giuseppe conte gennaro vecchione

SERVIZI E SERVIZIETTI - CONTE PREPARA L'AZZERAMENTO DEL VERTICE DEI SERVIZI DOPO IL CASO “AMERICANO”: VECCHIONE IN USCITA DAL DIS POTREBBE DIVENTARE CONSIGLIERE MILITARE DI PALAZZO CHIGI, MA CI SONO MOLTI DUBBI NEL DARE QUELLA POLTRONA A UN UFFICIALE DELLA GUARDIA DI FINANZA - AL SUO POSTO POTREBBE ARRIVARE LUCIANO CARTA DALL’AISE, MENTRE PARENTE PER ORA RIMANE ALL'AISI - “GIUSEPPI” PRIMA O POI DOVRÀ RIFERIRE AL COPASIR E...

1 – CONTE E IL CASO DEGLI 007 

giuseppe conte gennaro vecchione

Estratto dell’articolo di Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera” (INTEGRALE QUI)

 

gennaro vecchione

Non deve spiegare il caso degli 007 e dei contatti con gli Usa? Ha qualcosa da nascondere?

«Io sono responsabile per legge dei Servizi. Se una questione monta giornalisticamente, non vado in pubblico a rilanciare interviste, vado prima al Copasir».

 

GIUSEPPE CONTE E DONALD TRUMP

Perché non ha ancora riferito?

«Quella commissione deve sostituire un componente, quindi il collegio non può operare, sennò avrei chiesto io di andare a parlare al Copasir. Lo farò e rimarrete molto delusi rispetto alle fantasie che stanno circolando. Non è stata commessa alcuna anomalia. Si sta speculando ingiustamente».

 

L' ex ministro dell' Interno la accusa di aver usato i Servizi come una sua dépendance.

«È una cosa gravissima anche solo pensare che il premier faccia uso personale dei Servizi. Chi ha usato quel linguaggio ha rivelato quale deformazione politica abbia in testa per quanto riguarda le attività di intelligence».

il prefetto gennaro vecchione foto di bacco (1)

 

2 – IL GOVERNO PRONTO AD AZZERARE IL VERTICE DEI SERVIZI

Estratto dell'articolo di Claudio Tito per “la Repubblica”

 

(…) Il governo ha dunque pronto il piano per cambiare, quasi in toto, i vertici dei servizi segreti. L' unico elemento di riflessione riguarda la tempistica. Perché a Palazzo Chigi e nei ministeri competenti non intendono avallare una connessione diretta tra il "turn over" e gli ultimi sviluppi della vicenda che coinvolge anche la Casa Bianca.

 

WILLIAM BARR

La prima tessera innescherà il domino degli 007 è rappresentata dal direttore del Dis, ossia il Dipartimento che assicura il coordinamento tra le varie Intelligence. Il capo è Gennaro Vecchione, nominato poco meno di un anno fa (novembre 2018) dall' esecutivo gialloverde. Lo stesso generale della Guardia di Finanza ha fatto sapere a tutti piani alti delle Istituzioni che preferirebbe non proseguire nell' incarico.

 

GENERALE LUCIANO CARTA

Il suo lavoro in questi undici mesi ha sollevato qualche dubbio nella squadra di Giuseppe Conte ma anche al di fuori dell' esecutivo. In seguito ai dubbi relativi alla presenza di Barr a Roma, anche l' Amministrazione americana avrebbe fatto pervenire informalmente un certo stupore. Al posto di Vecchione, allora, sarebbe in corsa l' attuale direttore dell' Aise (il servizio per la sicurezza esterna), Luciano Carta. Anche lui generale delle Fiamme Gialle, conta su buoni rapporti dentro e fuori la maggioranza.

 

MARIO PARENTE

Il presidente del consiglio, però, non intende "bruciare" l' uomo che lui stesso aveva indicato per il Dis. Scaricare tutte le responsabilità su Vecchione, sarebbe infatti per Conte una sorta di autogol.

Una ammissione di colpa, considerando che si tratta di una sua designazione. Ma soprattutto Palazzo Chigi non gli attribuisce negligenze particolari. Anche nella gestione del caso Barr. E allora l' idea del premier è quello di salvaguardarlo trasferendolo proprio alla presidenza del consiglio con il ruolo di Consigliere militare. Anche se si tratterebbe di un unicum: mai un alto ufficiale della Guarda di Finanza ha ricoperto quell' incarico.

