antonio tajani elly schlein

LE CONVERGENZE PARALLELE DI SCHLEIN E TAJANI – IL PD TENDE LA MANO DOPO L’APERTURA DI FORZA ITALIA PER MODIFICARE LA LEGGE DI CITTADINANZA, L’IDEA SAREBBE QUELLA DI CONSENTIRE L’ACCESSO A CHI HA COMPIUTO UN CICLO DI STUDI DI 10 ANNI: LO IUS SCHOLAE O LO IUS CULTURAE – SUI TEMI DELLA GIUSTIZIA (DALL’ABOLIZIONE DELLA LEGGE SEVERINO ALLO SVUOTA-CARCERI), COSÌ COME SULLA POLITICA ESTERA, AVANZA IL CAMPO LARGO TRA DEM E FORZISTI…

Estratto dell’articolo di Wanda Marra per “il Fatto Quotidiano”

 

antonio tajani elly schlein

Le convergenze parallele: sono quelle che si verificano sempre più spesso tra Pd e Forza Italia. Il partito guidato da Elly Schlein ha al suo interno svariate anime, da quella più radicale a quella più riformista. Più vicina al centro che alla sinistra. Gli azzurri, a loro volta, sono distanti dalle posizioni di destra estrema di Lega e Fratelli d’Italia. E dunque, finiscono per avvicinarsi ai dem.

 

L’ultimo caso è la legge sulla cittadinanza, ma sui temi della giustizia (dall’abolizione della legge Severino allo svuota-carceri), così come sulla politica estera, le convergenze sono frequenti.

 

È di questi ultimi giorni l’apertura di FI rispetto a un’ipotesi di modifica della legge sulla cittadinanza. L’idea sarebbe quella di consentire l’accesso a chi ha compiuto un ciclo di studi di 10 anni: lo ius scholae o lo ius culturae. Lo stesso che venne esaminato nella passata legislatura con una proposta di legge che si arenò alla caduta del governo Draghi […]

 

antonio tajani giorgia meloni matteo salvini

Diverso è lo ius soli, correlato alla nascita sul territorio dello Stato che dà diritto alla cittadinanza, quello di cui Schlein ha fatto una bandiera. La legge del 1992, attualmente vigente, recepisce invece lo ius sanguinis, concedendo la cittadinanza solo a chi nasce o è adottato da cittadini italiani, o è legato a essi da matrimonio; la cittadinanza può essere richiesta dagli stranieri nati e residenti ininterrottamente in Italia fino ai 18 anni, ma solo dopo aver compiuto la maggiore età.

 

A settembre è attesa la mozione sullo ius soli del Pd, che ha anche depositato un progetto di legge sullo ius soli sportivo riservato agli atleti. I dem sono disponibili al confronto per allargare il sostegno all’iniziativa. E, dopo l’apertura di Forza Italia, il punto di caduta potrebbe essere proprio lo ius scholae, appoggiato anche da M5S e Avs, mentre è ferocemente contraria la Lega e per FdI la questione “non è all’ordine del giorno”.

 

GIUSEPPE CONTE E ELLY SCHLEIN

Un voto comune tra Pd e Forza Italia c’è stato solo poche settimane fa, sulla modifica della legge Severino: in questo caso sia gli azzurri che la Lega avevano detto sì a un ordine del giorno, presentato da Debora Serracchiani al ddl Nordio, riguardante la norma relativa alla sospensione di sindaci e amministratori locali dai loro incarichi dopo una condanna in primo grado, prevedendola invece solo a sentenza definitiva (tranne che per i reati di grave allarme sociale) equiparandoli così ai parlamentari, ai ministri e ai sottosegretari.

 

In questi giorni Forza Italia è tornata all’attacco: vorrebbe modificare la legge, cancellando la norma relativa alla sospensione dei sindaci condannati in primo grado, ritenuta dagli azzurri “l’anticipazione di una condanna” e quindi la “negazione” del principio di presunzione di innocenza. […]

 

Nel momento di votare il decreto Carceri, il Pd ha poi cercato un terreno comune con FI su una serie di emendamenti fotocopia volti a svuotare i penitenziari. Operazione fallita, visto che la maggioranza ha serrato i ranghi e FI non si è sentita di andare allo scontro frontale con il resto della coalizione.

 

ELLY SCHLEIN

I dem, inoltre, erano arrivati a chiedere il voto segreto sulla legge Giachetti sulla liberazione anticipata, nel tentativo di attrarre i voti di Forza Italia. Ma poi la norma è stata rimandata in Commissione e sostanzialmente affossata.

 

Per quel che riguarda la politica estera, tocca a Forza Italia e Pd mantenere la posizione dell’atlantismo ortodosso. Entrambi hanno votato per Ursula von der Leyen alla guida della Commissione europea.

 

Ed erano stati proprio Peppe Provenzano e Antonio Tajani a fare da sherpa per arrivare – quest’inverno – a una mozione per il cessate il fuoco a Gaza, passata con l’astensione della maggioranza. […]

antonio tajani matteo salvini giorgia meloni

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