AL VIA IL CANTIERE M5S PER IL PROGRAMMA DI GOVERNO  

(ANSA) "È il momento di costruire un programma per far rialzare l'Italia". Lo scrive sui social il presidente del M5s, Giuseppe Conte. "In questi anni abbiamo sperimentato un nuovo modo di ascoltare e far partecipare le persone alle decisioni, di farle incidere nelle scelte. Un anno fa lo abbiamo sperimentato con Nova.

 

ELLY SCHLEIN - ROBERTO FICO - GIUSEPPE CONTE

E ora quel metodo voglio replicarlo. Apriamo il cantiere di un nuovo programma di forte cambiamento. Quello che uscirà lo porterò nel confronto con le altre forze politiche del campo progressista per dare al Paese un nuovo programma di Governo che non potrà essere frutto di un mero scambio di vedute tra dirigenti di partito" 

 

"Lavoreremo - prosegue ancora - a un programma che serva davvero ai cittadini, alle famiglie, alle imprese. Che miri davvero a cambiare la nostra società. Perché l'Italia merita molto di più di chi saltella sulla sofferenza di famiglie e imprese.

 

Perché abbiamo già dimostrato che l'Italia può vincere battaglie in Europa, anche se parte isolata, se ha la visione e la forza per correre avanti, per proporre svolte contro la povertà, il malaffare, la corruzione.

 

fico schlein conte

Possiamo farlo ancora con la partecipazione, con l'ascolto, con il coraggio di operare scelte forti, di metterci sempre in discussione. Avanti, possiamo cambiare le cose insieme".    

 

"Oggi - dice ancora Conte - potrei accontentarmi di una schiacciante vittoria, per aver battuto con un candidato del M5S - il nostro Roberto Fico - di ben 25 punti un esponente di primo piano del Governo Meloni. Ma non posso chiudere gli occhi sul fatto che molte, troppe persone non si sentono coinvolte dalla politica. Non vanno a votare. Non credono che la politica possa cambiare la loro vita.

 

Il Movimento non è nato per accontentarsi, per garantirsi pratiche di potere. La rivoluzione del Movimento nasce per favorire la più ampia partecipazione dei cittadini alla vita politica. E si sviluppa contrastando le incrostazioni di un sistema politico sempre più autoreferenziale" 

 

1 - SCHLEIN VINCE LE SUE PRIMARIE CON CONTE VIA ALLA CORSA DELLE POLITICHE 

Annalisa Cuzzocrea per “la Repubblica” - Estratti

 

È un pareggio dentro cui guardare bene, questo delle Regionali 2025. Perché contiene i segni di qualcosa di nuovo che lentamente si muove, nell'elettorato che ancora pensa abbia senso la fatica democratica del voto. La linea Schlein nel centrosinistra si rafforza grazie ai risultati larghi di Campania e Puglia. 

 

(…) Anche per questo, Schlein farà bene a non ascoltare i richiami di Meloni sulla necessità di cambiare la legge elettorale, e a concentrarsi come ha fatto fin qui sull'ascolto del Paese e sulle risposte di cui le persone sentono il bisogno.

NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - ROBERTO FICO - GIUSEPPE CONTE - ANGELO BONELLI

 

Tanto più la destra cercherà di attirarla nel palazzo, tanto più dovrà farsi trovare altrove. Perché l'apertura del cantiere elettorale a urne appena chiuse da parte di Fratelli d'Italia, con l'eliminazione dei collegi uninominali e un premio di maggioranza blindato, è il primo vero segnale di debolezza della premier. 

 

Meloni tenta l'opposizione che ha sempre criticato il sistema attuale, ma deve convincere prima di tutto la sua maggioranza: a partiti come la Lega che hanno un forte radicamento territoriale al Nord, o Forza Italia che ce l'ha in alcune regioni del Sud, non è detto che un sistema diverso possa convenire.

(…)

Detto questo, il centrosinistra deve stare attento alle semplificazioni. 

GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - ANGELO BONELLI

Schlein ha dimostrato che Puglia e Campania potevano abbandonare la strada già battuta con Emiliano e De Luca, senza pagare pegno.

 

Anzi, rafforzandosi com'è stato con Decaro. Che certo in chiave interna è visto come un possibile avversario della segretaria, ma in questo momento è stato funzionale al suo disegno: dimostrare che l'alleanza larghissima dai 5 stelle a Matteo Renzi passando per Alleanza Verdi Sinistra con il Pd come perno, è competitiva e conduce alla vittoria.

 

Di più, che vista in una proiezione nazionale avrebbe premiato il centrosinistra nel 2022 e potrebbe premiarlo nel 2027. Ma qui viene il difficile. Perché aver prevalso in due Regioni su tre ieri e aver dimostrato la sofferenza della destra a Sud, non basta: servono ancora due fattori, perché l'ottimismo sia giustificato.

 

MEME SU GIUSEPPE CONTE E ELLY SCHLEIN - BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

Il primo è che i 5 stelle credano nell'alleanza quanto il Pd, lo dimostrino anche quando i candidati non sono i loro - com'era Fico in Campania - e siano disposti a trovare punti in comune su temi come l'Ucraina, abbandonando la linea che li ha visti a lungo più comprensivi delle ragioni di Putin che di quelle di Zelensky. Il secondo è il nodo della leadership, sulla quale Conte non smette di puntare nonostante i numeri. 

 

C'è un terzo fattore che potrebbe decidere la partita: il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati che dovrebbe tenersi la prossima primavera. Meloni e la stessa Schlein possono anche cercare di non politicizzarlo, ma non sarà possibile neutralizzarne gli effetti. 

 

Se vincerà il Sì, la premier potrà andare avanti nella sua strategia di annichilimento dei contropoteri rispetto all'esecutivo (evidente anche negli attacchi alla presidenza della Repubblica). Se vincerà il No, il centrosinistra avrà un'altra prova della necessità di restare unito. E chissà se si abbandoneranno i personalismi e si deciderà cosa - insieme - c'è da fare. 

 

2 - CONTE IL PRAGMATICO PUNTA ALLA LEADERSHIP DEL CAMPO LARGO 

Paolo Festuccia per “la Stampa” - Estratti

schlein salis conte

 

(...) Di qui alle politiche tutto lascia intendere l'irreversibilità della scelta di campo (largo). Anche perché, l'ex presidente della Camera, pentastellato delle origini, anima di sinistra del Movimento e ora governatore di una Regione importante come la Campania è, a tutti gli effetti, una garanzia di tenuta dell'alleanza anche se Conte dovesse fare qualche bizza. 

 

È anche vero però, tornando alle scuole di pensiero, una certa, diciamo così, abilità tattica un po' trasformistica. Fu proprio Conte a sbloccare l'impasse con Vincenzo De Luca, e a mediare senza porre veti su cacicchi, capibastone, vecchi arnesi. Zero polemiche con De Luca, padre o figlio, e Clemente Mastella, e poi una campagna elettorale sui temi e programmi, priva del furor antipolitico e moralisteggiante dei tempi d'oro. 

 

Ora inevitabilmente, la domanda riguarda il futuro. 

 

fratoianni schlein conte bonelli al monk

Oggi in Campania, domani in Italia è il mood di giornata, come ai tempi, fu "oggi in Sardegna, domani in Italia". Ripulito dall'enfasi, c'è un punto numerico non irrilevante. L'alleanza, soprattutto al Sud, è competitiva. Però un conto è la somma numerica, un conto è la somma politica. 

 

Insomma, da oggi il tema riguarda la forma da dare e i contenuti da proporre. 

 

(…) Lo racconta anche la narrativa delle ultime settimane. Un nuovo cambio di passo: parla di sfidare il governo su difesa e sicurezza, ha assunto la postura di un ex premier che mette sul tavolo la sua esperienza. Ora, ecco, resta al centro un tema assolutamente dirimente.

ELLY SCHLEIN - GIUSEPPE CONTE - IL SORPASSO - MEME BY IL GIORNALONE - LA STAMPA

 

Ovvero, la questione della collocazione internazionale, a cominciare dall'Ucraina. Insomma, ciò che ha unito a Napoli e Bari resta diviso su Kiev. Lo vediamo anche in queste ore in relazione al dibattito sul piano di pace. Ed è la madre di tutte le questioni, in un mondo in cui gli interessi nazionali si giocano fuori dai confini nazionali. 

 

(..)

Vecchia scuola, quella secondo cui l'unità si costruisce sulle cose da fare e non sui destini personali. E in fondo, ai nastri di partenza (ma solo lì) la pensano tutti un po' così. 

 

Poi durante la gara si cambia strategia. Per questo è il tempo delle decisioni: dove stare e con chi stare ma soprattutto cosa fare. Sia Conte che Schlein si sono detti disponibili a discutere di leadership e primarie. Ma il dibattito resta confinato in rete. 

Forse è giunta la fase di mettere da parte la tattica e dare respiro alla strategia. Meglio, se comune. 

renzi conte schleinGIUSEPPE CONTE - ELLY SCHLEIN - NICOLA FRATOIANNI - ANGELO BONELLI - MANIFESTAZIONE PD AVS M5S PER GAZA - FOTO LAPRESSE - FOTO LAPRESSE

 

ANGELO BONELLI - ELLY SCHLEIN - NICOLA FRATOIANNI - GIUSEPPE CONTE - MANIFESTAZIONE PD AVS M5S PER GAZA - FOTO LAPRESSE

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