 

giuseppe conte gennaro vecchione 1

(…) Per la successione di Carta all' Aise, il nome preferito dal capo del governo è allora quello del suo consigliere militare, Carlo Massagli. Che a giugno scorso Conte già voleva come Capo di Stato maggiore della Marina e poi stoppato sul filo di lana. La scelta di Massagli sarebbe utile - nel disegno di Conte anche per fare spazio a Palazzo Chigi allo stesso Vecchione.

 

AMMIRAGLIO CARLO MASSAGLI

Quella di Massagli, però, non è l' unica candidatura. All' interno della maggioranza, soprattutto all' interno del Pd, infatti, si segue con un certo fastidio il protagonismo del premier in questa materia. Nel "domino" il partito di Zingaretti e quello di Matteo Renzi inizieranno a far sentire la loro voce.

Non è un caso che sulle scrivanie dei ministeri che si occupano del dossier sia comparso anche il curriculum di Giovanni Caravelli, generale dell' Esercito, e soprattutto attuale vicedirettore dell' Aise. Un nome - spiegano i suoi sostenitori che garantirebbe la continuità rispetto a Carta, rispetto agli ultimi anni e soprattutto in riferimento al delicato capitolo Libia.

gennaro vecchione annalisa chirico foto di bacco

 

L' unico che, invece, dovrebbe rimanere fuori dal ricambio è il direttore dell' Aisi, Mario Parente. Il generale dei Carabinieri alla guida del Servizio che si occupa della sicurezza interna, conclude il suo mandato alla fine del prossimo aprile. Anticiparne la chiusura di cinque-sei mesi viene considerata un' opzione inappropriata. Se non inutilmente sconveniente nei confronti di Parente. Da considerare, poi, che in primavera ci sarà una enorme tornata di nomine pubbliche. Compresa quella del capo della Polizia. (…)

 

Conte e Gennaro Vecchione

3 – PRESTO CONTE DAVANTI AL COPASIR MERCOLEDÌ IL NUOVO PRESIDENTE

Francesco Grignetti per “la Stampa"

 

S' avvicina il momento in cui si farà chiarezza sull' affaire del misterioso professor Mifsud e la visita romana del ministro statunitense William P. Barr nella sede dei nostri servizi segreti. Mercoledì prossimo, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica avrà un nuovo presidente e scatterà il conto alla rovescia per un' audizione del premier Giuseppe Conte.

 

JOSEPH MIFSUD 1

Il presidente del Consiglio è pronto, ma non nasconde il fastidio per l' enfasi che è montata attorno a questa storia. «Non c' è - dice Conte ai giornalisti che lo incrociano ad Assisi - nessuna anomalia, è tutto trasparente secondo le ordinarie prassi. Non ho commesso nessuna anomalia, anzi i vertici dell' intelligence non hanno commesso alcuna scorrettezza o anomalia. Se poi volete speculare, speculate. Ma lo state facendo scorrettamente».

 

WILLIAM BARR JOHN DURHAM

Quanto a lui, «io non ho mai incontrato nessuno della delegazione americana, ma non posso rispondere a voi prima di aver parlato davanti al Copasir». E' ormai assodato, in effetti, che venerdì 27 settembre, Barr (è bene ricordare che il General Attorney è insieme ministro della Giustizia e magistrato più alto in capo) in compagnia del procuratore John Durham, il magistrato incaricato della contro-inchiesta che dovrebbe fare le bucce all' inchiesta sul Russiagate che ha tenuto Trump sulla graticola per mesi, ha incontrato i vertici dei nostri servizi segreti nella sede ufficiale di piazza Dante. Il tutto su autorizzazione del presidente del Consiglio.

 

conte trump

L' incontro era stato richiesto da governo a governo e Palazzo Chigi ha autorizzato i nostri 007 a incontrare i due americani. Al centro dei colloqui, la figura del professore italo-maltese Joseph Mifsud, docente a contratto presso l' università Link Campus, svanito nel nulla da circa un anno. Mifsud è accusato da George Papadopoulos, ex collaboratore di Trump, di avere partecipato a una cospirazione (a suo dire orchestrata da Fbi e Cia, gestione Obama) sostanzialmente per inguaiare Trump. Papadopoulos è attivissimo in questi giorni per veicolare notizie contro questo o quello; intanto ha scritto un libro, «Nel mirino del Deep State», che pubblicizza attivamente.

gennaro vecchione francesco vestito foto di baccoil prefetto gennaro vecchione foto di bacco (3)

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO